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Limiti strutturali e sprazzi d'orgoglio. L'Arezzo e un'annata maledetta che va riaggiustata

Il gol di Bentancourt a cinque minuti dalla fine poteva rappresentare una svolta decisiva per l'attaccante uruguaiano e anche per la squadra. Invece sono bastati 180 secondi per il pareggio della Pistoiese che ha allungato la lista dei rimpianti stagionali. Se Capuano gioca a cinque dietro, ne guadagna in solidità ma perde incisività in attacco. Se gioca con il rombo, le occasioni da gol aumentano ma aumentano anche i rischi per Baiocco. A gennaio, con il mercato aperto, bisognerà intervenire con raziocinio. Ma prima ci sono Spal e Maceratese



l'Arezzo di quest'anno è un bel rebus per Capuano...Al minuto 85 di Pistoiese-Arezzo, quando la rasoiata di Bentancourt si è infilata all’angolino, in molti avranno pensato che la stagione dell’Arezzo potesse essere ad una svolta. Il primo gol dell’uruguaiano dopo tre mesi e mezzo da oggetto misterioso che regalava la vittoria in uno scontro diretto fondamentale. Una rete che sembrava poter cambiare la stagione sua e quella degli amaranto.

Ed invece sono bastati appena 270 secondi, tre giri di orologio, per riportare tutti alla dura e cruda realtà di questa stagione. L’incredibile rovesciata di Di Bari ha certificato l’ennesima rimonta subita, la sesta dall’inizio del campionato. Dopo quelle contro Pisa, Pontedera, Teramo, Lucchese e Lupa Roma. Ancora una volta i minuti conclusivi sono stati fatali. Un refrain al quale ormai ci siamo abituati.

Alla vigilia, considerate anche le tante assenze, tutti o quasi concordavano sul fatto che a Pistoia fosse importante non perdere per tenere gli arancioni a distanza. Complessivamente, per quello che si è visto in campo, il pari è il risultato più giusto. Altrettanto evidente che se vai in vantaggio a 5 minuti dalla fine e non tieni il risultato la bilancia poi, inevitabilmente, pende dalla parte dei rimpianti.

In molti cominciano a pensare che sia un’annata maledetta. Certo, la sfortuna ci ha messo del suo (vedi i tanti legni colpiti nelle prime giornate e gli infortuni a uomini chiave nel loro momento migliore), ma appellarsi solo alla malasorte sarebbe un’analisi superficiale e non veritiera.

Anche perché i numeri dicono che l’Arezzo ha ottenuto solo due successi in 14 giornate, non vince da otto partite, soffre di pareggite acuta (ben 9 volte è uscito il segno x, record del girone) e che non ha segnato più di una rete a partita. Dati che fotografano limiti strutturali della rosa e chiamano in causa anche l’allenatore. Se la squadra non gira come dovrebbe spetta a chi ha la responsabilità tecnica trovare le soluzioni.

Schierato con il 3-5-1-1, l’Arezzo è compatto, difende con ordine togliendo spazio e profondità all’avversario, rinunciando però alla fase offensiva. Quando passa al 4-3-1-2 guadagna in efficacia in avanti, ma finisce con concedere occasioni dietro. Questione di equilibri che ancora Capuano non ha trovato.

Nel frattempo all’orizzonte inizia a delinearsi il mercato di gennaio. In prova c’è il regista Esposito. Se darà garanzie dal punto di vista fisico sarà tesserato. A centrocampo la rosa è corta, un esterno dovrà arrivare, mentre davanti serve una punta. Capuano dovrà rinforzare l'organico senza sforare il budget.

Prima però ci sono altri 180 minuti da giocare. E il calendario propone le prime due della classe, Spal e Maceratese. Saprà questo Arezzo fornire una prova di forza?

 

scritto da: Andrea Lorentini, 08/12/2015





Una stagione da soffrire fino alla fine

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