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SERIE C GIRONE A - Play-off e Play-out

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Fabio in trasferta a Gallipoli
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Approccio lucido e aggressivo, occasioni, gol. Poi sofferenza totale. Amaranto luci e ombre

Contro il Prato serviva vincere e i tre punti sono arrivati. Merito di un avvio di gara brillante, con la linea difensiva avversaria attaccata a ripetizione e perforata più volte. Ma dopo il vantaggio, l'Arezzo ha arretrato il baricentro, facendo riemergere i problemi nel possesso palla e nel creare situazioni da rete. Il rientro di Cori sarà fondamentale per Capuano, che sabato si è lasciato alle spalle la curva più pericolosa



capitan Gambadori lotta a centrocampoContava vincere e l’Arezzo ha vinto. L’ha fatto soffrendo troppo e rischiando tanto nel finale, nonostante oltre un'ora in superiorità numerica. Eppure sabato la priorità era il risultato, tutto il resto almeno per novanta minuti è passato in secondo piano. Capuano ha superato indenne la curva più pericolosa da quando siede sulla panchina amaranto. Lo spogliatoio è con lui. Se qualche dubbio era sorto, il derby l’ha fugato. Tre punti che restituiscono un volto più sereno alla classifica e infrangono il tabù Comunale dove gli amaranto non avevano ancora vinto.

Non era scontato al termine di una settimana nella quale il calcio giocato era passato in secondo piano fagocitato dalla sovraesposizione mediatica del caso Sperotto: l’assedio della testate nazionali, il Tapiro consegnato ad Eziolino, l’incursione delle Iene, Ferretti a “La zanzara”. Insomma la partita contro il Prato sembrava un soprammobile. E invece, rappresentava il primo crocevia della stagione.

 

L’espulsione di Grifoni per fallo da ultimo uomo e il rigore trasformato da Capece hanno spaccato la partita. Tatticamente l’Arezzo l’ha vinta nei primi venti minuti quando verticalizzando ha messo in difficoltà il Prato, molto alto con la linea difensiva. Già prima del rigore, Defendi aveva sprecato la palla del vantaggio. Un approccio lucido e aggressivo.

Ma avanti 1-0 è stata un’altra storia. Gli amaranto si sono abbassati ed hanno interpretato la gara in maniera timorosa e passiva. Le scorie mentali della settimana hanno inciso, la condizione precaria di molti ha fatto il resto. E così è venuta fuori una ripresa in costante affanno. Con l’uomo in più la gestione del vantaggio è stata tutt’altro che ottimale. Il Prato ha preso soppravvento a centrocampo e nel finale gli amaranto hanno rischiato un’altra beffa casalinga.

 

Il 4-3-1-2 è ancora un cantiere aperto. Capece dopo un buon avvio, alla distanza si è eclissato. Tremolada è ancora troppo lezioso e dopo un’ora aveva finito la benzina. La palla persa nei minuti finali poteva costare carissima. Se loro due non girano, il resto della squadra fatica. Appare evidente la mancanza di personalità, soprattutto in mezzo al campo.

Questo primo mese e mezzo di campionato ha detto anche che il problema del gol non è stato risolto. Appena 5 reti all’attivo di cui solo 3 su azione. Il rientro di Cori restituisce centimetri e peso là davanti, ma a gennaio servirebbe uno sforzo sul mercato. Sabato contava vincere e la missione è stata compiuta, ma in prospettiva c’è da migliorare e tanto. Se l'ultima prestazione è figlia del can can mediatico o nasconde profondi limiti strutturali e caratteriali della rosa lo dirà la trasferta di Pontedera. Di sicuro sarà una settimana diversa. Dove si tornerà, si spera, a parlare solo di calcio. E di questi tempi in casa amaranto non è poco.

 

scritto da: Andrea Lorentini, 20/10/2015





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