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Calderini, c'è aria di casa. Il fantasista e la tentazione amaranto. Dove tutto cominciò

Storia e retroscena della carriera del trequartista, nato a Città di Castello e cresciuto nelle giovanili dell'Arezzo insieme a Ranocchia, Bazzoffia e Sereni. Dal ritiro di Norcia con Conte al primo impatto con Capuano alla Juve Stabia, dal salto di qualità con l'Aprilia fino ai gol di Cosenza e al matrimonio con Manuela. Un giocatore che Eziolino vuole fortissimamente



Estate 2006 - Bazzoffia, Lancini, Ranocchia e Calderini in ritiro a NorciaStavolta la nostra attenzione è riposta su Elio Calderini, nome indicato da Capuano durante Block Notes di una settimana fa e giocatore che il mister cercherà di portare in maglia amaranto. Classe '88, originario di Città di Castello, è già stato un giocatore dell’Arezzo, quando nell’estate 2005, a seguito del fallimento del Perugia, arrivò in amaranto insieme a Floro Flores, Ranocchia e Bazzoffia. Assieme a questi ultimi due viene aggregato alla Primavera allora guidata da Rubinacci, anche lui in arrivato dai biancorossi, in una squadra che annoverava tra gli altri Lancini, Sereni, Sensi, Bernicchi e Burzigotti .

Spesso e volentieri partecipa con Ranocchia, Sereni e Bazzoffia agli allenamenti della prima squadra guidata da Gustinetti, senza mai però riuscire ad esordire tra i “grandi”. La stagione successiva mister Conte e il Ds Pieroni lo fanno partire per il ritiro estivo di Norcia e nel presentare i vari giovani aggregati durante la preparazione, Andrea Lorentini, nell’edizione cartacea di Amaranto Magazine del mese di luglio 2006, lo descrive così: “Elio Calderini, trequartista di ruolo, classe cristallina, ma ancora poca abitudine a giocare per la squadra. Un mese al fianco di giocatori veri non potrà che disciplinarlo sotto l’aspetto tattico. Il talento di Città di Castello ha le caratteristiche del giocatore moderno: unisce la tecnica alla forza fisica grazie ad una struttura robusta. Rubinacci lo paragona addirittura a Zidane”.

Calderini però non riesce a ritagliarsi spazio e dopo solo 2 presenze in panchina con Modena e Treviso, a gennaio viene ceduto in prestito alla Juve Stabia, allora guidata da Capuano, ma anche in Campania viene utilizzato con il contagocce.

L’Arezzo retrocede ed Elio rientra dal prestito, ma durante la stagione successiva né De Paola né Cuoghi lo impiegano e chiude l’annata senza nessuna presenza all’attivo. La società lo scarica e lui decide di rimettersi in gioco ripartendo dalla serie D, accasandosi alla Flaminia. La scelta si dimostra azzeccata: inanella 34 presenze, arricchendole con la bellezza di 10 reti e numerose giocate da categoria superiore. Le sue prestazioni non passano inosservate e il Frosinone decide di metterlo sotto contratto, ma dopo il ritiro estivo non riesce ad ottenere un posto in B e per questo viene mandato in prestito al Foligno in Lega Pro. La stagione non è delle migliori a livello di presenze, solo 19, ma piuttosto positiva a livello realizzativo con 5 marcature (una proprio all'Arezzo).

 

Calderini in azione con la Primavera amarantoNell’estate 2010 passa alla Sangiovannese, in Seconda Divisione, dove mette insieme 25 gettoni e 4 reti. A fine mercato estivo passa all’Aprilia, in C2, dove resta due stagioni con un ottimo score di 60 presenze e ben 17 reti. Nel luglio 2013 viene acquistato dal Cosenza e nella società calabrese c’è la svolta definitiva della sua carriera: diventa un giocatore importante per l’economia del gioco dei “lupi” rossoblù. Nella prima stagione va a segno per 7 volte e in quella appena conclusa addirittura in 9 occasioni. Aiuta i suoi a conquistare un'agevole salvezza, risultando uno dei principali protagonisti, e soprattutto la Coppa Italia di Lega Pro, andando anche in rete nella doppia sfida di finale contro il Como.

Nelle due annate trascorse in Calabria si è ritagliato un ruolo di primo piano, mostrando finalmente le doti che tutti gli attribuivano, con prestazioni impreziosite da un buon bottino di gol e da tanta qualità, che molto spesso non era stato in grado di mostrare con continuità negli anni precedenti, diventando l’idolo indiscusso dei tifosi. Le giocate sopra la media hanno attirato l’interesse di molte società di Lega Pro e della serie cadetta: infatti nel mercato di gennaio era stato molto vicino al passaggio al Lecce, sfumato all'ultimo istante a causa del veto posto dal presidente del Cosenza, Guarascio.

Come detto da Capuano, il ragazzo ha messo la testa a posto dopo il matrimonio con Manuela, che lo ha reso padre della piccola Maya, dandogli l’equilibrio necessario per poter compiere finalmente il salto di qualità.

Non sarà facile strapparlo alla nutrita concorrenza di squadre che lo vogliono (Matera, Teramo, Trapani, Pescara e Catania) come dichiarato dal suo procuratore Alessandro Marino. Destro di velluto, dotato di tecnica elevata e ottime dote fisiche, può essere impiegato come seconda punta, come trequartista o da “intermedio” come sostiene Eziolino. Fa del dribbling il suo marchio di fabbrica.

Per capire meglio le doti che fanno parte del bagaglio tecnico di Calderini è significativa la rete decisiva realizzata al Lecce, una perla che da sola vale il prezzo del biglietto, in occasione della partita dello scorso 15 marzo.

 

scritto da: Mauro Guerri, 25/05/2015





Gol e giocate di Elio Calderini

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