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E comunque: 1) chi non viene allo stadio non critichi Ferretti; 2) sabato si va per vincere

Riflessioni sulla settimana amaranto. Per l'esordio interno contro L'Aquila c'era poca gente sugli spalti: la città continua a mostrarsi fredda e distante, in molti non trovano 10 o 20 euro e due ore da dedicare all'Arezzo, però magari criticano la società per il budget troppo risicato. Non va bene, non è un atteggiamento maturo. La squadra tra l'altro ha tirato fuori una bella prestazione: e dopodomani, anche senza Cori, l'obiettivo dev'essere quello di prendere i tre punti in casa del Tuttocuoio



il gol di Feola nell'amichevole con il ChennaiyinGli assenti hanno avuto torto. A dispetto del risultato, bugiardo e che brucia ancora come una frustata sulla pelle della squadra e dei tifosi, chi domenica pomeriggio ha disertato gli spalti del “Città di Arezzo” non ha perso solo una delle migliori partite degli ultimi cinque anni per qualità di gioco ed intensità di manovra; ha perso anche l’occasione di sostenere un gruppo di giocatori che potrebbe regalarci soddisfazioni ed emozioni, ha perso l’ennesima occasione di dimostrare alla dirigenza che la città è comunque al fianco della squadra e che eventuali maggiori investimenti troverebbero una risposta positiva ed entusiasta, ha perso l’occasione di far sentire che l’amaranto è forte e vivo nel cuore della gente. Non basta e non serve che poi dal lunedi mattina parecchi vadano a vedere il risultato, leggano magari avidamente le cronache e si mettano alla ricerca dei riflessi filmati della partita. Va detto una volta di più: in città si critica molto la gestione Ferretti per i “paletti economici” al mercato estivo, si dubita (a mezza voce) della volontà del presidente di continuare l’avventura calcistica alla guida del sodalizio, si diffonde pessimismo sulle condizioni economiche del club e però in troppi non sanno e non vogliono trovare nemmeno 10 o 20 euro e due ore da dedicare all’Arezzo calcio una volta ogni 15 giorni.

 

Da una parte, con tutti i limiti e le non infrequenti incongruenze che nessuno si sogna di tacere, si assicura continuità alla tradizione sportiva, si allestisce una squadra che (per quel che si è visto) sa anche giocare a pallone, si fanno piccole innovazioni ed investimenti (nuovo marketing, rifacimento tribuna, tinteggiature, allestimento centro sportivo a La Nave), dall’altra si critica troppo spesso senza alcuna costruttività. Chi c’era domenica ha dato dimostrazione di maturità applaudendo alla fine nonostante la sconfitta, ma non basta. Troppi vuoti sulle tribune non giustificano le pretese di vertice alle quali si vorrebbe ambire. Tiepida la risposta della gente in occasione delle partite, tiepidissima quella dell’imprenditoria aretina che al netto dei tanti disastri degli ultimi cinque o sei anni, continuerebbe a presentare eccellenze significative ma tutte assolutamente impermeabili all’idea di contribuire ai successi della squadra (e della città, non dimentichiamolo, con i vantaggi di immagine e indotto che ne conseguirebbero). In questo contesto siamo davvero sicuri di avere titolo per mettere sulla graticola il presidente Ferretti ?

 

Ferretti allo stadio, alle sue spalle il potente vice De MartinoPer fortuna il campo sta dando riscontri positivi se non sul piano della classifica (si spera solo per ora) quantomeno sul piano del gioco. Come detto in avvio, l’Arezzo di domenica è stato bello da vedere, con un giro palla notevole e non fine a se stesso, schemi interessanti e inserimenti dei centrocampisti (bravissimo Feola) che non si vedevano da anni. Capuano ha capito al volo che la squadra di lotta e di sofferenza di un anno fa non era riproponibile ed ha varato un 4-3-1-2 che ha girato a pieno regime per quasi tutta la partita, frenato solo dalla sfortuna e dall’imprecisione. L’impatto con il nuovo modulo è stato però unanimemente riconosciuto come del tutto positivo. Ora occorre insistere su questa strada, fin da sabato a Pontedera e nonostante l'assenza di Cori. Giocare così, prendendo l’iniziativa e il possesso della partita, non può non premiare anche in termini di risultati. La squadra ed il tecnico devono continuare ad essere convinti del proprio lavoro e contro il Tuttocuoio (o “la” Tuttocuoio ? Chissà…) dovranno applicare la stessa determinazione e la stessa volontà di domenica, aggiungendoci in positivo la rabbia che viene da una sconfitta ingiusta.

 

Questa ulteriore spinta non deve portare a perdere raziocinio (ma Capuano è un cultore dell’equilibrio tattico e martellerà i suoi al riguardo ) ma magari ad aggiungere quel pizzico di cattiveria in più in area avversaria, quella voglia di buttarla dentro sfondando la rete con una pallonata anziché toccar di fino. Vorremmo più grinta da Tremolada, delizioso nel toccar palla ma incline più all’estetica che alla sostanza, vorremmo salutare il primo sigillo di Defendi che deve puntare di più la porta. Vorremmo una barriera anche sulle punizioni dalla tre quarti avversaria (non si sa mai…) ma in definitiva quanto visto contro L’Aquila ci porta a pensare positivo. A Pontedera si va per vincere.

 

scritto da: Paolo Galletti, 17/09/2015





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