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Destra o sinistra, comanda Carlini. Che solidità la difesa. Sperotto, disattenzione fatale

L'esterno amaranto è il migliore in campo in assoluto, dentro una partita in cui la retroguardia ha confermato la sua forza. Qualche problema solo sull'asse Vinci-Sperotto. Grande sacrificio dei due attaccanti Bentancourt e Defendi, mentre Tremolada subisce lo sviluppo del match ma regala qualche giocata sopra la media



Tremolada ha giocato da ex contro il PisaLe pagelle di Arezzo-Pisa.

BAIOCCO 6 Quando esce a vuoto, spalancando la porta al colpo di testa di Golubovic, il Comunale trattiene il respiro. Per fortuna la palla rotola fuori. Vispo sulla punizione di Mannini a inizio ripresa.

PANARIELLO 7 Ok, nel primo tempo riconsegna sistematicamente palla agli avversari, spazzando la tre quarti come i vecchi liberi anni '50. Sul capo gli piove qualche vaffa dalla tribuna, ma far ripartire l'azione non è esattamente il suo forte e si sa. Lui difatti eccelle nel disinnescare le punte altrui: compito assolto. E quest'anno, giocando a quattro, sta dimostrando di avere la dote del comandante anche in altra chiave tattica.

CARLINI 8 Lui e Ricci si dividono la palma del migliore in campo. Bene nel primo tempo, quando gioca sulla corsia sinistra che in teoria dovrebbe essere la sua naturale. Deflagra nella ripresa dopo il trasloco dalla parte opposta: lì, col piede contrario (ma lui è destro o mancino? boh), squassa il binario e i pisani lo devono randellare come fosse un chiodo da piantare nel muro. Cambio passo impressionante.

GAMBADORI 6.5 Comincia pasticciando, con una frenesia insolita che gli inibisce una dose extralarge di passaggi. Quando risbuca dal tunnel, ha il sangue negli occhi: strappa palloni, combatte con vigore e gioca pure due verticali alla Tremolada. Un simil Gattuso, per rendere l'idea.

MONACO 7 ''Ringhio'' in sala stampa ha detto che qualcuno dell'Arezzo sembrava giocasse a rugby. Forse si riferiva al numero 5, forse no. Poco importa: sciorina un'altra prestazione convincente, sporcata solo in minima parte dall'ammonizione. Cattivo e lucido, prepotente e preciso. Avanti così.

VINCI 5.5 Torna dentro per gli acciacchi di Sperotto, ma si vede che non sta granché. Pizzicato dall'arbitro dopo appena due minuti per un fallo sopra le righe a metà campo, gioca tre quarti d'ora in apnea, subendo le galoppate di Mannini e i rinforzi esterni di Forgacs. Nell'intervallo Eziolino lo toglie (st 1' Sperotto 5.5 Finta e controfinta: Peralta lo passa da tergo e lui lo stende dentro l'area. E' l'episodio che rimette in gioco il Pisa e cambia il risultato. Serviva più attenzione).

FEOLA 6 Dopo tre settimane di lustrini, s'infila dentro una prestazione senza slanci. L'unico lampo, e scusate del poco, è il taglio dietro i difensori che ormai abbiamo imparato a conoscere e che frutta il penalty. Di lì in avanti resta impiastricciato dentro la ragnatela di metà campo (st 38' Pugliese ng).

CAPECE 6 Il gol su rigore: freddezza e precisione. Un primo tempo così così, bypassato dai compagni che invece di accenderne la regia, sparano direttamente sulle punte. Un po' meglio la ripresa: con le squadre lunghe tocca più palloni.

BENTANCOURT 6 L'indolenza delle prime uscite se la sta scrollando di dosso. Anzi, adesso è fastidioso come una zanzara: corre, fa fallo, va in pressione, prende le botte. Capuano gli chiede una mole di lavoro immane per sporcare il giro palla del Pisa. E lui esegue. Poi, quando si ritrova uno contro uno in ripartenza, la brillantezza sulle gambe gli viene meno. Ci sta (st 41' Calabrese ng).

TREMOLADA 6 Lo sviluppo del match lo costringe ad accontentarsi di quel che passa il convento: un pallone ogni dieci minuti, quasi sempre sporco, da pulire con il suo mancino di velluto. Nei primi 45 minuti manda Feola a guadagnarsi il penalty e poi timbra il palo da fuori area, con una punizione ribattura e ricalciata in porta. Come Capece, sale dopo l'intervallo, anche se continua a trovarsi in una squadra che ha in campo un trequartista e gioca come se non ce l'avesse. Work in progress.

DEFENDI 6.5 Dicono: sì, ma le punte devono segnare. Vero ma non sempre. Insieme a Bentancourt, si fa un mazzo così grosso, correndo spesso senza palla per chiudere linee di passaggio e disturbare i manovratori avversari. Un paio di contropiede poteva gestirli meglio, però generosità e lucidità non vanno troppo d'accordo. Gli dice male sul palo: un tocco leggero leggero che meritava miglior sorte.

 

scritto da: Andrea Avato, 26/09/2015





Arezzo-Pisa 1-1, intervista a Tremolada

Arezzo-Pisa 1-1
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