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Piazza della Badia

Piazza della Badia è uno dei luoghi più affascinanti e conosciuti del centro storico di Arezzo.



La piazza ha cambiato più volte denominazionePiazza della Badia è uno dei luoghi più affascinanti e conosciuti del centro storico di Arezzo.

I suoi confini sono a nord via Cavour, a sud la facciata principale dell’Istituto Tecnico Commerciale Buonarroti, a est la chiesa delle Ss. Flora e Lucilla (o chiesa della Badia) e a ovest via Isidoro del Lungo, scrittore, storico e politico nato nel 1841 a Montevarchi.

L’I.T.C. ha sede in una stupenda badia benedettina – da qui il nome odierno della piazza – di origine medievale, poi rinnovata nel Rinascimento, che a partire dal XVII secolo ospitò le Poste Granducali.

Con gli anni, il largo iniziò a essere appellato proprio Piazza della Posta. A destra dell’entrata principale (per chi accedeva all’edificio) furono realizzate nel Settecento le scuderie. Qui, i cavalli che trasportavano la corrispondenza si potevano riposare e rifocillare. Questo comportò un deciso restringimento del piazzale, ma alla fine dell’Ottocento la facciata nord dell’ex monastero fu completamente restaurata e le scuderie vennero abbattute.

Le Poste, rinnovate nel 1832, caratterizzarono per molto tempo la vita della zona. Difatti, dove oggi si incontrano via Cavour e via Saffi, si trovavano il Caffè della Posta e l’Albergo della Posta.

La Badia aveva enormi spazi da sfruttare e così, nel 1872, al suo interno fu ospitata anche una neonata scuola superiore aretina, il Regio Istituto. In un primo momento esso aveva solo il ramo agrario, ma dopo due anni fu trasformato in Regio Istituto Tecnico con quattro indirizzi (Fisico–Matematico, Agrimensurale, Agrario e Commerciale).

Nel 1904 nella piazza fu collocato il busto di re Umberto IGli uffici postali rimasero in quella sede fino a quando, negli anni Venti del secolo scorso, venne costruito il nuovo palazzo lungo via Guido Monaco, occupando parte di Piazza del Popolo. Negli anni Cinquanta gli ambienti lasciati liberi furono presi dagli uffici del Registro, ma dal 1967 l’ex monastero benedettino divenne esclusivamente sede scolastica.

Da ricordare che ai primi del Novecento, quella che aveva cambiato nome in Piazza Principe Amedeo (e in gergo popolare Piazza delle Posta Vecchia), fu impreziosita da un monumento.

In seguito all’assassinio di re Umberto I di Savoia, avvenuto il 29 luglio 1900 per mano dell’anarchico Gaetano Bresci, venne commissionato a Pietro Guerri, bravo scultore montevarchino, un busto bronzeo a ricordo del sovrano ucciso. L’opera, collocata al centro della piazza, fu inaugurata con grandi cerimonie il 24 luglio 1904.

Durante la Seconda Guerra Mondiale la statua venne rovinata da ignoti e successivamente portata in salvo prima della sua completa distruzione. Oggi si trova nell’Archivio Storico Comunale e nell’aprile 2006, dopo un restauro, è stata oggetto di una bella conferenza organizzata dalla Società Storica Aretina.

Degno di nota, infine, è il punto della piazza dove la facciata della preziosa chiesa incontra via Cavour: lì si svolge una delle scene più divertenti del film oscar La vita è bella, ovvero l’episodio della caduta dalla bicicletta di Benigni, dopo una movimentata discesa a ostacoli attraverso le vie del centro storico.



scritto da: Marco Botti, 23/01/2009