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Il Castello di Battifolle

A poca distanza dal casello autostradale di Arezzo si trova una possente roccaforte medievale, poi trasformata in residenza signorile, dal fascino straordinario: il Castello di Battifolle.
L’antico maniero è raggiungibile salendo circa mezzo chilometro dalla chiesa parrocchiale dell’omonima frazione. Arrivati a una piccola area di sosta, una strada bianca lunga qualche centinaio di metri conduce fin sotto il superbo ingresso della fortezza.



L’antico castello è a circa mezzo chilometro dalla chiesa di BattifolleA poca distanza dal casello autostradale di Arezzo si trova una possente roccaforte medievale, poi trasformata in residenza signorile, dal fascino straordinario: il Castello di Battifolle.
L’antico maniero è raggiungibile salendo circa mezzo chilometro dalla chiesa parrocchiale dell’omonima frazione. Arrivati a una piccola area di sosta, una strada bianca lunga qualche centinaio di metri conduce fin sotto il superbo ingresso della fortezza.
Ci troviamo a 404 metri s.l.m., in una zona che ha cambiato più volte nome nel corso del tempo. Nei primi decenni dell’XI secolo, quando sorse il primo fortilizio, è documentata come Vicione (o Viccione) Piccolo, termine derivante dal romano “vicus”, che indicava un insieme di case e terreni.
Non molto lontano si trovava un altro Vicione, detto Maggiore, che oggi è Viciomaggio.
Il castello entrò presto nelle mire delle potenti famiglie aretine, in quanto si trovava in posizione fondamentale per il controllo della Valdichiana e del Valdarno aretino.
Nel corso del Duecento passò sotto il dominio degli Ubertini che apportarono migliorie al sistema difensivo. In seguito entrò nell’orbita dei Tarlati.
In questo periodo prese probabilmente il nome di Battifolle, dal nome del possente “rivellino” quadrato che rinforzava l’ingresso. Una tradizione dice invece che la denominazione venne dall’avamposto costruito intorno al 1310 dai fiorentini, durante un tentativo di conquista della città di Arezzo.
Nel 1380 Firenze riuscì a impossessarsi definitivamente del castello, che fu ampliato e rinforzato. Nel 1431, però, la struttura non resse all’urto delle truppe di Niccolò Piccinino, celebre condottiero al soldo dei Visconti di Milano.
La sua ricostruzione fu veloce ma nel 1502 fu luogo di nuovi cruenti scontri quando gli aretini, ribellatisi alla Repubblica Fiorentina, sotto la guida di Vitellozzo Vitelli presero possesso con la forza di molti fortilizi del contado. Dopo una strenua difesa, furono tuttavia costretti ancora una volta a sottomettersi.
Nella seconda metà del Cinquecento la rocca divenne proprietà dei Pugliesi, nobile famiglia originaria della zona di Prato. Da qui il nuovo epiteto, “Castel Pugliese”, con il quale è conosciuto oggi. Battifolle rimase l’appellativo del paese.
Il maniero è detto anche Castel Pugliese dalla famiglia che ne fu proprietaria nel CinquecentoNel Settecento il maniero passò ai Buonaccorsi che lo tennero fino agli anni Trenta del secolo scorso, quando fu ceduto ai Principi Borghese.
Negli ultimi anni il castello, che figurava in abbandono, è stato rilevato da una società privata che ne sta curando il recupero. Tuttora sono in corso ingenti lavori che si prefiggono di riportarlo all’antico splendore.
Le trasformazioni che il complesso ha subito nei secoli sono notevoli. L’aspetto attuale è dovuto al rimaneggiamento dei primi del Novecento, quando era in voga il Neomedioevalismo.
Il maniero è circondato da una doppia cinta merlata alla guelfa. Nella parte posteriore si ammira una possente torre, mentre le altre sono state ribassate o integrate nelle costruzioni realizzate dopo il XVI secolo.
Tra i gioielli che si ammirano all’interno del perimetro murario troviamo la villa sviluppata su due piani, il cortile di stampo rinascimentale, la piccola chiesa con il pozzo adiacente e un giardino all’italiana.
Sono tanti i lavori ancora da effettuare, ma quando saranno terminati il castello di Battifolle tornerà a essere un luogo d’incanto.
Già da ora è comunque consigliabile una passeggiata intorno alle mura castellane: tra dolcissime terrazze di ulivi e viti, il panorama sull’intera Valdichiana e sulla città di Arezzo è di straordinaria bellezza.



scritto da: Marco Botti, 10/07/2009