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La casa natale di Sante Tani

Anche Arezzo ha contribuito alla nascita della democrazia in Italia, con eroi che hanno offerto la loro vita per dare un futuro migliore alle nuove generazioni.
Uno di questi è Sante Tani, nato il 3 aprile 1904 nella frazione di Rigutino, nella casa che si può vedere ancora oggi, percorrendo la strada comunale che dal paese conduce al Parco di Lignano.



La casa natale si trova lungo la strada che porta al Parco di LignanoAnche Arezzo ha contribuito alla nascita della democrazia in Italia, con eroi che hanno offerto la loro vita per dare un futuro migliore alle nuove generazioni.
Uno di questi è Sante Tani, nato il 3 aprile 1904 nella frazione di Rigutino, nella casa che si può vedere ancora oggi, percorrendo la strada comunale che dal paese conduce al Parco di Lignano.
L’edificio si trova sulla destra, poche decine di metri dopo aver oltrepassato la piccola rotonda realizzata per la nuova lottizzazione, a monte della chiesa parrocchiale.
Durante l’infanzia e il periodo adolescenziale la formazione di Sante fu curata dallo zio Antonio, sacerdote, che lo introdusse all’interno di associazioni di stampo cattolico.
Dal 1921 al 1925 fu segretario della Federazione della Gioventù Cattolica Diocesana e dal 1923 al 1925 anche direttore del Circolo Giovanile Beato Gregorio X.
Nel frattempo, terminati gli studi liceali, si era iscritto alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università “La Sapienza” di Roma, dove si laureò nel 1926. Sempre a Roma, visse i tragici giorni del sequestro di Giacomo Matteotti ed entrò in contatto con la Federazione Universitaria Cattolica Italiana, dove gravitavano figure come Amendola e La Malfa.
Nel 1928 rientrò ad Arezzo. In città lavorò dapprima in uno studio legale e quindi ne aprì uno tutto suo, che nella seconda metà degli anni Trenta divenne ritrovo di antifascisti delle più diverse estrazioni politiche e ideologiche.
Il 4 febbraio 1942 Tani venne arrestato con l’accusa di essere tra i creatori di un ampio movimento antifascista clandestino. Rimase in carcere più di tre mesi, dopodiché venne condannato a quattro anni di confino da scontare a San Bartolomeo in Galdo, in provincia di Benevento.
Tani fu arrestato e rinchiuso nel carcere di Arezzo il 30 maggio 1944L’arresto di Mussolini del 25 luglio 1943 e l’armistizio del successivo 8 settembre fecero annullare molte pene, così anche l’avvocato poté tornare a casa, dove fu accolto trionfalmente e gli fu assegnata la presidenza del locale Comitato provinciale di Concentrazione Antifascista. Allo stesso tempo Sante favorì la creazione di alcuni gruppi partigiani e lui stesso si unì alla formazione “Tani-Zuddas”.
Il 30 maggio 1944 fu nuovamente arrestato, assieme al fratello Giuseppe e ad Aroldo Rossi, e rinchiuso nel carcere aretino di San Benedetto il giorno successivo.
Per molti giorni i nazifascisti lo torturarono, con l’obiettivo di scucirgli di bocca informazioni sulle mosse della Resistenza aretina. Il 15 giugno ci fu un tentativo di farlo evadere andato a vuoto, nello stesso frangente membri della Guarda Nazionale lo uccisero atrocemente assieme agli altri due compagni di cella. Circa un mese dopo Arezzo sarebbe stata liberata.
Il 3 ottobre 1952, con decreto del Presidente della Repubblica, Sante Tani ricevette la Medaglia d’oro al Valor Militare alla memoria. Nel centenario della nascita, sette anni fa, fu apposta una targa nella facciata della casa natale, in maniera che chiunque passi di lì possa ricordare questo eroe aretino del Novecento.

Per approfondire: Sante Tani 1904-1944. Il tempo e la sua storia (Agostino Coradeschi, FJE Edizioni 2004)


scritto da: Marco Botti, 15/07/2011