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SERIE C GIRONE A - Play-off e Play-out

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Arezzo vivo, morto o X. Voglia di vincere, paura di perdere e l'esame più difficile contro la capolista

E' tutta questione di applicazione, corsa, cuore e sudore, come i tifosi dei gruppi organizzati avevano scritto nello striscione esposto sette giorni fa a Pistoia. Gli amaranto oggi ricevono la Spal, cioè la prima della classe: una vittoria sarebbe un'impresa che darebbe ossigeno ed entusiasmo, una sconfitta potrebbe rappresentare un colpo di grazia. Poi c'è il pareggio, cioè un altro passettino interlocutorio. Ma dalla curva Minghelli per novanta minuti arriverà il massimo sostegno



la coreografia dei gruppi della sud a PistoiaQuestione di applicazione, cuore, corsa e sudore. La bella coreografia preparata dai gruppi a Pistoia spiega meglio di mille parole quello che manca, o quanto meno sembra mancare, a questa squadra. D’altronde, se ti fai recuperare sei volte dopo essere andato in vantaggio non può essere semplice coincidenza e non ci si può sempre e solo appellare alla sfortuna che, si sa, ci vede benissimo. Il problema è, evidentemente, di grinta, di nervi, di concentrazione, magari anche atletico. Applicazione, cuore, corsa e sudore appunto.

E dire che a Pistoia sembrava diverso: il primo gol di Bentancourt poteva rappresentare la fine di una maledizione personale, per il giocatore uruguagio, e di squadra. Si respirava un’aria diversa, avvertivamo sensazioni differenti: aver segnato a pochi giri di lancette dalla fine del match ci dava sicurezza in più, invece nemmeno questo è bastato… verrebbe da dire che ogni volta ce n’è una. Stavolta si è riproposto il copione del “gol della domenica” che ci aveva condannato anche con L’Aquila alla prima in casa. E via, un altro pareggio e un altro passettino in avanti che però pare piuttosto un passettino verso la fossa: in quell’incubo chiamato playout ormai ci siamo dentro, complice la vittoria di ieri del Teramo nello scontro diretto con la Pistoiese.

Detto questo, oggi arriva la capolista Spal. Da tutti indicata come la grande favorita per la promozione, forte in ogni reparto, pressoché invalicabile soprattutto in trasferta. Stabilire un paragone con gli amaranto sarebbe un po’ come sparare sulla Croce rossa, per cui meglio tralasciare. Il fatto è che se solo non avessimo vinto appena due volte in campionato pareggiandone ben nove, un pari sarebbe davvero di platino oggi, e la ragione propende comunque per questo tipo di valutazione. Purtroppo, però, ci sono anche le ragione del cuore e lì le cose stanno diversamente: l’ipotesi di un altro pareggio fa venire quasi i brividi.

 

la Minghelli nell'ultimo match interno contro la Lupa RomaLigabue, anni fa, cantava “Vivo morto o X”: ecco, la nostra situazione si può riassumere in queste tre parole. Una sorprendente vittoria ci ridarebbe la vita; una sconfitta ci abbatterebbe ancor di più, dandoci forse una sorta di colpo di grazia, calcisticamente parlando. E poi c’è la X, che vorrebbe dire continuare un percorso monocorde, rimandare ancora la boccata d’aria fresca per tornare a respirare, parlare un’altra settimana di come bisognerà vincere in tutti i modi la prossima salvo poi non vincere mai. Insomma, rimanere appesi, sul filo del rasoio, ancora e ancora, mentre i giorni passano, le occasioni se ne vanno e le partite diminuiscono. Per carità, sempre meglio che perdere, perché ci farebbe tornare ancora un punticino sopra la zona rossa.

Poi, come detto, c’è sempre da valutare l’avversario che si ha di fronte: vincere assumerebbe i contorni dell’impresa. Proprio quel tipo di prestazione e di risultato, però, che ci aiuterebbe tantissimo a superare questa situazione di stallo. Capuano, per necessità, schiererà probabilmente due punte più Tremolada. Approfittiamo di questa contingenza per provare a cercarla questa impresa. Sorprendiamoli! Se loro, giustamente, possono aspettarsi una strategia attendista da parte nostra, noi invece attacchiamoli, prendiamoli di sorpresa. Questo Arezzo non se ne può stare rintanato novanta minuti nella propria area a fare la guerra: prima o poi un errore lo commette, un’ingenuità la compie e la frittata è fatta. Meglio allora, con raziocinio, cercare di sfruttare le risorse che il mister vorrà, o dovrà, schierare. Un trequartista e due punte vogliono dire una cosa sola: che possiamo fargli del male! Che dobbiamo osare! Siamo audaci, e allora forse la fortuna girerà dalla nostra parte! Coraggio, non si parte mai sconfitti.

Noi tifosi, dal canto nostro, sapendo della difficoltà della partita, dovremo fare fronte comune: durante la settimana è giusto parlare, discutere, dissentire, ma il giorno della partita si canta e si sta vicini alla squadra. Lasciamo da parte i mugugni, lo scetticismo e il disfattismo e sosteniamo per altri novanta e passa minuti il nostro Arezzo!

 

scritto da: Luca Amorosi, 13/12/2015





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