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SERIE C GIRONE A - Play-off e Play-out

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Amaranto con i cerotti: a Pistoia è vietato perdere. Capuano e una rosa che si fa sempre più corta

Defendi fuori, Feola fuori, Vinci fuori, Panariello fuori: dopodomani alcune scelte di formazione saranno obbligate, ma l'Arezzo non può consentirsi passi falsi. Finora l'imbattibilità esterna è stata l'appiglio per tenersi sopra la zona play-out, ma un risultato negativo costerebbe l'aggancio della Pistoiese a quota 14. L'allenatore non a caso sta pensando al 3-5-1-1 per neutralizzare l'attacco più asfittico del girone. Poi a gennaio bisognerà rinforzare l'organico con oculatezza e senza ambiguità



Capuano osserva Brumat durante l'amichevole di ViciomaggioLa Pistoiese all'ultima spiaggia e l'Arezzo incerottato come poche altre volte in stagione. Defendi fuori (fino a gennaio), Feola fuori (distorsione alla caviglia), Vinci fuori (praticamente Capuano non lo ha mai avuto a disposizione), Panariello fuori (squalifica): mettere su la formazione sarà più complicato del solito. O più agevole, dipende dai punti di vista.

In ogni caso Alvini, a sentire i rumors da Pistoia, domenica si gioca la panchina. Capuano invece si gioca soltanto una partita molto delicata e quindi è messo meglio. Anche perché gli arancioni segnano pochissimo mentre gli amaranto in trasferta tirano fuori qualcosa in più sul piano del carattere e della personalità. In casa si squagliano e non sanno gestire, lontano dal Comunale hanno un piglio diverso. Dipenderà dalle pressioni o chissà da cosa, ma è così.

 

Quella di dopodomani è una partita impossibile da sottovalutare. Basta guardare la classifica per capire che una sconfitta vorrebbe dire aggancio a quota 14, con tutte le conseguenza del caso. Per fortuna c'è anche Lucchese-Teramo e non potranno vincere tutte e due, ma è bene fidarsi solo di se stessi. L'imbattibilità esterna, al di là dell'aspetto statistico e psicologico, finora è stata l'appiglio che ha tenuto la squadra a galla e conservarla fino a Natale garantirebbe di stazionare sopra la zona pericolosa.

Qualche arma per tornare indietro con il sacco pieno, l'Arezzo ce l'ha. Capuano sta pensando al 3-5-1-1 non a caso: tenere la squadra compatta, aggredire con costanza, evitare di prendere gol contro l'attacco più asfittico del girone, sarebbe già metà dell'opera. Poi ci vorrà il solito lampo di Tremolada, l'unico che ha nel piede il colpo sopra le righe. Quando gioca con il solo Cori di punta, il trequartista ha meno spazi e meno soluzioni, ma bisogna fare di necessità virtù.

L'importante è che alle sue spalle facciano legna in abbondanza. Pugliese, destinato a rimpiazzare Feola, non va nella mischia da un po' e dopodomani non può concedersi amnesie. Gambadori torna da ex in uno stadio in cui ha vinto il campionato: conoscendone il carattere, darà l'anima senza dubbio. Destinato alla panca Bentancourt, spremuto senza risultati in questi mesi; destinato alla panca Calabrese, che per caratteristiche Capuano proprio non vede.

 

Insomma, la partita è scivolosa e l'Arezzo non deve sbagliarla. Certo è che la rosa, tra infortuni, rescissioni e bocciature, si è fatta corta. A gennaio bisognerà intervenire, privilegiando la qualità sulla quantità. E soprattutto affrontando in modo serio i problemi, con oculatezza e senza le solite ambiguità del passato: in ballo c'è la salvezza della squadra e non si può scherzare con il fuoco.

 

scritto da: Andrea Avato, 04/12/2015





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