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SERIE C GIRONE B - 36a giornata

RISULTATI CLASSIFICA PROSSIMO TURNO
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Gubbiodom15Mantova
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Matelicadom15Fano
V. Veronadom15Samb
Feralpi Salòdom17.30Carpi
Modenadom17.30Padova
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Meno fronzoli, meno videogiochi, più carattere, più palle. Dopo l'uragano bisogna ripartire

E' stata una settimana terribile, dolorosa, lacerante e amara. Dalla figuraccia di Lucignano in avanti si è scatenato un autentico uragano che ha investito squadra e tifosi. E negli occhi c'è ancora la scialba prestazione contro la Carrarese, frenata da limiti d'impostazione che vanno cancellati in fretta. Sabato sera serve maggiore lucidità da parte di tutti, squadra e allenatore. E vincere diventa un imperativo



l'undici mandato in campo da Capuano contro la CarrareseAdesso ripartiamo. Voltiamo pagina e guardiamo avanti dopo una settimana terribile e dolorosa, lacerante e amara. Dentro c’è stato di tutto, dalla figuraccia di Lucignano con (giusta) sfuriata di Capuano andata in mondo-audizione per finire con la cacciata di Sperotto passando dalla disfatta contro la Carrarese. Un uragano ha investito squadra e tifosi facendo passare in secondo piano aspetti tecnici e tattici. La vicenda del “WhatsApp-gate” ha scatenato ridicole verginelle e alimentato polemiche e fiumi di parole. Per chiudere la questione, come detto in avvio, dirò che a mio modo di vedere la cosa più grave è che un professionista (e sottolineo la parola professionista) dopo aver svolto male (sottolineo male) il proprio lavoro, invece di riflettere sugli errori e meditare sui rimedi, non pensi ad altro che a cazzeggiare col telefonino attivando una registrazione irrispettosa, sottovalutando con pericolosa superficialità le conseguenze del proprio gesto. Per questa ragione sto con Capuano e con la società che ora più che mai deve stare accanto al tecnico e appoggiarne le scelte (ogni tentennamento sarebbe letale..).

 

Strascichi ed incubi possono essere cacciati solo con una prestazione franca e vittoriosa contro il Prato. Non sarà facile perché la squadra biancazzurra viene dall’aver fermato (prima in stagione) il rullo compressore della Spal di Leo Semplici, perché ci attenderanno rischiando di evidenziare ancora i limiti d’impostazione emersi una settimana fa, ma alternative non ce ne sono. E’ necessario recuperare lucidità da parte di tutti. Da chi va in campo a chi sta in panchina. Chi gioca deve smetterla di guardarsi allo specchio cercando il dribbling in più, il tocco che strappi l’applauso ma che resta fine a se stesso, la giocata da categoria superiore (?) o da videogioco. Da sabato si applaude solo chi tira in porta senza starci a pensare, chi gioca per buttarla dentro (che poi, alla fine, è l’essenza del giochino), chi morde le caviglie avversarie e non perde il pallone a centrocampo per leggerezza.

 

il tentativo di rovesciata di Defendi, palla in curvaNel primo tempo contro la Carrarese l’Arezzo è andato a folate, qualche buon giro palla, un paio di occasioni e tanta confusione con Tremolada più presente nel vivo del gioco ma spesso in difficoltà nel servire compagni che non si smarcavano dalla ragnatela di Remondina (chapeau per preparazione e lettura gara, un altro che siccome non si chiama Gattuso o Mancini continua ad allenare chissà perché nelle serie inferiori). Capece gioca con appoggi di tre metri invece di aprire il gioco come saprebbe. E’ il momento di tirare fuori gli attributi, è l’ora che i due fari della manovra prendano in mano la squadra, perché altrimenti tutto il castello rischia di franare. Non basta l’abnegazione di capitan Gambadori (sabato era sottotono anche lui, a conferma che le “scorie” pesavano eccome ) a reggere da solo il reparto. Davanti Bentancourt lotta tanto ma resta evanescente e verrebbe da auspicare un maggior utilizzo di Mariani che magari non sarà bello da vedersi ma fino ad ora ha mostrato una concretezza assoluta ogni volta che è stato gettato nella mischia. Defendi provi a ricordare di quando da bambino la buttava dentro, magari con un colpaccio di punta! Questo ci serve oggi, gol e vittorie!

 

La confusione sabato ha coinvolto anche il mister, di solito lucido analizzatore della prestazione dei suoi e stavolta invece incorso in variazioni tattiche e sostituzioni che hanno solo aperto praterie alla Carrarese (complice anche la totale resa mentale dei nostri). Forse per rompere il ritmo agli avversari serviva un atto di incoscienza: perso per perso dentro i giovanissimi, più un Masciangelo che un Vinci, la coppia di ragazzini Calabrese-Mariani. In certe circostanze magari è così che si rompono gli schemi e si cambia l’inerzia della gara. Comunque, alla faccia degli ipocriti fustigatori e dei soliti critici che resuscitano a tempo, la curva e lo stadio hanno espresso chiaramente la propria fiducia per Ezio Capuano. Ancora una volta è lui l’uomo che deve condurci in porti sicuri ed è in lui che la stragrande maggioranza dei tifosi ripone la fiducia e la speranza. E’ stata una settimana terribile. Ora basta. Si volti pagina e si vinca sabato sera; non importa questa volta nemmeno convincere, sebbene questa squadra per come è fatta possa farlo solo attraverso il gioco. Quindi carattere, voglia, palle e pochi fronzoli. Vincere non è una speranza né un augurio ma un imperativo irrimandabile.

 

scritto da: Paolo Galletti, 15/10/2015





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