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Il sindaco che verrà, una squadra da mettere a fuoco, la crisi c'è per tutti, i conti a posto

E' tempo di attesa per gli sportivi: il 14 giugno verrà eletto il nuovo primo cittadino e a fine mese (forse) comincerà a delinearsi la fisionomia della nuova squadra. Dalla lettera di Ferretti in cui si parlava di serie B e si accennava alla serie A, si è passati a toni più modesti e questo sta facendo storcere la bocca a diversi tifosi. Ma in giro non ci sono troppi club che scoppiano di salute e il fatto che l'Arezzo abbia i bilanci sotto controllo è incoraggiante. Sperando che Capuano abbia l'occhio lungo pure quest'anno



la squadra dell'anno prossimo deve ancora prendere formaTempo di attesa. Si dovranno aspettare ancora due settimane per sapere chi sarà il nuovo sindaco di Arezzo, si dovrà attendere altrettanto e forse anche di più per capire che squadra dovremo sostenere nel prossimo campionato di LegaPro, una stagione che si preannuncia ricca di derby e di atmosfere antiche ed alla quale sarebbe un peccato approcciare in maniera minimalista. Resta il fatto che le risorse sono rigorosamente contingentate dentro un budget che non consente illusioni eccessive né (Capuano dixit) margini di errore nelle scelte. La cosa ha cominciato a far storcere la bocca a qualche tifoso ed ha riportato in superficie le critiche zittite dai risultati.

Oggettivamente c'è una antipatica discrasia tra il contenuto della lettera del presidente Ferretti subito dopo la fine del campionato e i fatti, le decisioni poste in essere fino ad oggi dalla società. Parlare di obiettivi ambiziosi faceva pensare ad una altrettanto ambiziosa (o meno parca...) predisposizione di fondi per facilitare la costruzione di una squadra importante, pur nella consapevolezza di tutti che non necessariamente ad un mercato di livello fa seguito un riscontro adeguato in classifica; ma tant'è.

Bisogna riconoscere che la situazione economica generale è ancora segnata da una crisi che morde e fa male. A dispetto di proclami e caroselli le aziende continuano a chiudere e l'imposizione fiscale globale a salire; è sempre molto difficile l'accesso al credito bancario, è ancor più difficile far quadrare i conti.

 

il presidente Mauro Ferretti sui gradoni della sudIl contesto è l'ideale per avventurieri d'ogni risma che per mera vanagloria o per obiettivi incoffessabili (almeno fino a quando non li scopre la Questura) si avvicinano al mondo del calcio in ragione dei molti soldi che girano e dei pochi controlli. Il mondo delle società finanziarie ha ormai fatto il suo ingresso nel circo del pallone, gestendo diritti e contratti ad ogni livello, con trasparenza nulla e obiettivi che certamente non coincidono con gli interessi dei tifosi dei club di volta in volta presi di mira. Il risultato sono le molte società che magari ad agosto fanno proclami e feste e a dicembre sono già con l'acqua alla gola, i tanti presidenti che si sono svenati senza avere il riscontro agonistico sognato e che ora abbandonano i club in mano ai sindaci o ai tifosi.

In questo quadro a tinte fosche, almeno dal punto di vista dei bilanci, l'Arezzo sembrerebbe essere al sicuro e non è poco. Lo stesso contesto sopra accennato consentirà buoni margini di manovra a chi abbia conoscenze e carisma (e noi per fortuna abbiamo l'uomo adatto per questo) dal momento che anche chi gioca bisognerà che cominci a valutare se conviene accettare offerte da 100.000 euro a stagione a rischio incasso o piuttosto 50.000 sicuri. Quel che è certo è che il sistema tutto andrebbe ridimensionato e ricondotto a livelli più ragionevoli di spesa e di gestione (in linea tra l'altro con quel che avviene in ogni altro settore dell'economia), magari ritrovando quei valori sportivi che costituiscono l'essenza tanto del gioco che in sé che della nostra passione (nostra nel senso dei tanti appassionati della pelota in ogni parte del mondo) ed eliminando figure di avvoltoi e parassiti che lucrano sulla capacità altrui di dar calci al pallone.

Capisco però che con questo auspicio si vada molto vicini all'utopia. Teniamoci per il momento a quel che accade e continuiamo ad aspettare qualche buona nuova che ci faccia uscire dal fumo delle supposizioni e delle ipotesi per confrontaci finalmente con teorie di tattica e di schieramento, in attesa che torni a parlare, come a noi tutti piace, il campo e la partita.

 

scritto da: Paolo Galletti, 04/06/2015





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