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SERIE C GIRONE A - 27a giornata

RISULTATI CLASSIFICA PROSSIMO TURNO
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Monza11Arezzo
Siena11Albinoleffe
Juventus U2310Pianese
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LeccorinvPro Patria
Pro VercellirinvNovara
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Comunale tabù, ma l'Arezzo cresce. Dal derby un'altra conferma: il modulo è giusto

Un punto in due partite casalinghe ma gli amaranto sono sempre usciti dal campo tra gli applausi del pubblico. Non è un caso: dall'esordio double face di Santarcangelo la squadra ha saputo migliorarsi e l'assetto tattico ormai è una base solida. Con qualche difetto da correggere: Vinci e Sperotto stanno faticando, Capece e Tremolada devono essere sfruttati meglio. Però la partita con il Pisa ha confermato i segnali positivi



l'undici amaranto schierato contro il PisaDa quel brutto primo tempo di Santarcangelo è passata un'eternità. L'Arezzo ha assorbito l'esordio double face, ha voltato pagina dopo la sconfitta con L'Aquila che avrebbe steso un toro e sta portando avanti un progetto tecnico molto interessante.

Già nella prima trasferta arrivò subito la reazione di carattere, legata anche al cambio modulo nell'intervallo. Capuano, dopo aver lavorato per un'estate intera sui codici del 3-5-2, che già era diverso dall'anno scorso visto che si articolava su due punte di ruolo anziché su una boa più un trequarti, ha virato in modo deciso sulla linea a quattro e sul rombo a centrocampo. Una mossa azzeccata che ha incontrato i favori della piazza e, soprattutto, quelli della squadra.

Dal gol di Cori in Romagna alla prestazione di sabato contro il Pisa c'è un filo conduttore molto preciso e ben riconoscibile. L'Arezzo sta definendo in modo sempre più nitido la sua fisionomia tattica, grazie anche al rendimento eccellente di alcuni giocatori.

Carlini, per esempio, da esterno basso si trova decisamente meglio che da centrale. Se l'era cavata anche nella posizione di braccetto, sfruttando l'anticipo secco e la propensione ad accompagnare la manovra, ma quando ha la fascia a disposizione diventa devastante. Monaco conta su una struttura atletica dirompente e con Panariello, che ha doti da condottiero riconosciute, forma un tandem ben assortito. Il 4-3-1-2 amaranto in questo momento fa leva sulla forza dei due mediani: Feola ha tempi d'inserimento e la rara capacità di saper assolvere quasi tutti i compiti del buon centrocampista, mentre Gambadori compensa le 34 primavere con la solita, inesauribile generosità. In attacco l'assenza di Cori, in queste ultime due partite, si è sentita ma un po' meno del temuto. Merito di Bentancourt, che ha tirato fuori una disponibilità al lavoro sporco che gli fa onore, e merito di Defendi, che con un gol e un palo interno può andare fiero del contributo dato alla squadra e anche dello score personale.

 

la grinta di Bentancourt in un duello con ForgacsIncoraggiante e sintomatico, dato già posto in evidenza, che Capuano non abbia rinunciato al rifinitore dietro due attaccanti nemmeno nelle fasi più calde del derby, quando un eccesso di prudenza, anche legittimo, avrebbe potuto spingerlo a coprirsi un po' di più. Invece no, l'Arezzo ha una sua struttura e su questa proseguono i lavori in corso.

Qualcosa da mettere a punto ancora c'è. I terzini Vinci e Sperotto, anche a causa degli acciacchi, non garantiscono per adesso la stessa spinta e il medesimo apporto di Carlini. Bisognerà attendere un po'. Inoltre vanno sfruttati di più e meglio i vertici del rombo: Capece e Tremolada sono i due poli gravitazionali del gioco, ma l'Arezzo in alcune circostanze non li utilizza a dovere. Capuano sabato voleva più lucidità nel gestire il possesso, dopo il gol dell'1-0, proprio per innescare il play e la mezzapunta. Invece è successo di rado, un po' per frenesia e un po' perché certi concetti di gioco debbono ancora essere assimilati. Quando vedremo in maniera sistematica l'azione partire da un rinvio di Baiocco e transitare, nell'ordine, dai piedi di Panariello, Capece e Tremolada, per approdare a una punta, vorrà dire che Capuano è all'ottanta per cento del lavoro.

Dopo quattro giornate e un mese di campionato, è chiaro non si possa pretendere l'opera compiuta. Anche perché il gruppo è rinnovato e messo insieme da poco. L'Arezzo comunque si sta facendo apprezzare per l'interpretazione tosta delle gare e il secondo tempo contro il Pisa, giocato sulle ripartenze più che su un possesso avvolgente, ha lucidato la sensazione che in campo, pure stavolta, ci siano undici assaltatori come l'anno passato. Con caratteristiche differenti, con uno stile di gioco diverso, ma con identica dedizione alla causa.

Gli applausi finali del pubblico, convinti e meritati, non sono arrivati per caso. Nonostante il Comunale sia ancora tabù, nonostante il punticino in due partite casalinghe, c'è un processo di crescita costante. Al di là dei risultati.

 

scritto da: Andrea Avato, 28/09/2015





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Arezzo-Pisa 1-1
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