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SERIE D GIRONE E - 34a giornata

RISULTATI CLASSIFICA PROSSIMO TURNO
Arezzo31Flaminia
Foligno21Unipomezia
Gavorrano71Trestina
Montespaccato11Rieti
Poggibonsi22Cascina
Pro Livorno04Pianese
San Donato10Cannara
Sangiovannese20Badesse
Tiferno22Scandicci
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Davide, Nicola e Niccolò all'Emirates Stadium di Londra
NEWS

A pranzo fuori - In viaggio per la città dei Papi

A Viterbo tra acquacotta e il celeberrimo Est! Est! Est!



Dopo il patatrac delle sostituzioni con la Sansovino ci sembrava più che giusto andare “a pranzo fuori” chiedendo un po’ di “grazia” a Viterbo, comune di 63.729 abitanti, nota come città dei Papi in quanto sede pontificia nel XIII secolo. Dopo una visita per monumenti con tappe fisse il Palazzo dei Papi, il Duomo di San Lorenzo e il caratteristico vecchio quartiere medievale di San Pellegrino, sarà già tempo di accomodarsi a tavola in uno dei tanti, ottimi ristoranti presenti nella cittadina laziale. Possiamo partire dalla Taverna etrusca in pieno centro storico (via Annio 10, tel. 0761/226694) dove, accanto a primi e secondi piatti tradizionali, troverete pizze per tutti i gusti e soprattutto ricercate birre artigianali da tutta Europa oltre ad un fantastico gelato di produzione propria. Ottimo rapporto qualità/prezzo. Sempre rimanendo in centro (via delle Fabbriche 20, tel. 0761/342755) troviamo la Pentolaccia, locale familiare in cui potrete gustare specialità locali come l'acquacotta alla viterbese, le zuppe, lo sformatino di ricotta e funghi porcini, proseguendo poi con pappardelle al cinghiale, cacciagione arrosto e gustose bistecche alla brace. Ampia scelta di vini, dolci casalinghi e grappe da 15 monovitigni differenti completano il menù con prezzi nella media. Concludiamo infine con l’accattivante Angoletto della Luce, all’interno di un palazzo del '400 (via di Valle Piatta 2/4, tel. 0761/346804). Ambiente elegante ed esclusivo, con piatti ricercati tra cui bocconcini al lardo con pere Williams, risotto con provola, pistacchi di bronte e noci oltre al filetto di manzo con toma e crema di vino. Ampia carta dei vini con prezzi sicuramente non economici.

A pranzo fuori consiglia
In una zona molto interessante nel panorama vitivinicolo laziale non possiamo non cominciare dal celebre vino bianco Est! Est!! Est! di Montefiascone Doc (prodotto con i vitigni Trebbiano per un massimo del 65%, in assemblaggio con Malvasia Bianca Toscana fino al 15% e Rossetto o Trebbiano Giallo fino al 15%), la cui leggenda narra che nell’anno 1100 il coppiere del vescovo tedesco Defuk avesse come compito quello di assaggiare i vini e segnalare al vescovo i migliori, scrivendo sulla porta delle locande Est (c’è). Giunto a Montefiascone, dopo aver assaggiato il vino locale, rimase talmente colpito dalla sua bontà da scrivere addirittura ben tre volte il segnale Est (ancora oggi sulla sua lapide nella Chiesa di san Flaviano si può leggere l’iscrizione: “Per il troppo Est! qui giace morto il mio Signore Johannes Defuk”). Passando poi a vini rossi consigliamo la Doc Vignanello (prodotta anche nelle versioni Novello e Riserva, si ricava dai vitigni Sangiovese per il 40% - 60%, Ciliegiolo per il 40% - 50% con l'aggiunta di altri vitigni del luogo a bacca rossa per una percentuale non superiore al 20%. E’ l'ideale per accompagnare preparazioni strutturate a base di carne rossa, formaggi stagionati e grigliate) e la DOC Cerveteri (si ricava da vitigni Sangiovese e Montepulciano min. 60%, Merlot max. 35% con l'aggiunta di altri vitigni del luogo a bacca rossa per una percentuale non superiore al 15%. Anch’esso ideale con piatti tipici quali l’abbacchio al forno, capretto/castrato alla griglia o al forno). In conclusione con il dolce (pasta di mandorle, dolci secchi) bisogna assolutamente provare un vero “gioiello enologico” come l’Aleatico di Gradoli DOC (vitigno Aleatico 100%, si può trovare nella tipologia liquoroso e liquoroso riserva, entrambe con un titolo alcolometrico minimo di 17,5% e lungo affinamento prima in piccole botti poi in bottiglia), con il suo bagaglio di aromaticità e grande personalità che lo avvicinano nella tipologia liquorosa al più famoso Porto.

Per lo stadio
Sono circa 170 i chilometri che separano Arezzo dallo stadio “Enrico Rocchi”, ubicato in via della Palazzina e intitolato all’ex presidente della Viterbese degli anni ‘70. L’ultima volta che l’Arezzo ha giocato lì, nel dicembre del 2000, l’impianto era completamente diverso. Nel 2007, infatti, è stato demolito e completamente ricostruito, con due curve che superano il migliaio di posti di capienza. Il viaggio per arrivare a Viterbo è piuttosto semplice: basterà imboccare l’A1 in direzione Roma e poi uscire ad Attigliano oppure a Orte (consigliata). A quel punto, una volta percorsa la SS675 per 26 chilometri, si dovrà prendere l’uscita Viterbo nord e dopo un breve tratto di Cassia si giungerà a destinazione. Durata approssimativa del viaggio, poco meno di due ore.

scritto da: Fabio Panci, 30/09/2011