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Professionisti de che? Dal pastrocchio di Savona ai processi fino alle multe: roba da ricovero

L'infortunio all'arbitro Capraro di Cassino, con conseguente sospensione della partita, riporta la Lega Pro sul banco degli accusati. E' inconcepibile, infatti, che la terza categoria calcistica nazionale non preveda la possibilità di sostituire un direttore di gara che si fa male. Ma erano state incomprensibili anche le penalizzazioni inflitte ai club coinvolti nelle inchieste della magistratura. Una mancanza di chiarezza che non fa bene a nessuno



l'arbitro Capraro portato via con l'ambulanza dallo stadio di SavonaProfessionisti de che? Esclamazione irriverente forse ma assolutamente da dedicare ai vertici federali della Lega Pro dopo l’ennesimo pastrocchio legato all'incidente dell’arbitro a pochi minuti dall’inizio della partita dell’Arezzo a Savona. Si è infatti scoperto che nonostante le pretese almeno esose in sede di iscrizione e di eventuale ripescaggio, motivate dal fatto che quello della terza categoria calcistica nazionale è il primo scalino del calcio professionistico, l’organizzazione resta a livelli se non proprio dilettanteschi almeno approssimativi.

Durante l’estate la formazione dei gironi ed il numero delle squadre iscritte e ripescate andava mutando “d’accento e di pensier” di momento in momento; alla fine la decisione è venuta con una forzatura regolamentare che ha prestato il fianco a ricorsi e controricorsi mentre le sanzioni inflitte alle squadre coinvolte nell’ennesimo caso di grave truffa calcistica hanno assunto proporzioni irrisorie e comunque non equilibrate. Infatti dove sta l’equità nel dare a Teramo e Savona la stessa penalizzazione? Agli abruzzesi è stata applicata (nell’inchiesta era finito lo scontro diretto tra le due compagini) una doppia punizione dato che è anche stata revocata la promozione; ed in ogni caso 6 punti sono pochi se i fatti sono realmente gravi come sono stati descritti, dato che con i tre punti per la vittoria si tratta di due sole partite da recuperare e quindi è come se fosse un -4 d’altri tempi, quando invece con il vecchio conteggio si punivano le coinvolte in fatti poco limpidi con -9 (4 gare e mezzo per arrivare a quota zero). Si tace per amor di patria su quanto deciso a carico del Catania del pluri-reoconfesso presidente Pulvirenti, nonché sulla decisione di retrocedere la Torres (che aveva già fatto la squadra nonchè gli abbonamenti per la Lega Pro) a tre giorni dall’inizio del campionato, a beneficio (chissà poi perché…) della Pro Patria che invece era un cantiere aperto e, a parte aver coinvolto Fulvio Collovati, non pareva avere altri meriti; anzi, c’erano stati giocatori e membri dello staff che avevano ammesso di aver venduto partite, il peggio del peggio di quel che può fare chi pratica una disciplina sportiva.

 

l'ingresso in campo a SavonaIn questo modo si fanno danni economici rilevanti, si dà la sensazione di una insicurezza costante sulle linee guida degli organi federali e si instilla il tarlo del dubbio rispetto ad una sudditanza verso i poteri forti che si porta dietro, inevitabile, malignità sulla reale correttezza di fondo dell’intero campionato (che sussurri arrivavano domenica dalla Romagna…). Così facendo la Lega non disincentiva di sicuro né i furbetti né i manigoldi.

 

Dopo quanto accaduto al ''Valerio Bagicalupo'' ovvio chiedersi: è mai possibile che in un torneo di professionisti che per definizione muove denaro in quantità importanti e coinvolge anche un numero significativo di persone tra tifosi e addetti ai lavori, non si debba prevedere una eventualità come quella dell’infortunio del direttore di gara o di uno qualunque dei componenti la terna? L’esito della sfortunata torsione del signor Capraro, alla quale non si è potuto porre rimedio come logica imporrebbe, comporterà: 1) classifica incompleta fino a fine ottobre (se va bene); 2) falsamento del campionato perché la gara si andrà a rigiocare in condizioni completamente diverse rispetto a domenica; 3) obbligo per le squadre di un turno infrasettimanale aggiuntivo con rischi per le condizioni fisiche dei calciatori; 4) costi significativi per la società in trasferta che deve sobbarcarsi nuove spese per albergo e viaggio; 5) costo per la società ospitante in termini di mancato incasso (difficile che un recupero di mercoledi, magari alle 15, veda presenze decenti in tribuna); 6) danno ai tifosi ospiti che si sono sobbarcati il viaggio e le spese.

 

Sarà opportuno che invece di prendere per oro colato i referti arbitrali affibbiando multe ridicole come quella all’Arezzo dopo la trasferta con il Tuttocuoio (per inciso, contro il Pisa le tifoserie non se le sono mandate a dire, secondo tradizione e dettami dello sfottò da derby, ma sanzioni nessuna. Allora come funziona?) si pensi a prendere qualche provvedimento per rendere più serio e credibile questo campionato. Dato però che siamo nel paese dei gattopardi cambiare sarà spesso più un fatto di apparenza che di sostanza e allora concentriamoci sul “saturday night” con la Carrarese.

Con i marmiferi rivedremo al Comunale Erpen e Dettori ai quali andranno convinti e riconoscenti applausi per quanto fatto lo scorso anno. Poi si andrà alla partita e l’affetto e la riconoscenza devono lasciare il posto alla voglia di vincere che non sa più attendere.

 

scritto da: Paolo Galletti, 08/10/2015





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