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Un difensore con il vizio del gol: l'identikit di Salvatore Monaco

Conosciamo meglio Salvatore Monaco, figlio d'arte, ma soprattutto difensore dal fisico imponente classe 1992. Il debutto in Eccellenza, il Torneo di Viareggio con Salim Cissé, fino alla Lega Pro raggiunta senza procuratore.



Nativo di Napoli, figlio d'arte, suo padre Gennaro ha giocato anche con Perugia e Catania, classe ’92 , è arrivato in amaranto grazie alla mancata iscrizione del Grosseto.
Il ragazzo esordisce tra i “grandi” nella stagione 2010-11, quando milita nel Cecchina, squadra di Abano Laziale, nel campionato di Eccellenza. Con i biancorossi laziali disputa un campionato da protagonista, collezionando 32 presenze arricchite da 2 reti. Le sue prestazioni non passano inosservate e così arriva la chiamata del Budoni, che milita in Serie D. Con i sardi disputa 30 partite realizzando una rete. La sua stagione è impreziosita dalla convocazione di Polverelli, allenatore della Rappresentativa di Serie D, per giocare il Torneo di Viareggio, assieme all’ allora attaccante dell’Arezzo, Salim Cissé. Nell’estate 2012 arriva la chiamata da parte del Casale in Lega Pro Seconda Divisione, con i quali disputa una buona stagione a livello personale: colleziona 30 presenze, ma non riesce ad evitare la retrocessione della “blasonata” società nero stellata. Passa all’Arzanese, ma la stagione non è delle migliori: solo 11 presenze e retrocessione nei dilettanti per i campani. L’estate scorsa decide di ripartire dai Dilettanti, firmando con il blasonato ed ambizioso Taranto affascinato dal progetto del Ds Montervino. Il ragazzo però conserva il sogno e la speranza di restare il Lega Pro: ad agosto lo cerca la Pro Patria, si allena agli ordini di Lulù Oliveira, che vuole tesserare il difensore, ma arriva lo stop della dirigenza. Questa è una doccia fredda per Monaco, che però non si dà per vinto e decide l’ultimo giorno di trattative di recarsi di persona all’Atahotel Executive di Milano, sede storica  del calciomercato, per cercare una nuova squadra.
Qui ne nasce una bella storia, sicuramente un po’ romanzata: c’è chi  racconta che il ragazzo stesso, tutto da solo, senza nessun procuratore, sia alla  ricerca di una squadra, proponendosi a più direttori sportivi, nella speranza che qualcuno potesse accorgersi di lui e tesserarlo. C’è invece chi sostiene che nella ricerca ci sia lo zampino di due agenti: Alberto Quistelli e Nicola Ciardi, ai quali Monaco si era rivolto speranzoso, ma abbattuto a causa della sua vana ricerca di una squadra. Ciardi racconta che a quel punto, si sarebbe recato nella postazione di Wyscout, famosa azienda di scouting calcistico, per visionare nei video le qualità del calciatore. L’agente lo propone a molte società tra cui l’Hercules, il Barletta ed il Grosseto che, all’ultimo secondo, decide di tesserarlo, rilevando il suo cartellino dal Taranto. L’avventura in biancorosso inizia nel peggiore dei modi: scalda a lungo la panchina, senza mai essere utilizzato, per tutta sua gestione, da mister Silva. Con l’arrivo di Padalino in panchina qualcosa cambia: esordisce alla 12° giornata nei minuti contro il Savona, alla 15° è titolare contro l’Ascoli e lo sarà da lì a fine campionato per altre 19 volte.
La stagione si chiude in crescendo, totalizzando 23 presenze ed una rete, con un preciso colpo di testa, nella sfida al San Marino. Ragazzo che ha fatto la gavetta per arrivare il Lega Pro, fisico imponente e d’impatto, 192 cm per 83 kg, è prevalentemente un difensore centrale. Giocatore coriaceo, che dovrebbe portare fisico e prestanza atletica al pacchetto arretrato della squadra di Capuano. Anche lui ha firmato un contratto annuale, che lo legherà all’Arezzo fino al giugno 2016.

scritto da: Mauro Guerri, 12/08/2015





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