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SERIE C GIRONE A - Play-off e Play-out

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Un punto in cinque giornate, attacco sterile e pure il tabù rigori. La Pistoiese all'ultima spiaggia

Dopo un buon inizio gli arancioni sono andati in calando, finendo dentro la zona play-out. La panchina di Alvini è a rischio e senza un risultato positivo domenica, la società potrebbe prendere decisioni drastiche. Il problema principale della squadra è la difficoltà nell'andare in rete (peggior reparto offensivo del girone), con quattro rigori a favore e altrettanti errori dal dischetto. La difesa invece è solida e in casa ha subìto soltanto 3 gol. Gli ultimi due precedenti si sono chiusi sull'1-1



Pistoiese in zona play-out dopo 13 giornate (foto uspistoiese1921.it)Domenica altra sfida importante in chiave salvezza per l’Arezzo, ospite della Pistoiese in un derby che, classifica alla mano, può incidere molto sul cammino presente e futuro di entrambe le squadre. I padroni di casa seguono gli amaranto di 3 punti.

La società del presidente Ferrari, dopo la tranquilla salvezza della scorsa stagione ottenuta con un tredicesimo posto, ha deciso di non proseguire il rapporto con Stefano Sottili, che a febbraio era subentrato a Cristiano Lucarelli, decidendo di puntare forte su Massimiliano Alvini. Il mister, principale artefice del “miracolo” Tuttocuoio (tre campionati vinti in sette stagioni alla guida dei neroverdi), dopo un inizio incoraggiante (8 punti alla sesta giornata), è finito nell’occhio del ciclone a causa dei pessimi risultati maturati nelle ultime settimane, che hanno fatto scivolare gli arancioni in piena zona retrocessione. Vengono imputati alla squadra e di conseguenza all'allenatore la mancanza di piglio, la scarsa voglia di lottare e combattere e soprattutto di concretezza e cattiveria nella manovra offensiva. Molto probabilmente, in caso di risultato negativo, la società deciderà di rimuovere Alvini dall'incarico, puntando su un nuovo allenatore.

 

In estate la rosa degli arancioni è stata ampiamente rinnovata dal direttore sportivo Nelso Ricci, navigato ed esperto dirigente ex Siena e Livorno, che ha deciso di riconfermare solo una manciata di giocatori: Di Bari, Falasco, Vassallo, Mungo e l'estroso Piscitella, puntando sull’età media della rosa per ottenere i benefici economici della legge Melandri.

Per salvare la panchina Alvini si affiderà al consueto 4-3-1-2 (con la variante del 4-2-3-1), suo vero e proprio marchio di fabbrica, con Iannarilli tra i pali, proprietà Pavia, lo scorso anno a Gubbio, estremo reattivo e dotato di buon senso della posizione, probabilmente tra i più positivi degli arancioni in questo inizio stagione. Gli fa da vice il Gabriele Marchegiani, figlio d’arte, classe ‘96, in prestito dalla Roma, che per ora ha trovato spazio solo in Coppa.

In difesa consueto ballottaggio a destra tra Placido, 20enne in prestito dalla Samp, nella stagione scorsa a Pordenone, e Lanini, classe ’94 arrivato dall’Entella, giocatore di gamba e fisicità, che ama molto attaccare, in gol contro la Maceratese. A sinistra dovrebbe spuntarla Falasco (nel 2014/15 protagonista di un'ottima annata in maglia arancione) sullo spagnolo Juan Cruz, ex Carrarese e San Marino, mancino naturale, cresciuto nel settore giovanile dell'Atletico Madrid. La coppia centrale sarà formata da capitan Di Bari, coriaceo difensore classe ’83, che in carriera ha vestito anche le maglie di Taranto, Hellas e Cosenza, e da Pasini, proprietà Genoa, rientrato a Pistoia dopo che negli ultimi sei mesi della stagione scorsa ha indossato la casacca del Carpi con cui ha conquistato la serie A, seppur da comparsa. Le alternative del reparto sono rappresentate dai giovani Dondoni, Romiti e Sammartano, ex Roma, fino ad oggi poco utilizzati.

 

Piscitella si fa parare uno dei quattro rigori falliti dagli arancioni (foto uspistoiese1921.it)A centrocampo quasi certi di una maglia da titolare Max Taddei, ’91 ex Savona, regista dai piedi buoni, giocatore a cui Alvini ha affidato le chiavi del gioco, e Vassallo, scuola Palermo, mezz'ala dinamica, veloce e dallo spiccato carattere. A chiudere il terzetto nella mediana uno tra Petriccione (classe ’95, capitano della Primavera della Fiorentina nella scorsa stagione), Mungo (rimasto a Pistoia nonostante la serrata corte del Lanciano, bravo tecnicamente che può agire anche da trequartista, in rete contro la Spal) e Damonte (piedi buoni, forte nel gioco aereo dall’alto del metro e 90 di altezza), nell’ultima stagione a Messina e in gol contro la Lupa.

Tra le linee agirà Lo Sicco, trequartista palermitano, bloccato per alcune settimane da un fastidioso infortunio muscolare, anche se non è da escludere il rilancio di Piscitella, cresciuto nella Roma e in ombra fino ad oggi dopo le sette reti e le giocate di classe della stagione precedente, che lo avevano portato alla ribalta come uno dei migliori giovani dell’intera Lega Pro.

L’attacco dovrebbe ruotare attorno all’ex Davide Sinigaglia (tre reti in campionato contro Lupa, Rimini e Lucchese). Per l’ultima maglia da titolare ballottaggio tra Merini (scuola Lazio, lo scorso anno nove centri a Carrara) e Rovini (seconda punta classe ’95, proprietà Udinese, abile sui calci piazzati e bravo dalla distanza).

 

La Pistoiese arriva alla sfida di domenica in palese difficoltà, con un punto conquistato (Pontedera) nelle ultime cinque gare e una cronica difficoltà in zona gol: con la miseria di sei reti segnate ha il peggior attacco del girone. Tutto questo condito dall’allarmante dato sui tiri dal dischetto: 4 rigori sbagliati su 4 concessi. Errori di Piscitella, Di Bari e due volte Sinigaglia, che hanno fatto perdere punti importanti agli arancioni.

La squadra era partita per far bene ma dopo un inizio positivo si ritrova invischiata in zona play-out, con un allenatore, sulla graticola nonostante in settimana il Ds Nelso Ricci lo abbia difeso a spada tratta. Di contro la Pistoiese è solida in difesa (subisce pochi gol, 12 in totale, solo 3 al Melani) e discreta a centrocampo, reparto con buone potenzialità e individualità.

L’ultimo precedente tra le due compagini risale al gennaio 2014, campionato di serie D, quando l’Arezzo guidato da Mezzanotti impattò per 1-1: vantaggio di Carfora direttamente dalla bandierina e pareggio arancione di Minincleri, risultato che spense definitivamente le residue speranze di promozione diretta da parte degli amaranto. 1-1 anche nel 2009: esordio di Ugolotti sulla panchina amaranto, vantaggio arancione con Guerri e pareggio di Bondi di testa.

 

scritto da: Mauro Guerri, 04/12/2015





Pistoiese-Arezzo 1-1, le immagini della partita

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