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Sant'Andrea vince una Giostra memorabile. Tre V per Vedovini, Santo Spirito s'arrende

Un Saracino bellissimo con sei spareggi, otto centri colpiti, una carriera fatta ripetere due volte e la lancia d'oro in bilico fino alla fine. Ha prevalso la coppia biancoverde (anche Cherici sul cinque), mentre per la Colombina stavolta è andato meglio Scortecci rispetto a Cicerchia. Perde con onore Porta del Foro, Colcitrone il primo a uscire di scena



Enrico Vedovini stampa il gommino della lancia sulla VOre 20 - Sant'Andrea vince una delle Giostre più belle dell'epoca recente e i presenti, di ogni colore, festeggiano pensando a quando potranno dire: ''quel giorno io c'ero''. Un Saracino così non si vedeva da una vita: appassionante, coinvolgente, con mille colpi di scena e una lancia d'oro in bilico fino all'ultimo.

E' stata la domenica di Enrico Vedovini, che in sella a Peter Pan ha tenuto fede all'iniziale del suo cognome, stampando per tre volte la lancia sulla V. Una roba sensazionale, con il contorno regale di uno Stefano Cherici sulla lizza con Pepito nonostante i problemi fisici della settimana e le prove saltate. Lui ha colpito un IV vicinissimo al centro e poi un 5 da sballo. Eppure poteva non bastare. Perché Santo Spirito è tornato il quartiere da battaglia, con uno Scortecci stavolta all'altezza e addirittura più bravo del compagno Cicerchia. Due pomodori cancellati per Gianmaria, al galoppo con Napoleone. Un quattro a pochi millimetri dal V, un colpo perfetto ma anche il II fatale per Elia con la compagna Baby Doll. Quest'ultimo punteggio ha chiuso la rumba in piazza Grande poco prima dell'ora di cena, dopo sei carriere di spareggio. Per Cicerchia e Vedovini è stata una sfida nella sfida a suon di occhiatacce, sfottò e paroline piccanti dietro le logge. L'ha vinta il biancoverde, ma il gialloblu ha combattuto con onore.

Porta del Foro non ha fatto da contorno, anzi. Andrea Vernaccini con Brighella ha tenuto i giallocremisi in corsa con un bel IV, Andrea Carboni su Link li ha portati all'overtime con il gommino della lancia che ha oscurato il circoletto rosso. Poi però, forzando il tiro allo spareggio, è uscito con un II. Ma la Chimera è tornata alla pari degli altri.

Il primo ad arrendersi è stato Colcitrone, reduce dal trionfo di giugno. Vannozzi ha corso la sua carriera due volte, causa l'invasione della lizza da parte di un agente delle forze dell'ordine. Disturbo sì, disturbo no, il maestro di campo ha ordinato il bis. Alessandro è tornato al pozzo con Merlino ma i punteggi sono venuti in fotocopia: IV. E' toccato a Filippo Fedeli, con Lunghete de Campeda, tentare il tutto per tutto per arrivare ai supplementari. La sua lancia però non è andata più del IV.

Da lì è cominciata la suspence degli spareggi, con la piazza in fibrillazione, le luci artificiali accese, il Buratto che girava su se stesso e il corteo biancoverde che, dopo un'altalena di stati d'animo, ha preso la via del Duomo per rendere omaggio alla Madonna del Conforto.

 

Ore 10 - E' il giorno della Giostra. L'edizione numero 130 della manifestazione più aretina di tutte è dedicata all'uomo politico Giovanni Severi nel primo centenario della morte.

In questa prima domenica di settembre correranno contro Buratto i cavalieri di Porta Sant'Andrea, seguiti da quelli di Porta Santo Spirito, poi dai giostratori di Porta del Foro e di Porta Crucifera.

Proprio il quartiere rossoverde, vincitore nell'ultima edizione di giugno, ha la rastrelliera più nutrita con 37 lance d'oro, seguito da Sant'Andrea (34), Santo Spirito (31) e Porta del Foro (26), a digiuno ormai dal 2007. 

 

Dopo le polemiche delle ultime edizioni per i disturbi del pubblico ai cavalli, è stata adottata la linea dell'intransigenza. Nella consueta riunione operativa con i vertici delle forze dell'ordine aretine e della polizia municipale, assieme al Maestro di Campo Dario Bonini, ai rappresentanti dei quartieri, al presidente del Gruppo Musici, al coordinatore di regia Andrea Biagiotti e ai rappresentanti dell'Istituzione Giostra del Saracino, Silvana Chianucci e Enrico Meacci, è stato ribadito che non saranno ammessi in piazza materiali che non hanno nulla a che vedere con la tradizione e con il folklore tipico della manifestazione. Perciò nessuna deroga per petardi, fumogeni, trombe e bandiere da stadio. Saranno ammessi solo i foulard, le sciarpe e i pon pon con i colori dei quartieri e bandierine di piccole dimensioni, con asta di lunghezza inferiore al metro, in plastica o in legno leggero. Non saranno fatti entrare neppure gli ombrelli dal manico lungo. I rappresentanti dei quartieri, inoltre, hanno accolto l’invito del questore a svolgere un'adeguata opera di informazione, soprattutto fra i giovani, per contenere ogni eccesso. Tutti i varchi di ingresso a Piazza Grande saranno presidiati per un'adeguata azione di controllo.

 

Il primo colpo di mortaio alle ore 7 ha aperto il giorno della Giostra. Alle 11 lettura del bando da parte dell'Araldo in piazza del Comune. Terzo colpo di mortaio per la benedizione dei figuranti nelle chiese dei quartieri, quarto colpo per spingere il corteo storico da piazza San Domenico al sagrato del Duomo. Alle 17 l'ingresso in piazza. Un paio d'ore dopo l'annuncio del vincitore.

 

Leggi anche - Punti cinque, lance rotte, astinenza da vittoria e cavalieri super. La Giostra dà i numeri 

 

scritto da: La Redazione, 06/09/2015





Giostra del Saracino #vivilagiostra

Sant'Andrea vince la 35esima lancia d'oro a suon di V
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