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Il Sasso di Simone

Ai margini orientali del territorio aretino, dove la Toscana confina con le Marche, si trova la Riserva Naturale Sasso di Simone, uno dei luoghi naturali più incantevoli e incontaminati d’Italia. Su di essa si erge un imponente masso di pietra calcarea, alto circa 1.200 metri, detto il Sasso di Simone. 



Il Sasso di Simone si trova al confine tra Toscana e MarcheAi margini orientali del territorio aretino, dove la Toscana confina con le Marche, si trova la Riserva Naturale Sasso di Simone, uno dei luoghi naturali più incantevoli e incontaminati d’Italia. Su di essa si erge un imponente masso di pietra calcarea, alto circa 1.200 metri, detto il Sasso di Simone. L’inconfondibile macigno ha un’origine marina, riscontrabile nella quantità considerevole di fossili presenti nelle rocce. Secondo gli studiosi rappresenta un grosso frammento delle falde appenniniche, che emergendo dal mare si spostarono nel tempo dal mar Tirreno settentrionale verso est.
I reperti preistorici ci dicono che la cima pianeggiante del Sasso fu abitata già nell’Età del Bronzo. Non è chiaro quando assunse la denominazione attuale, ma la tradizione vuole che un eremita di nome Simone vi si stabilì in cerca di spirituale isolamento. Sui resti di un edificio di culto longobardo dedicato a San Michele, intorno al XII secolo, i monaci benedettini costruirono un’abbazia con la stessa dedicazione. Nel corso del Trecento il complesso religioso andò in declino e fu abbandonato.
Alla metà del XV secolo Domenico Malatesta Novello, signore di Cesena, fece costruire un castello che assunse un’importanza strategica enorme, dato che poteva controllava il piviere di Sestino, allora compreso nel Ducato di Urbino, e i territori fiorentini appartenenti ai Conti di Carpegna. Nel 1520 i fiorentini entrarono definitivamente in possesso della zona.
Con la salita al potere di Cosimo I de’ Medici, nel 1537, si mirò a potenziare la difesa delle zone di confine dello Stato fiorentino con una serie di roccaforti all’avanguardia. Nel 1565 fu ordinata la costruzione di una cittadella fortificata, denominata “Città del Sole”, sulla cima del Sasso di Simone. Il disegno iniziale venne realizzato dall'ingegnere marchigiano Giovanni Camerini. Alla sua morte la direzione dei lavori passò a Baldassarre Lanci e quindi a Simone Genga.
La fortezza fu iniziata il 14 luglio 1566La prima pietra fu posata il 14 luglio 1566, ma l’ambizioso progetto proseguì negli anni successivi a rilento per molteplici problemi, tra i quali la difficoltà del trasporto dei materiali e la mancanza di materia prima. Anche se la cittadella era stata concepita con i più moderni sistemi, e nel 1575 era divenuta sede del Capitanato di Sestino, i Medici non avevano fatto i conti con le ostili condizioni naturali del posto e con i terribili inverni che minarono velocemente la salute della gente e le stesse strutture, le quali andarono incontro a un rapido deterioramento.
Nel 1633 cominciarono ad andarsene i soldati, fino al completo disarmo avvenuto intorno al 1670, con la salita al potere del controverso Cosimo III.
Di quel sogno umano utopistico oggi restano solo pochi elementi, visto che la natura negli anni si è riappropriata dei suoi spazi. Sono ancora visibili la strada principale lastricata, le tracce della porta d'ingresso, i ruderi degli edifici che affiorano dal terreno e la grande cisterna per la raccolta dell’acqua, scavata nella roccia.
Rimane però la straordinaria bellezza del luogo, e nelle giornate limpide dalla cima del Sasso di Simone si ammira un panorama irripetibile, con lo vista che varcando l’Appennino Tosco-Marchigiano si perde fino al Mar Adriatico.


scritto da: Marco Botti, 10/12/2010