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SERIE C GIRONE A - Play-off e Play-out

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Passione e competenza, la stagione magica di Capuano. Con un caso irrisolto: Montini

La partita contro il Monza è stata paradigmatica di tutta l'annata: sofferenza, lotta e gioia finale. L'Arezzo sta scrivendo una delle pagine più belle della sua storia, grazie soprattutto a un allenatore che, dalla conferenza stampa sopra le righe di quest'estate fino al malore di sabato sotto la sud, ha dato prova di coerenza e lealtà. Una delle poche missioni fallite riguarda il centravanti ex Benevento, decisivo solo nelle partitelle e con grandi potenzialità inutilizzate



Mattia Montini, classe '92, solo 2 gol in campionatoAbbiamo domato la matematica. In una partita paradigmatica di tutta la stagione abbiamo vissuto 90 minuti che hanno racchiuso tutti i suoi contenuti: sofferta, lottata, affascinante se non bella, coinvolgente. Ancora due partite ed andrà in archivio anche questo campionato, ma possiamo già dire che farà parte delle pagine più belle della storia amaranto. La difficoltà di approccio alla gara, la reazione, la sterilità offensiva, la voglia di ribaltarla comunque, la grinta e l'assedio del secondo tempo, Gambadori e Panariello, il gol meraviglioso, incredibile di Mariani e su tutto la guida tattica, la spinta emotiva, la carica di Eziolino Capuano culminata nel malore che ha lasciato tutti col fiato sospeso.

Ecco, quest'episodio, preceduto dalla corsa pazza verso la Minghelli dopo il gol di Panariello forma un continuum ideale con la conferenza stampa di quest'estate. Allora l'allenatore si prese sulle spalle la squadra, frastornata e squinternata, pronunciò frasi che qualcuno ha pensato essere sopratutto scenografia legata al personaggio, ma i fatti hanno dato prova di una coerenza assoluta, di una lealtà profonda e di una dedizione alla causa che è merce rarissima tra tanti mercenari e molti illusionisti (professione che sta avendo molto successo in Italia a partire dalla politica).

L'aspetto agonistico e “sentimentale” rischia però di far passare in secondo piano la competenza professionale e sarebbe un torto, perchè anche sabato il mister ha ruotato la squadra nella maniera migliore e l'ha guidata ad un secondo tempo d'assalto intenso ma ragionato, con un possesso palla mirato ad allargare le maglie strettissime della difesa brianzola senza cadere nell'affannosa ricerca del gol che avrebbe comportato probabilmente solo mischie poco costruttive, sopratutto per un reparto offensivo con le polveri bagnate come quello di quest'anno.

 

la formazione amaranto schierata contro il Monza da CapuanoE su questo vado ad aprire la seconda evidenza stagionale; possiamo chiamarlo “il caso Montini”. Il ragazzo ha un fisico invidiabile, Capuano giura sulle sue capacità tecniche e l'ha spronato a lungo dimostrandogli fiducia, ha guadagnato anche una convocazione nella nazionale di categoria, lo score delle partitelle infrasettimanali lo riporta sempre tra i marcatori, spesso a doppia cifra... poi in partita tutto scompare. Gare prima abuliche e con qualche supponenza di troppo (rimembrate Alessandria?) poi generose, ma purtroppo sempre inconcludenti. Bisticcia con la palla, non salta l'uomo, sbaglia - come sabato - gol clamorosi. Un problema di scarsa fiducia in se stesso come sostiene Capuano, di fragilità caratteriale nonostante l'ambiente che non è mai andato oltre qualche giusta e posata critica ed ha lasciato correre sotto silenzio, per il bene comune e per la gioia della vittoria, anche il gesto di Lumezzane. Certamente però quando si vede ad inizio partita che Benassi è costretto prima a richiamarlo per farlo spostare da destra a sinistra - dato che lui sta rinviando dal vertice sinistro dell'area piccola ed è mancino, per cui la palla andrà verso l'out di sinistra - poi per andare da sinistra a destra perché stavolta il rinvio lo fa dal vertice destro dell'area piccola, viene da pensare che ci siano eccesso di tensione o carenze di concentrazione. Peccato, perché resto convinto che le potenzialità ci siano tutte.

Ora Novara, missione impossibilissima considerando la forza dell'avversario e la smania di recuperare quello che la penalizzazione gli ha tolto; è vero però che è sempre difficile vincere per forza e bisognerà vedere quanto questo “obbligo” peserà sulle gambe e sulle menti dei piemontesi mentre noi arriveremo sereni, salvi e caricati dal successo ritrovato. Proviamoci ancora, fino alla fine.

 

scritto da: Paolo Galletti, 30/04/2015





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