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Comincia il ciclo terribile e l'Arezzo ha un problema da risolvere: il gol. E il mercato è lontano

Domani il Siena in Coppa, poi Teramo e Savona in trasferta, quindi la Lucchese al Comunale: quattro partite in due settimane per capire meglio il reale valore di una squadra che sta convincendo a metà. Se in difesa i numeri premiano gli amaranto, in attacco sono preoccupanti: quello di Capuano è il terz'ultimo reparto offensivo del girone. E la campagna trasferimenti invernale non è dietro l'angolo



la formazione amaranto schierata contro l'AnconaUna cosa è certa. Quest'anno tra l'Arezzo e il Comunale c'è una sorta di maledizione. Con la traversa colpita sabato da Panariello contro l’Ancona fanno cinque legni in altrettante gare casalinghe. Se il colpo di testa del difensore fosse entrato, probabilmente saremmo qua a commentare una vittoria. Ed invece gli amaranto collezionano il secondo pareggio consecutivo, il quarto stagionale che allunga la striscia positiva (cinque punti in tre partite), ma che lascia un po’ di amaro in bocca e strascichi dall'infermeria con Defendi che rischia un mese di stop.

Giustificare lo 0-0 contro l’Ancona solo con la sfortuna sarebbe, però, riduttivo e fin troppo superficiale. L’Arezzo non ha vinto soprattutto perché sono emersi una volta di più i limiti offensivi della squadra. Davanti manca la cattiveria e l’istinto del gol. Né Cori, né Defendi, né tanto meno Bentancourt sentono, come si dice in gergo, la porta. Anche contro l’Ancona per un motivo o per l’altro sono arrivati con un attimo di ritardo all’appuntamento con il gol. L’attimo che fa la differenza tra chi è bomber e chi non lo è. I numeri inchiodano gli attaccanti. In otto partite il reparto offensivo ha prodotto appena tre reti. Di cui solo due decisive per il risultato. La girata di Cori alla prima giornata a Santarcangelo che è valsa l’1-1 e la zampata di Defendi che ha regalato il successo sul Tuttocuoio. Ininfluente, invece, il tocco sotto di Mariani contro la Carrarese. I numeri dicono che l'Arezzo ha il terz'ultimo attacco del girone. Peggio hanno fatto solo Pistoiese e Tuttocuoio.

 

Cori arriva in leggero ritardo sul cross di MasciangeloIl discorso è, però, più ampio. E coinvolge l’intera manovra offensiva. Di palloni giocabili alle punte ne arrivano troppo pochi. Il vero problema sta a centrocampo dove il gioco fatica a decollare. Il 4-3-1-2 è strutturato perché l’azione inizi e si sviluppi dal vertice basso del rombo. Nell’Arezzo questo accade di rado. Con la conseguenza che Capece finisce per lunghi tratti della partita ai margini, quando dovrebbe al contrario esserne il fulcro, il perno intorno al quale gira il resto della squadra. Tremolada si abbassa troppo sovrapponendosi al regista e lasciando isolati gli attaccanti. Se il 10 gioca a cinquanta metri dalla porta invece che venti, incide molto meno. L’ex interista appare in crescita, ma continua a peccare di continuità. Contro l’Ancona dopo un buon primo tempo è calato alla distanza.

Soluzioni vanno trovate in fretta, anche perché il mercato è lontano (Capuano ha già annunciato che a gennaio ci saranno cambiamenti). Il campionato e soprattutto il calendario non attendono. La sfida all’Ancona è stata la prima di un tour de force che vedrà l’Arezzo scendere in campo quattro volte nelle prossime due settimane. Domani sera al Comunale arriva il Siena per la Coppa Italia, poi trasferta domenica a Teramo, quindi tre giorni dopo il recupero di campionato a Savona, per finire con il derby casalingo contro la Lucchese. Un ciclo di ferro al termine del quale potremo davvero capire le reali potenzialità di una squadra che al momento convince a metà. Quadrata in difesa, in cerca d’identità a centrocampo e in attacco.

 

scritto da: Andrea Lorentini, 03/11/2015





Arezzo-Ancona, zero gol e tante mischie

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