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Bubatori per natura, la carica del capitano, Montini & Mariani, una stagione sopra le righe

Una vittoria dai mille significati quella contro il Monza, ottenuta in extremis e in mezzo a qualche voce di dissenso da parte del pubblico: Gambadori ha polemizzato con chi stava fischiando la squadra. E ha messo il dito in una piaga aperta da sempre. Lui e Panariello sono i simboli di questa stagione, in cui i difensori hanno segnato quanto le punte e in cui ne abbiamo viste di tutti i colori. Peccato che tra quindici giorni sarà finita



Gambadori arringa i compagni alla fine della partitaPOLEMICI DI NATURA - Tra una polemica con il Comune e mille discorsi su campini e settore giovanile, pochi ricordavano che l’ultima vittoria casalinga dell’Arezzo era datata 22 febbraio. 1-0 al Bassano, tripudio generale e tre quarti di salvezza in tasca. Da lì in avanti la squadra aveva pareggiato con Pavia, Alessandria e Pro Patria e perso con la Cremonese. Sarà anche per questo che ieri, sullo 0-1, qualcuno ha preso a mugugnare. La partita non era il massimo della vita, l’Arezzo annaspava e l’aretino è polemico di natura: sommando le tre cose insieme nasce quel sottofondo velenoso, quel brusio che infastidisce anche i santi. Per fortuna questa è un’annata speciale e in due minuti si è ribaltato il mondo. Chi bubava si è messo ad applaudire e tutti vissero felici e contenti.

IL DITO NELLA PIAGA - Che poi non è passato tutto in cavalleria. Gambadori è arrivato con piglio deciso in sala stampa e a nome dello spogliatoio ha rimbrottato parte del pubblico. Il suo pensiero, in sostanza, è stato: ‘’non si possono rompere le scatole a chi ha conquistato la salvezza e si è fatto il culo tutto l’anno’’. In pratica, il capitano ha messo il dito in una piaga aperta da sempre a queste latitudini. La gente ama criticare, anche quando un po’ d’indulgenza sarebbe necessaria. Vero che la partita era così così e che il Monza stava avanti di un gol, ma non si può nemmeno pretendere la luna da undici cristiani che non sono robot. E quest’anno, per come sono andate le cose, c’è stata unità d’intenti. L’anno prossimo, se si punta alla B, chissà cosa potrebbe venire fuori al secondo pareggio di fila. Che Dio ci aiuti.

CAPITANO CORAGGIOSO - E comunque complimenti a Gambadori. Al di là dell’intervista, è stato un caposaldo della stagione. Preso per la D, confermato in C, capitano di nome e di fatto, ha giocato su alti livelli per otto mesi. A 34 anni non era così scontato.

SOLDATO DI VALORE - L’altro simbolo vero e splendente dell’annata è Aniello Panariello. Un soldato di valore e anche una piacevole sorpresa. Dall’esordio da mani nei capelli contro il Sansepolcro, in Coppa Italia, a un campionato senza macchia e senza paura: il passo non era breve ma è sembrato di sì. E non è un caso che il gol vittoria contro il Monza l’abbia segnato proprio lui. La fortuna è cieca, ma alla fine nel calcio c’è una logica. La stessa per cui Panariello sarebbe il primo da confermare per l’annata che verrà.

 

Mariani dopo il gol esulta insieme a CapuanoDIFENSORI & GOLEADOR - Tra le contraddizioni apparenti della stagione ci sono alcuni numeri: Panariello ha segnato 3 gol, gli stessi di Bonvissuto. Cucciniello ne ha firmati 2 proprio come Montini. In totale i difensori hanno portato alla causa 12 segnature contro le 15 dei trequartisti e delle punte. Un bilancio praticamente pari, figlio di un’impostazione di squadra precisa, pragmatica e redditizia. Poi Capuano dice che ‘’gli attaccanti non s’inventano’’ e magari ha ragione lui. Di sicuro, più che in fase realizzativa, i numeri 9 di quest’anno hanno dato una mano per chiudere gli spazi. E a volte nemmeno per quello.

RITARDO FATALE - Il caso di Montini di ieri è emblematico. Sempre scoordinato al momento di metterla in porta. Sempre un attimo in ritardo sulla palla giusta. E ormai la stagione è andata. Si è sempre detto che l’aria di Arezzo fa bene alle punte, che al Comunale chi non ha mai fatto gol trova il trampolino di lancio e chi ha bisogno di rilancio azzecca l’annata di grazia. Evidentemente a tutto c’è un limite.

BEATA GIOVENTU' - Poi succede che entra Mariani e in trenta secondi tira fuori un gesto tecnico e atletico che non si era mai visto tutto l’anno. Complimenti a lui, classe ’96 e un pomeriggio scolpito nel cuore. Mentre il coetaneo Bucaletti ne segnava altri due cento metri più in là, nella partita della Berretti contro il Gubbio, Mariani giustificava il suo arrivo di gennaio. Preso al posto di Vitiello, mandato in prestito a Poggibonsi, il centravanti livornese ha già cambiato giudizi e prospettive con il colpo di testa di ieri. E ha dato prova che se uno non ha ancora vent’anni, può rendersi utile lo stesso.

IL LIETO FINE - Alla fine l’Arezzo ha messo le mani sulla salvezza. E adesso, incredibile ma vero, è settimo in classifica. Con Capuano al San Donato per un malore da esultanza, possiamo veramente dire che le abbiamo viste tutte in un’annata sopra le righe. Peccato solo che tra quindici giorni sarà finita.

 

scritto da: Andrea Avato, 26/04/2015





Arezzo-Monza 2-1, intervista a Mariani

Arezzo-Monza 2-1
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