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Ad Arezzo il convegno sull'Heysel e i valori dello sport. Partecipano Malagò e Nicchi. Modera Bruno Pizzul

Presentato stamani l'appuntamento organizzato dal Panathlon in collaborazione con l'Associazione Familiari Vittime e il patrocinio di Comune e Provincia, in calendario per venerdì prossimo all'auditorium del Centro Fiere e Congressi. Interverranno tra gli altri il presidente del Coni e il presidente dell'Associazione Arbitri



la stele in memoria dei caduti dell'Heysel allo stadio di ArezzoPresentato il convegno organizzato da Panathlon Club Arezzo in collaborazione con l’Associazione familiari vittime Heysel e il Coni dal titolo: “Dall’Heysel una speranza, dalla memoria un impegno per i valori dello sport”.

 

L’appuntamento, patrocinato dal Comune di Arezzo e dalla Provincia, è per venerdì 9 ottobre dalle 10 alle 13 all’auditorium di Arezzo Fiere e Congressi. Dopo il saluto del sindaco Alessandro Ghinelli, ecco la scaletta degli interventi: Roberto Banchetti (Presidente Estra S.p.a), Federico Ghio (Presidente Distretto Italia Panathlon), Piero Ferruzzi (Presidente Panathlon Club di Arezzo), il sociologo Giovanni Scalera, il presidente dell’Associazione familiari vittime Heysel Andrea Lorentini, il vicepresidente vicario del Parlamento Europeo Antonio Tajani, il presidente del Coni Giovanni Malagò, in rappresentanza della Figc Fabio Bresci, il presidente nazionale Aia Marcello Nicchi, il presidente del Panathlon International Giacomo Santini. Modera Bruno Pizzul.

 

“Un momento doloroso che ci consente di avviare una riflessione ampia - ha esordito l'assessore allo sport, politiche sociali e formative Lucia Tanti - con le nuove generazioni per rilanciare fra esse un modo di essere e di vivere. Vediamo questa iniziativa come parte di un filo rosso che deve informare le politiche giovanili e dello sport, fondate su un senso di educazione civica dove le istituzioni, la scuola e le associazioni abbiano, in sinergia, un ruolo decisivo. Nel contesto di una comunità lo sport e la sua pratica devono spingere a comportamenti scevri da forme di sopraffazione e ispirati a una corretta convivenza”.

 

“Il segnale di un'associazione come il Panathlon, di cui sono stato anche presidente - ha aggiunto il sindaco Alessandro Ghinelli - è ancora una volta forte. La città, come noto, purtroppo, ha pagato un tributo importante in questa tragedia per cui il Comune è riconoscente per uno sforzo organizzativo che mette al centro Arezzo di un messaggio che ci sta a cuore. Il presidente del Panathlon per questa iniziativa ha ricevuto la medaglia da parte del Presidente della Repubblica, a dimostrazione dell'attenzione al tema da parte della massima autorità dello Stato. L’importante è che il giovane che fa sport, di fronte al suo competitore consideri quest’ultimo non come un nemico da abbattere ma come un avversario da battere”.

 

“Il convegno - ha precisato Andrea Lorentini - intende sottolineare la memoria e porre un richiamo. Abbiamo voluto ricreare l'associazione delle vittime di quella tragedia, spesso infangate in questi 30 anni in troppi stadi italiani, e procedere a un lavoro scevro da un tipo di retorica che, sempre in questi decenni, ho sentito troppe volte. Lo sport e una valorizzazione dei principi che lo ispirano e lo regolano richiedono comportamenti ispirati al rispetto dell’altro soprattutto quando questo è l’avversario. Il mondo della scuola, accanto all’associazionismo sportivo, rimane l’interlocutore privilegiato di tale processo. Ci sono valori sportivi che si specchiano poi nella vita di relazione e in ogni ambito sociale per cui questo convegno è solo la prima tappa di un percorso”.

 

“A tale proposito - ha aggiunto Piero Ferruzzi presidente Panathlon Club Arezzo - abbiamo intrapreso con alcune scuole cittadine e l’associazionismo sportivo iniziative di sensibilizzazione sul significato del fair play. In tal senso crediamo utile procedere all’inserimento di conoscenze nell’ambito della programmazione scolastica nei settori di più specifico interesse quali l’educazione civica, l’educazione fisica e, soprattutto, inserire una metodologia tesa a privilegiare comportamenti corretti nello sport e fuori dello sport. Noi vogliamo che da questo convegno si arrivi alla redazione di un documento, da presentare al ministero dell'istruzione, per chiedere proprio l'introduzione di qualche ora di educazione civico-sportiva. Parteciperanno al convegno tantissimi studenti, abbiamo ricevuto richieste anche da scuole medie e questo ci fa piacere. Contiamo di riempire l'auditorium grazie all'apporto di 250 studenti. Abbiamo fatto anche una conferenza stampa a Montecitorio per la quale ha dato il suo apporto l'onorevole Marco Donati”.

 

In rappresentanza della Provincia, Riccardo La Ferla ha dichiarato che “l'etica per chi pratica lo sport e lo segue, a cominciare dalle famiglie, deve diventare il punto di riferimento per il futuro”.

 

Roberto Banchetti di Estra: “ringrazio gli organizzatori per avere dato a Estra la possibilità di svolgere un ruolo di collaborazione importante in questa iniziativa. Come Estra sosteniamo con un progetto specifico lo sport fra i giovani, non in senso agonistico, o meglio non solo, ma per trasmettere un senso di educazione civica dove le discipline stesse diventano insegnamento di vita”.

 

Il delegato provinciale del Coni, Giorgio Cerbai ha concluso ricordando il percorso di “processo formativo che guarda al ragazzo che fa sport in una visione di cittadino di domani. E non dimentichiamo quegli operatori sportivi che gestiscono i giovani, è attraverso di loro che si ottengono i risultati. Il messaggio di un tecnico che batte di continuo sull'etica mette il ragazzo sulla strada giusta. Le istituzioni scolastiche che hanno attivi progetti di riferimento sono il Liceo Classico Petrarca e la Scuola Media Cesalpino, così come il Liceo Scientifico Francesco Redi con il suo indirizzo sportivo”.

 

scritto da: La Redazione, 06/10/2015





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