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SERIE C GIRONE A - 27a giornata

RISULTATI CLASSIFICA PROSSIMO TURNO
Carrarese30Gozzano
Renate12Pergolettese
Monza11Arezzo
Siena11Albinoleffe
Juventus U2310Pianese
Olbia10Pistoiese
Pontedera01Alessandria
Giana ErminiorinvComo
LeccorinvPro Patria
Pro VercellirinvNovara
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NEWS

L'Arezzo cerca il tris per cambiare marcia. Duecento tifosi in curva ospiti, la Minghelli si scalda

Quest'anno gli amaranto non sono mai riusciti a mettere insieme tre risultati utili consecutivi. Ci riproveranno oggi contro l'Ancona, avversario temibile con la società in mano a un trust di azionariato popolare. Previsto un buon numero di sostenitori biancorossi sugli spalti. Per vincere servirà l'incoraggiamento della sud e di tutto il pubblico del Comunale



prevista una buona cornice di pubblico per la partita di staseraPrima riflessione: la partita di oggi sarà la prima di un pericoloso tour de force e, da un certo punto di vista, vedendo il calendario, sarà l’unica nell’arco di qualche settimana senza le scorie di una partita ravvicinata giocata qualche giorno prima. Mercoledì poi arriverà il Siena, ma c’è da dire che si tratta di una partita di coppa Italia di Lega Pro, una competizione che ritenere inutile è un eufemismo, visto che persino Wikipedia sottolinea che “tale coppa è l'unica, fra tutte quelle nazionali organizzate dalle varie leghe della Federcalcio, ad avere unicamente un puro valore "onorifico", non distribuendo alcun beneficio sportivo al suo vincitore”. Per mercoledì sarà quindi legittimo un ampio turnover, mentre oggi Capuano schiererà sicuramente la squadra tipo, al netto di infortuni e condizioni fisiche precarie. Per affrontare il Siena col coltello tra i denti basterà aspettare una ventina di giorni, quando andremo al Franchi in campionato!

Seconda riflessione: l’Arezzo, finora, non ha mai inanellato tre risultati utili consecutivi. Un po’ ci si è messa di mezzo la sfortuna (gol allucinante da 35 e passa metri alla prima uscita in casa), un po’ una circostanza del tutto eccezionale (l’infortunio dell’arbitro a Savona), per non parlare poi del polverone mediatico sollevatosi più di tre settimane fa. Per il resto, a onor del vero, è anche demerito degli amaranto, che ancora sembrano non riuscire a innestare la marcia giusta per spiccare il volo. Ecco perché la partita con l’Ancona presenta risvolti interessanti. Si dice che “tre indizi fanno una prova”: un risultato utile potrebbe appunto essere la prova che questa squadra riuscirà a raggiungere il proprio obiettivo con una certa tranquillità, che poi è ciò che tutti noi ci auguriamo!

 

un volantino di SosteniamolAncona, il trust che detiene l'88% delle quoteTerza riflessione: l’Ancona attuale, onestamente, mi rimane simpatico, perché è la prima squadra in Italia ad appartenere ai propri tifosi (oggi saranno circa 200 in curva ospiti). Non è forse il sogno di ogni appassionato avere in mano la squadra della propria città? Per ora, a giudicare dai risultati, il lavoro fatto sembrerebbe buono. Bisognerà vedere in futuro, quando l’ex presidente non pagherà più l’iscrizione della squadra al campionato, se il “Supporter trust” che detiene la maggioranza delle quote riuscirà a sobbarcarsi le ingenti spese di gestione, ma al momento limitiamoci a vedere i dorici come una nuova speranza affinché il calcio torni nelle mani di chi ci mette la passione. Simpatie a parte, però, nel nostro cuore ci sono solo gli amaranto e la voglia di vederli vincere supera ogni altro pensiero. Per cui, ci fermiamo qui con le riflessioni a freddo, e iniziamo a scaldare i motori, perché tra poco l’Arezzo riparte, lo stadio si riapre, i riflettori si riaccendono e i settori si ripopolano.

 

In corpo, la solita emozione tutte le volte che gli amaranto vanno in campo: un misto di preoccupazione (perché gli altri non son male) e di fiducia (perché la nostra squadra può battere chiunque); di ansia (quanto durano quei minuti prima del fischio d’inizio!) e di passione (perché in fondo è lo sport che più amiamo e la squadra che tifiamo). Insomma, noi sappiamo perché non stiamo a casa e perché non ci basta nemmeno il divano, Sportube o la buona vecchia radio! Se anche il gioco espresso non è spumeggiante, allo stadio non ti annoi. Davanti a uno schermo, magari, sì. Se anche la squadra va sotto, allo stadio continui a cantare, ti senti trasportato da chi canta attorno a te, senti l’orgoglio che scorre nelle vene quando canti “non mollare mai” o “forza ragazzi”; a casa, prende lo sconforto e basta! Se segniamo, a casa l’esultanza è breve, fugace. Poi magari guardi il replay del gol, ti scappa un sorriso e stop. Allo stadio è un’esplosione di gioia: è un tripudio condiviso, è l’abbraccio all’amico, è il “Forza Arezzo alé” sulle note della Marcia Trionfale di Verdi cantato a squarciagola subito dopo… non c’è paragone, insomma. Per questo motivo, ancora una volta, l’appello è uno solo: “tutti allo stadio” e “tutto lo stadio”. “Gli amaranto han bisogno di noi!”


scritto da: Luca Amorosi, 31/10/2015





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