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SERIE C GIRONE A - 27a giornata

RISULTATI CLASSIFICA PROSSIMO TURNO
Carrarese30Gozzano
Renate12Pergolettese
Monza11Arezzo
Siena11Albinoleffe
Juventus U2310Pianese
Olbia10Pistoiese
Pontedera01Alessandria
Giana ErminiorinvComo
LeccorinvPro Patria
Pro VercellirinvNovara
MONDO AMARANTO
Giacomo a Santorini
NEWS

Il derby è fuori casa, Capuano ci guadagna. I numeri promuovono l'Arezzo versione trasferta

Siamo a un terzo del campionato e si possono fare le prime analisi statistiche. Se davanti al pubblico amico il rendimento della squadra è deficitario (tre ko, solo 5 punti in sei gare), quando gli amaranto giocano lontano dal Comunale cambiano volto: zero sconfitte e appena 3 reti al passivo sono tra i dati migliore del girone. La gestione del risultato è l'aspetto su cui l'allenatore deve lavorare di più



Tremolada carica il sinistro del gol a TeramoArchiviato il primo terzo del campionato, ci sono alcuni ragionamenti che possono essere fatti sulle cifre, e sono ragionamenti che magari è ancora presto per definire preoccupanti, ma che meritano comunque le dovute attenzioni.

 

La media punti, innanzi tutto. L’Arezzo ha totalizzato 12 punti in 11 gare, il che significherebbe, andando avanti con questo passo, arrivare alla trentaquattresima giornata a quota 37. Usando come parametro di riferimento le classifiche dello scorso anno, avrebbe significato play-out nel girone A e nel girone B (dove il fanalino di coda fu il San Marino a quota 36) e salvezza diretta solo nel raggruppamento C.

Questo andamento presenta differenze notevoli: è deficitario il rendimento casalingo, dove i 5 punti in sei partite rappresentano un bottino tra i più magri del girone: peggio degli amaranto, tra le mura amiche, solo Lupa Roma (5 sconfitte su 5 partite interne) e Lucchese (4 punti in 5 gare); anche le 4 reti segnate in casa pongono l'Arezzo davanti alle sole Prato e Pistoiese, entrambe a quota 2.

A fare da contraltare a questa tremenda fatica nelle gare interne, va detto, c’è il rendimento esterno: cinque partite senza sconfitte, quattro pari e una vittoria, sole 3 reti al passivo (secondo miglior dato di tutto il girone).

 

L’Arezzo di Capuano sembra dunque una squadra un po’ contratta, che ha bisogno di avere in primo luogo una maggior fiducia in se stessa. Il rendimento esterno migliore di quello interno, è una sorta di cartina al tornasole: al “Città di Arezzo” gli amaranto hanno più paura di sbagliare – ma questo non ce lo dicono le cifre, quanto piuttosto le partite – e spesso finiscono per farlo.

Poiché per una volta ci troviamo a poter valutare una squadra guidata dallo stesso allenatore dell’anno precedente, come non ci capitava dal 2000, è inevitabile che vengano fatti dei paragoni tra l’Arezzo-targato-Capuano prima versione e quello di quest’anno.

Ovviamente, ci sono analogie e differenze, dovute a vari fattori. Il diverso tasso tecnico delle due squadre, il diverso grado di esperienza, il diverso spessore delle avversarie stanno portando l’Arezzo a fare un campionato completamente differente da quello della stagione scorsa, e purtroppo, buttando tutto sul piatto, non in senso positivo.

 

Alle ormai storiche difficoltà delle squadre di Capuano a fare gol, infatti, si aggiungono alcuni altri elementi caratteristici di questa stagione che fanno quasi pensare, paradossalmente, che questa non sia la “tipica” squadra del mister. Quello che fa accendere la spia rossa, però, è che l’Arezzo, una volta passato in svantaggio, solo in una circostanza è riuscito a raddrizzare le sorti della gara, agguantando il pari alla prima di campionato a Sant’Arcangelo di Romagna.

Di contro, per ben quattro volte è andato in vantaggio per 1-0 e non ha portato a casa i tre punti, due volte in casa e due fuori. Per tre volte, al fischio finale è arrivato un pareggio per 1-1 (contro Pisa, Pontedera e Teramo), domenica scorsa addirittura la sconfitta contro la Lucchese, una squadra che sembrava davvero allo sbando e che gli amaranto hanno purtroppo rimesso in carreggiata.

 

scritto da: Roberto Gennari, 20/11/2015





Capuano รจ carico: ''A Siena la partita che ci voleva''

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