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Più cattiveria e un obiettivo solo: conquistare la vittoria. Poi sì che ascoltiamo Capuano!

Il file audio girato sui telefonini di mezza Arezzo ha confermato che con un allenatore così, la tifoseria è in una botte di ferro: chi non si impegna, non gioca. Questo dà fiducia per la partita di stasera, difficile ma da vincere. Serve più cinismo sotto porta, visto che contro L'Aquila e Pisa la squadra è stata bella ma è mancata in fase di realizzazione. E serve un pubblico che faccia la sua parte



il saluto della squadra ai tifosi amaranto presenti a SavonaCi eravamo lasciati parlando di quanto potesse essere importante la partita di Savona per il proseguo del campionato, poi il match è durato meno di dieci minuti e ogni giudizio è rimasto in sospeso. Della trasferta in Liguria rimane, ancora una volta, la sensazione della totale inadeguatezza delle istituzioni che dovrebbero governare con logica e soprattutto buon senso i campionati professionistici. Inammissibile che, in caso di infortunio del direttore di gara, la partita debba essere sospesa e rimandata perché non è previsto il quarto uomo. Allora, paradossalmente, funziona meglio nei dilettanti, pur con i suoi metodi estemporanei e fatti in casa. Che poi, alla fin del salmo, pare che nessuno rimborserà i poveri tifosi amaranto che si sono sobbarcati chilometri e chilometri con le relative spese per assistere a otto minuti di calcio. Cose dell’altro mondo.

 

Ora bisognerà vedere se questa sosta forzata possa aver giovato o meno alla squadra. A giudicare dalla amichevole di mercoledì a Lucignano, non molto. Le attenuanti ci sono, ma perdere non fa mai bene all’ambiente: Capuano è il primo che non ci sta, da perfezionista e motivatore qual è. L’audio che è girato sui telefonini di mezza Arezzo lo testimonia. Dal punto di vista di noi tifosi, c’è da dirlo, con Eziolino siamo in una botte di ferro: chi fa la vacca in campo non gioca, e questo è rassicurante. Certo è, e poi chiudiamo la “questione” Lucignano, a cui è bene non dare un peso eccessivo, che chiunque abbia registrato le parole di Capuano e qualsiasi fosse lo scopo, non ha fatto una bella cosa: le parole che si dicono nello spogliatoio dovrebbero rimanere sempre dentro lo spogliatoio. Questione di gruppo e di identità di squadra. Gli amaranto, quindi, saranno chiamati subito a una prova di orgoglio e di maturità da esibire al mister, deluso e amareggiato dai suoi. Con la Carrarese la parola d’ordine è vincere, altrimenti Ezio nostro “li scanna”!

 

Ezio Capuano incita i suoi incurante della pioggiaOltre ai progressi tecnici e di gioco che la squadra dovrà confermare, è probabile che dalla panchina si voglia vedere, più che mai, la bava alla bocca, il sangue negli occhi, il coltello tra i denti e chi più ne ha più ne metta. E anche a noi non dispiacerebbe: vanno benissimo il bel gioco, il maggior fraseggio, la scucchiaiata perfetta per l’inserimento della mezzala e il colpo di tacco, ma davanti al portiere bisogna tirare fuori la cattiveria e buttarla dentro con ferocia, senza pietà. Anche perché di là conosciamo alcuni elementi e sappiamo che uno come Erpen, se sta bene, può tirare fuori dal cilindro la giocata spacca-match in qualsiasi momento. Concentrazione e cinismo devono essere le chiavi d’acceso per la vittoria, che al Comunale quest’anno non è ancora arrivata. I tifosi non aspettano altro. Una vittoria per rivedere finalmente la corsa del mister sotto la Sud; per riassaporare la gioia di un abbraccio collettivo: virtuale coi giocatori e reale con gli amici accanto a te; per uscire nuovamente col sorriso dalle labbra dai cancelli dello stadio, dopo gli ultimi due epiloghi con un bel po’ di amaro in bocca.

 

Per guardare la classifica c’è ancora tempo, anche se ogni punto lasciato per strada può essere rimpianto, alla fine. L’importante è trovare il ritmo giusto, macinare punti e gioco, trovare la serenità che a volte sembra mancare e magari risolvere qualche conto in sospeso con la dea bendata. Troppo per una partita sola? Noi ci crediamo, sennò che tifosi saremmo… A proposito, aretini, per una volta (facciamo due, sabato prossimo si replica!) il sabato sera non è in Corso Italia, ma al Città di Arezzo. Non prendete impegni, non prenotate in pizzeria. C’è una squadra da sostenere, ci sono undici giocatori da portare al trionfo, al primo trionfo stagionale dalle nostre parti. C’è il fascino della partita in notturna, come accadeva quando qua venivano il Napoli o il Milan. Non importa se l’avversario si chiama Carrarese: la squadra che amiamo è sempre quella, che ci sia la Juve o il Montemurlo. “Conquista la vittoria, conquistala per noi!”


scritto da: Luca Amorosi, 10/10/2015





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