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SERIE C GIRONE A - Play-off e Play-out

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Controriforma tattica: tre in difesa, una punta, aspettare e ripartire. L'Arezzo così è più solido

Da quando Capuano disegnò per la prima volta il rombo a centrocampo, nell'intervallo della gara d'esordio a Santarcangelo, è passata molta acqua sotto i ponti. E il campo ha detto che con il 3-5-1-1 la squadra ci guadagna in robustezza. Inutile tentare di fare possesso e di attaccare con tanti elementi, se poi mancano uomini, personalità e qualità. Meglio valorizzare il trio Madrigali-Panariello-Monaco, aggredire e appoggiarsi su Tremolada, che nelle ultime settimane è cresciuto moltissimo. Bisogna però migliorare il rendimento interno e quello contro la Lupa sarà un bel test



Monaco francobolla Mastronunzio nel derby di SienaAnche se i play-out sono soltanto 2 punti sotto, l'Arezzo è tornato da Siena con alcune certezze in più. La prima è il modulo. La seconda è l'atteggiamento tattico. La terza è Tremolada. L'ordine d'importanza può essere variabile, ma i tre fattori sono strettamente legati.

 

Il 3-5-1-1 sta diventando di nuovo l'abito migliore per la squadra. Il campo ha dato i suoi responsi e non si può fare finta di niente. Dall'esordio di Santarcangelo fino a oggi, è passata diversa acqua sotto i ponti. Capuano in Romagna cambiò faccia ai suoi nell'intervallo, disegnando per la prima volta il rombo, Cori pareggiò con un gran gol e sembrò l'inizio di una nuova era, anche perché la prestazione contro L'Aquila, sei giorni dopo, fu oggettivamente bella, intensa, spettacolare ancorché sfortunata. Il gol di Bensaja al 93' resterà maledetto per l'eternità: sporcò una partita da applausi e, col senno di poi, minò l'autostima che il rinnovato Arezzo di quest'anno stava cercando. Difatti novanta minuti come quelli gli amaranto non li hanno più tirati fuori. Hanno esibito qualche sprazzo piacevole, ma giocando più di rimessa che tenendo il pallino. E' vero che 4-3-1-2 non significa necessariamente possesso prolungato e propensione offensiva, come 3-5-1-1 non è sinonimo di baricentro basso e contropiede. Però la tendenza è quella lì, anche perché una seconda punta da mettere vicino a Cori non c'è (Defendi è rotto, Bentancourt non va e Calabrese sta diventando un mistero). Inoltre questo modulo a Capuano piace più degli altri. E alla squadra, a colpo d'occhio, pure. Se bisogna scalare la classifica, l'Arezzo lo farà con una difesa arcigna, solida e capitalizzando il golletto davanti. Una sorta di controrifoma tattica.

 

Raffaele Esposito, vice di CapuanoPunto due. L'atteggiamento sta diventando simile a quello di un anno fa. L'Arezzo segna poco (finora mai più di un gol a partita) e, eccezion fatta per le amnesie con Carrarese e Lucchese, subisce pochino (finora mai più di un gol a partita). Visto che assortire due punte in attacco è complicato, che la mediana a tre resta la soluzione più pragmatica e redditizia e che la difesa con tre centrali è la più impermeabile agli assalti avversari, ecco che il modulo del futuro è un ritorno al passato, cioè a quell'architrave che un anno fa era un porto sicuro. La rosa attuale ha caratteristiche tecniche e anagrafiche differenti, ma il percorso sta arrivando a buon punto. Inutile impazzire per manovrare con continuità e attaccare con tanti elementi: alla squadra in questo momento mancano uomini, personalità e anche un tasso tecnico maggiore. Più intelligente valorizzare il trio Madrigali-Panariello-Monaco, sperare che Baiocco superi il momentaccio e alzare l'asticella del cinismo sotto porta, aspettando, pressando e e attaccando gli spazi.

Anche perché, e siamo al terzo fattore, Tremolada sta crescendo in modo evidente. Al di là del gol e dell'assist, colpi decisivi che a lui sono richiesti perché connaturati al ruolo, il 10 adesso è dentro il gioco e non ai margini, con un surplus di carattere e temperamento che è la lieta novella delle ultime settimane. La bella prova di Siena, dopo giorni travagliati per tutti, assume maggior valore anche alla luce dell'importanza del derby. Ovvio che uno come lui, amante della palla verticale, si troverebbe meglio con un paio di attaccanti davanti e almeno un centrocampista abile a inserirsi. Ma bisogna pure adeguarsi alla realtà e va riconosciuto che Tremolada, rispetto all'avvio di stagione, sta governando la zona che fu di Erpen con miglior raziocinio.

E dunque avanti così. Con una veste tattica che Capuano conosce come le sua tasche. E con la necessità di dare un'impennata al rendimento interno. La Lupa, in relazione a ciò, sarà un bel test. 

 

scritto da: Andrea Avato, 24/11/2015





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