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Nanci sulla neve con la papala amaranto
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Polemici a prescindere, ottimisti a oltranza. Due fronti opposti, mille commenti online

La varietà di opinioni è l'aspetto che rende interessante discutere di calcio, anche su Amaranto Magazine. C'è chi vorrebbe un Arezzo migliore di quello di oggi e chi invece è contentissimo così: stati d'animo diversi ma egualmente legittimi. Anche perché alla fine convergiamo allo stadio per tifare e non per remare contro. Quasi tutti con l'abbonamento in tasca



striscioni amaranto nel settore ospiti a L'AquilaLunedì 17 agosto, abbonamento rinnovato. Un po’ perché si risparmia, un po’ per la comodità di non dover fare il biglietto ogni volta. Ma soprattutto perché l’Arezzo è una fede, forse una malattia. Di sicuro c’è che lontano non si può stare. E allora, la consapevolezza di essere sempre lì, a prescindere da giorni od orari e la voglia di riassaporare qualche trasferta allettante come Siena, Pistoia o Pisa, ma anche, perché no, Rimini o Reggio Emilia (vedremo prossimamente la composizione dei gironi) spingono verso quella direzione. L’unica possibile.

 

E’ vero, l’abbonamento è anche una dimostrazione di fiducia nei confronti della società e del suo operato e qualcuno può quindi rifiutarsi di farlo come presa di posizione, ma il fatto è che il tifoso vero può criticare, infuriarsi, imprecare, ma poi è sempre lì. Abboniamoci quindi, e facciamo quadrato: nessuno di noi ci guadagna qualcosa se l’Arezzo va male. In questi giorni di tanti dubbi e molte preoccupazioni condivisibili, è questa la più grande certezza: i tifosi veri ci saranno sempre e tutti vogliono vedere gli amaranto vincere, ovunque e con chiunque. C’è un tempo, giusto, per le critiche, spesso costruttive e scaturite dalla voglia di vedere un Arezzo diverso, vincente, organizzato, deciso nella strada da seguire. Chi ha qualcosa da ridire non è necessariamente un gufo o qualcuno che vuole il male della squadra: il mondo è bello perché è vario e un sito come questo è interessante anche per la diversità di opinioni dei vari lettori. D’altronde, chi vede sempre il sole deve avere qualcosa da nascondere tanto quanto chi vede tutto buio. Il bello del tifo è questo: l’euforia e l’esaltazione per ciò che va bene e la disperazione e l’angoscia quando le cose vanno meno bene.

 

l'Arezzo del prossimo anno è ancora in costruzioneChi non è convinto della strada intrapresa finora non vuol dire che alla prima di campionato non sarà lì, schierato a fianco dei nostri giocatori, forti o scarsi che siano, pronto a incitarli. Il gioco latita, i giocatori sembrano ancora refrattari ai dettami di Capuano, il quale a sua volta appare nervoso e preoccupato, quanto e più di noi. Che manchi serenità è fuori di dubbio, così come sembra palese che Eziolino si stia facendo delle domande e probabilmente non sia ancora sicuro delle risposte: avrò forse sbagliato qualcosa? Forse qualche altro giocatore della scorsa stagione c’avrebbe fatto ancora comodo? Forse la squadra è troppo giovane e qualcuno non è all’altezza?

 

Poi c’è ancora De Martino che parte titolare, e questo scatena la disapprovazione di molti: è una cosa che non va proprio giù. Per non parlare di un mercato che ancora ci deve regalare quei tasselli di esperienza e affidabilità che mancano, soprattutto davanti e nel pacchetto arretrato. Anche in vista dei vari derby, qualcuno che sappia trascinare la squadra con carisma, carattere e magari qualche coniglio dal cilindro nelle situazioni più spinose serve come il pane. Insomma, anche se l’idea è quella di un cantiere ancora aperto mentre il tempo scorre, quando l’arbitro fischierà il calcio d’inizio della prima partita di campionato le chiacchiere staranno a zero e i critici più accaniti siederanno o staranno in piedi accanto ai più strenui difensori di società e allenatore, pronti a esplodere di gioia insieme e allo stesso modo quando e se la butteremo in fondo al sacco. A quel punto solo il campo ci darà ulteriori spunti, come è inevitabile che sia. Non esisterà chi aveva torto e chi ragione, chi la sapeva lunga e chi era solo un ingenuo. Esisteranno solo tifosi che condividono gli stessi sentimenti a seconda di novanta minuti di pallone. Non male, vero?

 

La speranza, intanto, è che gli amaranto mostrino progressi nelle prossime amichevoli, se finalmente ce le faranno giocare. Dopodiché, le partite porteranno in dote non solo indicazioni interessanti ma anche punti, pesanti fin da subito. Con preoccupazione e perplessità, è innegabile, ma col cavallino rampante nel cuore, perché “il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce”. Sempre forza Arezzo.

 

scritto da: Luca Amorosi, 19/08/2015





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