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SERIE C GIRONE A - Play-off e Play-out

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Quasi duemila presenze di media, pubblico in calo nel ritorno. Un'annata double face

Si è parlato tanto di spettatori e affluenza al Comunale nei mesi scorsi. Adesso ci sono i dati ufficiali di tutti i campionati per impostare un ragionamento concreto basato sui numeri. I tifosi amaranto, in quanto a partecipazione, si sono piazzati al quinto posto nel girone A, dietro solo a Novara, Cremonese, Alessandria e Mantova. Un trend positivo, inficiato in parte dalla sensibile diminuzione di afflusso nella seconda parte di stagione



quasi duemila presenze di media al Comunale in campionatoOra che il campionato è finito e per un po’ non occuperemo i gradoni della curva e della tribuna, è tempo di fare un bilancio dell’affluenza al Comunale. È opinione diffusa che quest’anno siamo stati quasi sempre troppo pochi e che, visti i risultati più che soddisfacenti sul campo, la squadra avrebbe meritato almeno un migliaio di spettatori in più a partita. Ma siccome la nostra percezione non può non essere di parte e riflette, gioco forza, la nostra passione sconfinata per i colori amaranto, proviamo a farci guidare dalla freddezza dei numeri e delle statistiche.

 

Interessanti sono i dati relativi all’affluenza negli stadi di Lega Pro consultabili entrando nel sito www.stadiapostcards.com.

 

Agglomerando la media spettatori di tutte le squadre dei tre gironi, l’Arezzo figura al 21° posto su 60. Chi vede il bicchiere mezzo vuoto può dire che abbiamo un intero girone davanti, ma d’altro canto è anche vero che ne abbiamo praticamente due dietro. Con una media di 1.905 spettatori, noi (è proprio il caso di dirlo) ci siamo messi alle spalle piazze che si giocheranno i playoff come Castellammare di Stabia, Pavia e Como, e una realtà importante come Ancona. A voler fare del campanilismo, poi, stracciamo numerose città toscane, si vedano Lucca, Pistoia, Prato e Grosseto (quest’ultima non raggiunge neanche i mille spettatori di media). Allo stesso tempo, i nostri poco amati cugini pisani, con 5.334 persone sugli spalti in media, ci surclassano nonostante un campionato deludente per le aspettative dei neroazzurri.

Insieme al Pisa, è l’Ascoli a fare la parte del leone nel girone centrale, mentre la Salernitana è fuori classifica per chiunque, con i suoi 10.709 spettatori medi, risultato di un mix esplosivo: una città estremamente passionale e una squadra che ha saputo raggiungere la promozione in B. Davanti all’Arezzo si piazzano molte tifoserie del girone sud, come era prevedibile. Lecce, Foggia, Catanzaro e Messina sono da sempre realtà molto calde, mentre a Benevento hanno sperato nella promozione diretta fino all’ultimo.

 

Mister Capuano lo sa meglio di noi che più si va verso sud, più la passione tendenzialmente aumenta, e forse avrà dato un’occhiata pure a lui ai dati relativi al nostro girone, per aver affermato di rimanere volentieri nel girone nord. I numeri sembrano confermare situazioni ambientali meno difficili: Arezzo si piazza quinta nel suo girone, preceduta solo da Novara (con la squadra promossa in B), Cremona, Alessandria e Mantova. Ma anche nel girone B non sono molte le squadre che hanno appassionato più dell’Arezzo: solo a Pisa, Ascoli, Ferrara, Reggio Emilia e Teramo sono accorsi più numerosi che da noi, però fatico a credere che una realtà come Teramo, con tutto il massimo rispetto, abbia potuto portare così tanta gente allo stadio se non avesse fatto un campionato oltre ogni aspettativa, culminato con una promozione storica. Quindi, se sarà girone B, non saranno molte le città che ci terrebbero testa a livello di tifo!

Insomma, le statistiche saranno un po’ noiose, ma ci permettono di guardare le cose in modo più distaccato: i dati emersi non appaiono così negativi come era ipotizzabile. Semmai è triste notare come le partite in casa del girone d’andata, numeri alla mano, registrassero sempre più di 2.000 spettatori presenti, mentre nel girone di ritorno abbiamo spesso fatto fatica a raggiungere quota 1.500. L’entusiasmo iniziale è pian piano scemato, complice la relativa tranquillità di una salvezza acquisita virtualmente già a marzo con la vittoria a Lumezzane. A ogni modo, potevamo e probabilmente dovevamo essere di più, ma azzarderei che l’affluenza negli stadi è un problema generalizzato, fatte le dovute eccezioni, che tocca molte altre realtà e non è da associare solo ad Arezzo e agli aretini. Magari con stadi più moderni e più accoglienti, invece che i ruderi attuali, poco funzionali e, oserei dire, respingenti, l’affluenza aumenterebbe un po’ ovunque. Ma questa è un’altra storia.

 

scritto da: Luca Amorosi, 16/05/2015





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