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SERIE C GIRONE A - 27a giornata

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In difesa (parziale) di Eziolino. A volte esagera, ma l'Arezzo è lui. E certi attacchi sono sospetti

Capuano ha sbagliato: a San Giovanni ha avuto una reazione poco edificante ed è il primo a saperlo. Forse è stato provocato, forse aveva già i suoi giramenti per l'ennesima sconfitta estiva e per una squadra che ancora non lo segue. Ma non merita le critiche furibonde che gli sono piovute sul capo da più parti: finora i risultati delle partite vere gli hanno dato ragione e resta il riferimento, oltre che il parafulmine, di tutta la società. All'allenatore, quindi, va data fiducia



Eziolino Capuano, seconda stagione in panchina ad ArezzoIn (parziale) difesa di Eziolino Capuano. Quanto accaduto al ''Fedini'' di San Giovanni Valdarno non ha avuto niente di edificante ma questo non giustifica in nessuna maniera gli attacchi furibondi alla persona del tecnico salernitano che si sono susseguiti nel corso delle ultime ore. Il mister per primo sa e non può non sapere che l’allenatore dell’Arezzo non può e non deve trascendere come lui ha fatto nonostante le provocazioni che ci devono comunque essere state, dato che Capuano non è un pazzo scatenato e non aggredisce solo per il gusto della provocazione (quella verbale ce l’ha, ma quella fisica non gliela vedo proprio); proprio lui che mena giusto vanto del nome e del blasone della piazza e della squadra che allena sarà certamente già pentito per lo scatto “d’illimitata” rabbia che lo ha colto nel finale della partita. Probabilmente aveva già giramenti di suo per le difficoltà che sta incontrando a plasmare la squadra, per qualche automatismo che ancora non va a memoria e per l’ennesimo risultato insoddisfacente che, sia pure in amichevole, non è mai gradito.

 

Nel conto va messo anche il fatto che quest’uomo non ha tirato mai il fiato dal 10 maggio scorso dedicandosi anima e corpo alla causa amaranto, organizzando, trattando, girando l’Italia per parlare con i procuratori (colloqui sulla cui piacevolezza non scommetterei un centesimo) e dal 15 luglio è di nuovo sul campo a cercare di forgiare un gruppo rinnovato al 90%. Si dirà: è stata una scelta sua quella di non confermare quasi nessuno del gruppo che aveva così brillantemente figurato nel campionato. Verissimo, ma le scelte fatte a livello di titolari potenziali direbbero che siamo andati a migliorare soprattutto in mezzo al campo dove tre come Capece, Feola e Tremolada lo scorso campionato ce li sognavamo (quante volte ci siamo arrabbiati per passaggi elementari sbagliati dai generosi combattenti della mediana?). Certo manca qualcosa di importante in avanti, come mancava l’anno scorso del resto. Si spera si possa presto provvedere (con tanti dubbi sull’eventualità Berrettoni, però).

 

un parapiglia tra giocatori dell'Arezzo e della SangiovanneseMa Capuano resta il riferimento, la bussola, il parafulmine anche, di tutto quanto ha a che fare con il calcio amaranto. E’ lui che si prende i meriti se le cose vanno bene ma è anche lui che da un anno e mezzo ci mette la faccia se le cose non vanno e se ne fa una malattia personale. Il suo modulo di gioco non piace? Ogni allenatore ha la sua visione di come una squadra debba stare in campo, qualcuno non ha nemmeno quella. In ogni caso liberissimi di criticarlo sul piano tattico e tecnico, di discutere le scelte degli uomini da impiegare e di come sono impiegati. Questo fa parte del gioco e il mister lo sa meglio di chiunque altro. Potrà ribattere dialetticamente ma non si è mai permesso di offendere i suoi detrattori come invece sta avvenendo nei suoi confronti con una foga rivelatrice di un astio che fa anche sospettare (secondo il vecchio detto andreottiano che chi pensa male fa peccato ma a volte ci azzecca) che dietro a qualche nick name si nasconda qualcuno che con Capuano o con la società ha avuto a che ridire; cosa del resto non difficile visto che Ferretti & c. sono riusciti a litigare con parecchia gente…

 

D’altro canto il tifoso, l’innamorato della sua squadra critica gioco, giocatori, allenatore, ma continua a soffrire ed a sostenere per i propri colori e non spera di vedere la squadra perdere solo per lo sfizio di poter dire “io l’avevo detto”… Insomma, Capuano a San Giovanni Valdarno ha sbagliato e non si può non dirlo, ma Capuano è, fino a prova contraria, colui che ha riportato un po' di calcio decente ad Arezzo, è colui che vive la squadra come una sua creatura, che dà tutto quel che ha in risorse fisiche e mentali. Capuano, piaccia o no, è oggi l’Arezzo e siccome i risultati che contano, quelli del campionato, gli danno ampiamente ragione, merita la fiducia e l’appoggio, non acritico ma semmai costruttivo, perché chi ama l’Arezzo per davvero, senza mediazioni o altri interessi, non può che auspicare di rivedere presto e spesso quelle corse sotto la Minghelli.

 

scritto da: Paolo Galletti, 17/08/2015





Eziolino e quel nervosismo esagerato

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