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SERIE C GIRONE B - 13a giornata

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Uno stadio così a Dusseldorf l'hanno fatto in due mesi. A Carpi lo faranno. Ad Arezzo perché no?

Il dibattito sull'impianto va avanti da anni e l'unica certezza è che tra Comune e Us Arezzo nascono conflitti di competenze uno dietro l'altro. La patata bollente va gestita in maniera diversa, prendendo spunto da quel che succede in giro per il mondo. Ci sono società specializzate in grado di montare una struttura completa in poche settimane. E smontarla qualora non serva più. Potrebbe essere un'ipotesi percorribile anche da noi



lo stadio airberlin di Dusseldorf, costruito in due mesi e poi smontatoStadio nuovo, stadio da ristrutturare, stadio che costa, stadio che chissà quanto ci vuole per costruirlo. Ad Arezzo, come in molte parti d'Italia, se ne parla da anni ma l'unico dato concreto è che l'impianto attuale sta peggiorando a vista d'occhio. E che tra il proprietario della struttura, cioè il Comune, e il club sportivo che ce l'ha in gestione, cioè l'Us Arezzo, nascono conflitti di competenze uno dietro l'altro. Una convenzione al riguardo esiste, è stata firmata nel 2011 e scade il 30 giugno 2016. Ma ormai sembra un documento inutile perché la realtà sta superando la contrattualistica.

Cosa si può fare? Occorre innanzitutto che l'amministrazione scelga quale strada imboccare. A) Avanti così a colpi di manutenzione fin quando si può; B) Ristrutturazione del Città di Arezzo; C) Realizzazione di uno stadio nuovo. Una volta deciso come e dove muoversi, si procederà di conseguenza. Finché l'Arezzo si trovava in serie D, il problema poteva pure essere tenuto nel cassetto. Ora, in Lega Pro, è diverso. E questa patata bollente dovrà essere maneggiata con cura dalla giunta che uscirà dalle prossime elezioni.

 

In ogni caso, basta farsi un giro sul web per verificare che qualche soluzione riguardo le ipotesi B e C esiste. Ne avevamo già parlato giorni addietro, mettendo il focus sui nuovi stadi modulari.

 

A Carpi, dove nonostante le gufate di Lotito sono praticamente in serie A, stanno pensando proprio a questo. Uno stadio da montare e, eventualmente, rismontare in caso di retrocessione. Sembra incredibile ma si può veramente. L'architetto Gino Zavanella, il progettista dello Juventus Stadium, ha consigliato al Carpi di muoversi in questo senso. 

 

In giro per il mondo ci sono diverse esperienze in tal senso. Nussli è una società tedesca specializzata nel settore (ha realizzato l'impianto temporaneo di Dusseldorf) e il Dg della divisione Italia, Emanuele Rossetti, ha dato anche dei riferimenti precisi in fatto di costi: "Per uno stadio modulare in vendita, completo di tutto, dagli spogliatoi ai bar, il costo di realizzazione va dai 1.000 ai 2.000 euro per posto. Per un solo anno, di solito, si tratta di affittare delle tribune temporanee attrezzate con spogliatoi e tutto quanto il necessario, quindi un prodotto con qualità differenti. In questo caso il costo può partire dai 100-200 euro a posto"

 

E' chiaro che ad Arezzo ci sarebbe necessità di studiare una soluzione ad hoc, verificando anche se sia possibile demolire le attuali tribuna, maratona e curve e poi riedificare il nuovo impianto a ridosso del terreno di gioco. Di sicuro lo stadio modulare è caratterizzato dal fatto che è realizzabile in lotti che poi possono essere montati e smontati in brevissimo tempo e la struttura architettonica è capace di abbinare la funzionalità alla flessibilità. Le strutture modulari sono in grado di soddisfare tutti i requisiti di un impianto multifunzionale, che al suo interno deve avere sale dedicate all’hospitality, sala stampa, campo da gioco e tribune coperte. Il vero vantaggio dello stadio modulare riguarda la rapidità con cui si può integrare o diminuire la capienza, aspetto fondamentale per le società sportive che hanno un bacino d’utenza variabile a seconda del risultato sportivo.

 

Nussli ovviamente non è l'unico soggetto presente nel settore. La Lega Pro per esempio ha una partnership con gli inglesi di Kss Group, oltre che con Coni servizi e con l'Istituto del Credito Sportivo per l’abbattimento degli interessi sui prestiti. Poi c'è “Stadi sostenibili“, consorzio che comprende uno studio di progettazione, un gruppo di ricerca risorse e una società che si occupa di eco-compatibilità. E l'anno scorso è stato firmato un protocollo con l’Anci (l’associazione dei Comuni), per facilitare i rapporti fra società e istituzioni e portare avanti insieme agli enti locali le pratiche necessarie all’avvio dei lavori.

 

Insomma, pensare di mettere a disposizione della città uno stadio accogliente, moderno e senza costi esorbitanti di gestione, si può. Serve solo una scelta politico-amministrativa precisa e la collaborazione di partner privati. Ma non è un'impresa impossibile. Basta volerlo.

 

scritto da: Andrea Avato, 02/04/2015





Lo stadio temporaneo costruito a Dusseldorf

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