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SERIE C GIRONE B - 13a giornata

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Il Monza è fallito ma sabato gioca. Tanti club in difficoltà. Ancona, la proprietà ai tifosi

Il Tribunale ha messo la parola fine all'agonia del club brianzolo, concedendo comunque l'esercizio provvisorio. Sabato la squadra di Pea giocherà il play-out di ritorno contro il Pordenone ma a questo punto la probabile salvezza potrebbe essere solo virtuale. Crisi economica anche a Varese, Carrara (dove Buffon vuole lasciare) e Lecce. La società dorica invece sta per vivere una svolta epocale



fallimento per il Monza calcioIl Monza calcio è fallito. Dopo una lunga agonia, il Tribunale ha scritto la parola fine per il club anche se ha concesso l'esercizio provvisorio. I due curatori fallimentari, Elisabetta Brugnoni e Giuseppe Nicosia, sono già arrivati nella sede della società. Il Monza sabato giocherà al ''Brianteo'' il play-out di ritorno contro il Pordenone e in virtù della vittoria per 2-0 nel match di andata, ha molte chances di conquistarsi la salvezza sul campo nonostante i 6 punti di penalizzazione accumulati in stagione a causa delle irregolarità e nei ritardi dei pagamenti. La salvezza però potrebbe essere solo virtuale, appesa al filo di una sopravvivenza che ad oggi non sembra probabile.

In Lega Pro comunque ce ne sono diversi di club col fiato sospeso. Il Varese, appena retrocesso dalla serie B, è in una fase di stallo e nelle ultime ore è spuntata una cordata italo-svizzera per rilevare le quote del presidente Pierpaolo Cassarà, pittoresco personaggio insediatosi soltanto due mesi fa.

A Carrara, dopo aver investito soldi per amore della propria città, Gigi Buffon ha gettato la spugna con una lettera aperta. ''Per due volte in cinque anni ho scelto di essere parte di due cordate imprenditoriali desiderose di risollevare le sorti della Carrarese. Il primo gruppo si è sciolto dopo due anni, lasciandomi solo. Il secondo, nonostante le promesse, non si è neanche mai concretizzato. E in entrambe le occasioni mi sono ritrovato solo e con la responsabilità di decidere se fare fallire la Carrarese o garantirle un futuro, attraverso l'impegno delle società della mia famiglia. Ho sempre scelto la via dell'investimento, pur consapevole che si sarebbe trattato di una scelta d'affetto e non di business. Forse dovremmo tutti prenderci un periodo di riflessione, città, imprenditori e tifosi, per capire se realmente interessa una squadra che rappresenti la nostra realtà nel campionato di Lega Pro''.

Non se la passa bene nemmeno il Lecce, che ha fallito il salto in B. Il presidente Savino Tesoro si è lamentato pubblicamente: ''Da parte mia ce la sto mettendo tutta, lascerei la squadra gratis e in condizioni migliori di come l’avevo rilevata. Questo è un dato di fatto incontrovertibile e facilmente riscontrabile dai bilanci, che sono anche pubblici. Si badi bene, però, che non è mia volontà iscrivere il Lecce in promozione, sarebbe l’estrema soluzione, legale e razionale, se dovesse continuare il disinteresse totale nei confronti di questa realtà''.

Un caso a parte è quello dell'Ancona, dove la proprietà potrebbe addirittura passare ai tifosi, presenti con la quota del 2 per cento in società grazie all'azionariato popolare. Il presidente Andrea Marinelli è in guerra aperta con l'amministrazione comunale per colpa, guarda caso, dello stadio. ''Lascio tutto nelle mani di sosteniamolancona a cui faccio un grande in bocca al lupo. Purtroppo non me la sento più di andare avanti, speravo che il calcio si potesse fare in maniera diversa. Ma qui ad Ancona il Comune non ce lo permette. Per il bene che voglio a questa società intendo comunque sostenerla da fuori. Potrei anche tornare se il ''Del Conero'' venisse messo a norma e ci fossero un paio di impianti da poter utilizzare''.

 

scritto da: Andrea Avato, 27/05/2015





La prima intervista del presidente Cassarà al Varese

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