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il Ghigo agli allenamenti della squadra
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Cinque rimonte subìte e un mese e mezzo senza vittorie. Aspettando la svolta che non arriva...

Vedendo l'Arezzo, a molti tifosi sarà tornato in mente Godot, il personaggio di Beckett atteso all'infinito. Gli episodi contrari d'inizio stagione, i quattro legni colpiti, gli infortuni di uomini chiave hanno rappresentato e rappresentano ancora un alibi concreto. Ma la squadra, nonostante un rendimento esterno apprezzabile, non è mai decollata. E non basta il secondo tempo grintoso di sabato per archiviare senza preoccupazione l'1-1 contro la Lupa Roma. A Pistoia gli amaranto devono battere un colpo



la formazione amaranto scesa in campo contro la Lupa RomaPer spiegare l’Arezzo in versione casalinga potremmo perfino scomodare il paragone con il signor Godot della celebre opera teatrale di Beckettt. Colui che era atteso sulla scena, ma che alla fine non arrivava mai. Al comunale è un Arezzo che indossa i panni di Godot: una svolta che nemmeno contro la Lupa Roma si è concretizzata. A nulla è servito il gol di Cori, bello quanto illusorio che il finale stavolta potesse essere differente. Ed invece siamo qua ad aspettarlo ancora l'Arezzo, sperando che non sia inutile come per il personaggio di Beckett.

In casa i conti non tornano: una sola vittoria, datata 17 ottobre contro il Prato. In totale 6 punti conquistati su 7 gare giocate. Una media al di sotto del minimo richiesto per la salvezza. Certo, ad inizio stagione la sfortuna ci ha messo lo zampino (vedi i quattro legni colpiti con in 180 minuti con l’Aquila e Pisa), ma non può rappresentare un alibi.

Come se non bastasse, contro la Lupa Roma è andato in scena un film già visto. Avanti 1-0, l’Arezzo si è fatto rimontare. Invece che chiudere la partita, la squadra si è accontentata, seduta, finendo per allentare la concentrazione. Emblematica l’azione da cui nasce l’1-1. L’harakiri confezionato da Panariello e Baiocco è da antologia dell’orrore calcistico. A cambiare il giudizio non basta una ripresa grintosa, in inferiorità numerica. Il colpo di testa nel finale di Madrigali, salvato dal portiere, acuisce semmai i rimpianti.

Con quella di sabato sono cinque le occasioni nelle quali gli amaranto non hanno saputo gestire il risultato da una situazione di vantaggio. Era già accaduto contro Pisa, Pontedera, Teramo e Lucchese. Puniti da amnesie che si ripetono con preoccupante frequenza. 

Capuano ha parlato di un’annata nella quale sta girando tutto storto. Gli infortuni di uomini chiave (Feola, Carlini, Defendi) non hanno certo agevolato il compito dell’allenatore. A questi vanno aggiunti limiti strutturali della rosa: Baiocco non offre sicurezza tra i pali, Capece non garantisce la necessaria personalità a centrocampo, Bentacourt è rimasto sempre un oggetto misterioso.

La vittoria manca da un mese e mezzo. Dopo il rigore di Capece che piegò il Prato, sono arrivati sei pareggi e una sconfitta nelle successive sette giornate. I numeri dicono che questa squadra, al di là dell’imbattibilità esterna, non è mai decollata. Un’involuzione che la sta facendo lentamente, ma inesorabilmente avvicinare al limite del precipizio.

Domenica a Pistoia l'Arezzo deve battere un colpo, altrimenti l'attesa rischia di diventare inutile. Come per il Godot di Beckett.

 

scritto da: Andrea Lorentini, 30/11/2015





Arezzo-Lupa Roma, immagini dagli spalti

Arezzo-Lupa Roma 1-1
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