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A volte ritornano. L'Arezzo su Pozzebon tre anni dopo: ricordi, diffidenze e nuovi valori

Nella lista di Capuano c'è anche il centravanti che arrivò in amaranto nell'estate del 2011, voluto fortemente dall'allora Dg Martucci. In quella squadra non riuscì a imporsi, ma oggi in campo va un giocatore diverso: 27 anni, con una valanga di gol segnati nei dilettanti, uno in B e il cartellino di proprietà dell'Avellino. Una trattativa con molti risvolti interessanti



Pozzebon in maglia amaranto nella stagione 2011/12Per la serie “a volte ritornano”, nelle ultime ore di mercato è stato associato all’Arezzo il nome di un attaccante che in passato ha già vestito l’amaranto: Demiro Pozzebon.

Romano classe ’88, dopo le giovanili con la maglia del Lecce, ha giocato con Cisco Roma e Viterbese, per poi passare in serie D all’Ostia, dove nella sua prima stagione tra i “grandi” mette a segno 8 reti.
Nell’estate del 2009 si trasferisce agli abruzzesi del Luco Canistro, sempre in D , dove in 26 presenze realizza 6 reti. L’estate successiva approda a Montevarchi, ma l’avventura in maglia aquilotta è breve: a novembre. a seguito della smobilitazione causata da problemi economici, passa al Monteriggioni.

Con i rossoverdi retrocede in Eccellenza, ma è tra i pochi che riescono a mettersi in luce, firmando 5 centri. Nella gara d’andata contro gli amaranto, vinta dai senesi per 2-0, sbaglia un calcio di rigore, ma ad Arezzo, nella gara di ritorno, disputa un'ottima prova, che non passa inosservata agli occhi del direttore generale Walter Martucci.

Così nell’estate 2011 la società, allora guidata da Severini, lo acquista e la punta si presenta: “E’ la mia grande occasione, un treno che passa e non potevo perdere. Ad Arezzo vengo di corsa, in una piazza importante, dai progetti seri e dalle prospettive ambiziose”.

Martucci crede molto nelle doti del ragazzo che però all'epoca era un attaccante che doveva formarsi, più attento a curare il look in stile CR7 che a tutto il resto.

Alla mente dei tifosi amaranto torna quell'Arezzo-Pontedera 2-4, del dicembre 2011, quando il pallone passò a pochi centimetri dal piede di Pozzebon, che se fosse riuscito ad insaccare il gol del 3-2 contro la capolista, avrebbe cambiato il corso di quella gara, di quella stagione e della nostra storia recente.

Pochi giorni dopo conclude la sua avventura ad Arezzo, con 10 presenze e 0 gol, passando alla Sansovino in uno scambio con Filippo Borgogni, ma anche con la formazione arancioblù la musica non cambia, 9 presenze e 0 reti.

 

l'esultanza dopo il gol in Avellino-BolognaIn estate si ritrova libero e decide di passare all’Olbia, che militava nell’eccellenza sarda, seguendo Beppe Materazzi, fino a poco tempo prima dirigente dell’Arezzo, assieme al compagno in amaranto Bozzoni. In riva al mare di Sardegna arriva l’esplosione di Demiro: al primo anno, promozione in D con 17 reti all’attivo, per migliorarsi addirittura l’anno successivo con 22 reti, conducendo i suoi ai play-off e destando l’attenzione di molte società professionistiche tra cui il Chievo.

A sorpresa poi viene acquistato dall’Avellino, che nel giugno scorso gli fa firmare un biennale, voluto soprattutto dal direttore sportivo Enzo De Vito che lo ha seguito e studiato in molte circostanze. Coronato il sogno di una carriera trascorsa tra Eccellenze e Campionato Dilettanti, l’impatto è subito positivo: all’esordio in coppa Italia, pochi minuti dopo il suo ingresso, realizza la rete vittoria a Bari. In campionato però non riesce a ritagliarsi molto spazio: solo 6 presenze, 2 da titolare, ma è decisivo alla 19a giornata, quando una sua zampata nel finale consente agli irpini di imporsi sul Bologna.

Questo gol però non cambia la sua posizione agli occhi di mister Rastelli, così in gennaio passa in prestito in Lega Pro a L’Aquila, squadra impegnata nel cercare un posto play-off. In maglia rossoblù sono luci ed ombre: 3 reti a San Marino, Carrarese e Savona in 12 presenze, ma pesa soprattutto il mancato ingresso agli spareggi promozione, fallito a causa di cinque sconfitte consecutive nelle ultime giornate.

Tipico centravanti molto forte fisicamente (1 e 86 per 80 chili), rappresentato da Michelangelo Minieri, ex terzino di Fiorentina e Triestina, è legato all’Avellino fino al giugno 2016 e il suo profilo potrebbe essere adatto al progetto calcistico di Capuano, sperando che il suo ritorno, nell'eventualità, sia più fortunato rispetto alla prima avventura in maglia amaranto.

 

scritto da: Mauro Guerri, 26/06/2015





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