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''Capuano o si ama o si odia''. La stampa scatenata con l'allenatore/personaggio più ''cult''

Eziolino ha sempre diviso e divide anche oggi: quando bisogna parlare di lui l'opinione pubblica si spacca. O di qua o di là, o bianco o nero, il bene o il male. Molti lo amano per la genuinità e la competenza, altrettanti ce l'hanno in antipatia perché lo considerano uno che se le canta e se le suona. E da quando è scoppiato il caso Sperotto, l'universo giornalistico non fa che parlare del mister amaranto con i toni più disparati. Ma la scena di quel bellissimo film di Sorrentino ci offre una chiave di lettura impossibile da trascurare



l'articolo del Corriere della Sera su mister Capuano''Capuano o si ama o si odia''. Lo disse proprio lui, Eziolino, durante una delle sue partecipazioni a Block Notes. Alla domanda se avesse rimpianti per una carriera che non lo ha portato più su della Lega Pro, rispose con quelle sette parole. Perché dentro il saliscendi professionale di Capuano, molto ha influito il suo carattere dirompente, focoso, sopra le righe, passionale, schietto, poco incline alle mezze misure. Molti lo hanno amato e lo amano perché ne apprezzano la sua veracità, quel petto in fuori di fronte agli ostacoli, la genuinità dei comportamenti e la competenza calcistica. Altrettanti ce l'hanno in antipatia perché lo considerano uno che se le cante e se le suona, che vive di esagerazioni, costantemente in mezzo ai casini e fondamentalmente sopravvalutato.

 

E' il destino di Capuano e di altri come lui, condannati a spaccare l'opinione pubblica, a mettere un muro divisorio: o di qua o di là, o bianco o nero, il bene o il male. Capuano sulla sua popolarità illimitata ci marcia anche un po', perché è un istrione naturale e ha una vena di narcisismo che non inaridisce mai. Però tiene moltissimo alla sua autorevolezza, che nasce dall'esperienza e dalla conoscenza della materia. Quando si accorge che l'ascendente sul suo spogliatoio potrebbe incrinarsi, reagisce e diventa autoritario. Come nel caso Sperotto. Chi lo conosce e ha avuto modo di seguirlo nel lavoro quotidiano, lo considera un allenatore/personaggio, di quelli che fanno bene a un ambiente stereotipato come il calcio. Chi lo segue solo su Youtube, da lontano, si fa l'idea di una macchietta che gioca a fare l'allenatore. Ma i detrattori a Eziolino non sono mai mancati.

 

E' anche per questo che Capuano viene registrato dai calciatori nello spogliatoio. A un altro più "normale" non sarebbe mai successo. E' per questo che il suo sfogo di Lucignano, al di là della curiosità pruriginosa dell'audio rubato, è stato cliccato e condiviso migliaia di volte in pochi giorni. Ed è per questo che Eziolino è finito sulle pagine dei quotidiani e dei siti web più importanti, stimolando commenti e pareri i più diversi. 

 

Eziolino durante un allenamento della squadraSandro Sabatini di Mediaset, per esempio, su calciomercato.it ha scritto: ''Personalmente, non riesco a provare simpatia per Capuano. Né umana, né professionale. D’accordo, lo spogliatoio è un luogo per definizione sacro e inviolabile. Ma questo non significa che si debbano applaudire o condividere offese, minacce, turpiloquio e umiliazione pubblica dei giocatori. In più, non è tollerabile che in tre minuti di sfogo negli spogliatoi non ci siano nemmeno tre secondi di appunti tecnici o tattici. Solo insulti, neanche un accenno calcistico: ma che allenatore è costui? Che tecnico è, uno che non parla mai di tecnica? Ecco, in generale, state attenti agli allenatori di grinta e cuore, battute e frasi fatte. Attenti: sono tecnici che sanno poco o nulla del loro lavoro. Lavoro tecnico, appunto''.

 

Di tenore opposto il pezzo di Gianni Giacomelli su Il Foglio. ''Anche l’ultimo dei magazzinieri di terza categoria sa che lo spogliatoio è uno spazio sacro, sigillato e inviolabile, su quel conclave calcistico vige un extra omnes non scritto, dentro ogni parola è permessa e nemmeno una può trapelare all’esterno. La massaia che organizza un buon piatto con quello che trova può pure agitare il mattarello contro i suoi ragazzi, ma registrare e pubblicare ciò che avviene lì dentro come se la Repubblica delle Intercettazioni ci avesse convinto che tutto è lecito, quello non si può, è roba da infami''.

 

La chiosa più bella però è di Fabrizio Roncone. Pagina 29 del Corriere della Sera di oggi. In cronaca. ''Questa storia di calcio finisce qui. Ma se volete vedervi immagini che non ci sono, prendetevi il dvd de «L'uomo in più» dl Paolo Sorrentino. Perché c'è una scena di spogliatolo assai realistica (e ispirata, dicono, ad un grande allenatore: Bruno Pesaola). E poi, in generale, perché è il più bel fllm dl Sorrentino''.

 

scritto da: Andrea Avato, 14/10/2015





La scena iniziale del film ''l'uomo in più''

L'articolo del Corriere della Sera su Capuano
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