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Più uscite che entrate, l'Arezzo ricapitalizza. OA rischia di chiudere: ''dai tifosi solo mugugni''

Intervista al presidente del Comitato che detiene il due per cento del capitale sociale. Cucciniello: ''Non abbiamo grande forza economica e c'è il pericolo di non poter mantenere la quota di minoranza. In quel caso verrebbe meno il senso della nostra azione e la storia finirebbe qua. Stato d'animo? Deluso e incazzato. Abbiamo offerto alla piazza una grande opportunità e nessuno l'ha voluta cogliere, in parte nemmeno Ferretti. Purtroppo la gente preferisce criticare piuttosto che dare una mano''



Roberto Cucciniello, presidente di Orgoglio Amaranto''Se riusciremo a far fronte alla ricapitalizzazione, bene. Altrimenti la storia di Orgoglio Amaranto finisce qua''. E' deluso, scoraggiato e molto incazzato Roberto Cucciniello, il presidente del Comitato che dal 2010 detiene una piccola percentuale del capitale dell'Arezzo: prima l'un per cento, poi il due per cento conservato nel corso degli anni sotto le gestioni di Massetti, Severini e Ferretti. 

 

Ma adesso siamo a un bivio decisivo. Perché?

"Perché a giorni conosceremo i dettagli del bilancio chiuso al 30 giugno. E capiremo quanti soldi dovrà versare OA per ricapitalizzare in quota parte''.

Andiamo con ordine. Che ci sarà bisogno di ricapitalizzare è sicuro?

''Credo proprio di sì. Non conosco ancora i dati precisi alla virgola, ma visti i costi di gestione mi aspetto una ricapitalizzazione importante, nell'ordine di qualche centinaio di migliaia di euro''.

Questo cosa significa per la salute dei bilanci dell'Arezzo?

''Significa che le uscite hanno superato di gran lunga le entrate e che c'è necessità di immettere capitali freschi. Il bilancio del prossimo anno, considerando gli introiti della legge Melandri e i maggiori ricavi dal marketing, immagino che sarà di minor impatto. Anche perché il budget per i tesserati è rimasto all'incirca lo stesso''.

E' uno scenario imprevisto oppure no?

''No, tutt'altro. Signori, la Lega Pro ha i suoi costi e non si scappa. Considerando tutto, ci vogliono un paio di milioni all'anno, che non sono noccioline, ma da noi sembra che si faccia finta di non vedere e non capire. Si parla tanto e si fa pochissimo, mentre invece OA poteva essere un'opportunità incredibile. Nessuno l'ha saputa cogliere e me ne dispiaccio. Spesso ci hanno guardato con ironia e disprezzo senza motivo''.

Il riferimento è a chi?

''A tanti tifosi che magari nemmeno vengono allo stadio. Però criticano noi che abbiamo portato avanti un progetto concreto, criticano la società che non compra un centravanti, l'allenatore che sbaglia i cambi. Non risparmiano nessuno ma alla partita non si vedono mai. Troppo facile''.

La domanda è: OA non riuscirà a sostenere i costi della ricapitalizzazione?

''La nostra forza economica è limitata. Se non ottemperiamo agli impegni di legge, il 2 per cento passerà all'azionista di maggioranza''.

E in quel caso?

''Fine, stop, basta. Senza la possibilità di promuovere l'azionariato popolare perderemmo il senso della nostra azione. OA era nato per questo. Se lo scenario cambia, chiudiamo la baracca''.

C'è anche un'autocritica da fare da parte del comitato?

''Può essere, solo chi non fa non sbaglia. Ma ci siamo scontrati con quest'atteggiamento insopportabile di tanta gente che preferisce curare il proprio orticello senza guardare più in là. Per migliorare le cose, anche nel calcio, servirebbe mettere una piccola pietra da parte di tanti. Era quello che speravamo accadesse, invece ho sentito solo mugugni. Ma in pochi hanno dato una mano''.

Questa opportunità che offriva il comitato non l'ha persa anche Ferretti?

''Non saprei cosa dire. In parte non l'ha colta nemmeno lui''.

Anche perché l'inizio della fine è stata l'estromissione di OA dal Consiglio d'amministrazione. O no?

''Fu frutto di un malinteso, ma il danno è stato più formale che sostanziale. In realtà, in qualità di soci di minoranza, le nostre azioni di controllo abbiamo potuto portarle avanti lo stesso, anche fuori dal Cda''.

Ora che succede?

''Entro fine anno sapremo. Ma io sono veramente deluso. Di iniziative ne abbiamo portate avanti moltissime, ci siamo dotati di una sede funzionale, ci siamo sbattuti per esclusivo amore dell'Arezzo. La risposta è stata quasi sempre l'indifferenza. L'importante qua è solo criticare e mugugnare''. 

 

scritto da: Andrea Avato, 04/12/2015





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