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SERIE C GIRONE A - 16a giornata

RISULTATI CLASSIFICA PROSSIMO TURNO
Gozzano11Carrarese
Virtus Entella01Pro Patria
Olbia01Juventus U23
Pro Piacenza21Arezzo
Siena41Albissola
Pistoiese01Pontedera
Alessandria11Novara
Pisa20Arzachena
Cuneo00Piacenza
Lucchese11Pro Vercelli
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Massimo e un'intima passione amaranto
NEWS

Semplici, quanti ricordi. ''Minghelli, il campionato vinto, gli esoneri. Ad Arezzo mai da nemico''

Punto di forza della squadra che conquistò la promozione in C2 nel '96, poi allenatore nella stagione delle litigate fra Mancini e Caravolo, che si concluse con la messa in liquidazione della società. Il tecnico della Spal capolista torna per la prima volta da avversario al Comunale: ''Il primo pensiero sarà per Cosmi e Graziani, leader di una stagione che porto nel cuore. Per noi non sarà una partita facile, ma cercheremo di fare gioco senza snaturarci. Se firmerei per un pareggio? No, ma non firmerebbe nemmeno Capuano''



l'allenatore ai tempi della sua esperienza in amaranto nel 2009/10Classe '67, fiorentino con il ciuffo spavaldo, carismatico da calciatore e disincantato da allenatore, Leonardo Semplici ad Arezzo ci ha giocato e vinto, poi ci è tornato per vivere in panchina quella che lui definisce ''l'esperienza più formativa della carriera''. Era l'anno di Mancini e Ceravolo, del direttore generale presentato in amaranto ''come se fosse arrivato Marchionne alla Cometi'' e poi sbugiardato dal patron fino all'inopinato teatrino di Cremona dopo l'eliminazione nei play-off. Ceravolo che voleva restare, forte del quinquennale, e Mancini che forse già pensava a come mettere in liquidazione la società. Semplici quel giorno non c'era, da poco esonerato per la seconda volta, con Galderisi richiamato in fretta e furia. 

 

Mister buongiorno. Domani torni da avversario ed è una novità. Il primo che ti verrà in mente sarà Cosmi, Graziani, Mancini o Ceravolo?

''I primi saranno Serse e Graziani. A quell'annata sono molto legato, vincemmo un campionato difficile, fu una soddisfazione immensa. Da allenatore invece non finì bene per me, nonostante i risultati fossero stati buoni. Eravamo terzi e mi cacciarono''. 

Hai rimosso quella stagione?

''Assolutamente no. Ci ripenso con piacere nonostante tutto. Se Mancini e Ceravolo litigavano non era colpa mia. Mi dispiacque che poi l'Arezzo non si iscrisse alla serie C, mentre ora sono felice di rivederlo in questa categoria. Lo dico con il cuore''.

A proposito del campionato vinto nel '96. Perché la gente è rimasta così affezionata a quel gruppo? In fondo era solo serie D.

''Perché l'Arezzo provava a salire da un paio d'anni e non c'era riuscito. Graziani decise di non prendere più giocatori di nome, ma portò un allenatore affamato come Cosmi e un gruppo che aveva motivazioni fortissime. Per tutti noi era l'occasione della vita, si creò una miscela vincente e il pubblico apprezzò''.

Mancini e Ceravolo li hai più risentiti?

''Il presidente Mancini no. Ceravolo sì, poi ci siamo anche chiariti. Nel calcio e nella vita bisogna guardare avanti''.

E Galderisi?

''Ci siamo incrociati da avversari. Non abbiamo parlato di Arezzo, ma so che le sofferenze mie furono pure le sue''.

 

la rosa del campionato di serie D 1995/96Domani che Arezzo ti aspetti di incontrare?

''Un Arezzo solido, una squadra abile quando non è in possesso di palla, con una filosofia di gioco precisa. Da quello che ho visto, soffre di più quando deve proporre, ma è normale''.

E' anche una squadra falcidiata dalle assenze e con i play-out un punto sotto. La gente qua non è molto soddisfatta.

''L'Arezzo ha fatto tanti pareggi, ha vinto solo due volte e qualche problema di sicuro ce l'ha. Però il campionato è equilibrato e secondo me la rosa amaranto è buona. I mugugni poi ci sono sempre. Anche a Ferrara, nell'ultima partita, la gente ha fischiato. Non è facile accontentare tutti ogni settimana''.

Madrigali è stato un tuo giocatore alla Fiorentina. Stupito di vederlo in Lega Pro?

''Sì e no. Saverio si comportava da professionista già da ragazzino. Sembrava pronto per la prima squadra, poi gli infortuni lo hanno frenato. Ma per me ha fatto le scelte giuste: l'anno scorso e Pontedera con Indiani è cresciuto molto e quest'anno con Capuano farà altrettanto. Può salire di categoria''.

E Capece? Perché non lo hai confermato?

''Semplicemente perché cercavamo un regista con caratteristiche diverse, che ci desse qualche verticalizzazione in più. Lui è un ottimo ragazzo, molto geometrico. Con me all'inizio aveva poco spazio, poi fece bene nel finale di stagione''.

Caso Sperotto. Immagino avrai seguito, anche se a distanza, le polemiche che ne sono nate. Che idea ti sei fatto?

''Quello che si dice nello spogliatoio, lì deve restare. E un allenatore non si registra con il telefono. Sperotto non ha fatto una cosa bella''.

C'è qualcosa che invidi a Capuano?

''Non sono un invidioso. Capuano lo seguo con simpatia da sempre: è focoso, è vero, ma sul campo so che lavora molto e bene, è preparatissimo. Poi il carattere ognuno ha il suo''.

 

Semplici ha festeggiato da pochi giorni il primo anno alla guida della SpalSei vicino al titolo d'inverno, che di solito è l'anticamera della promozione. La Spal è veramente la più forte di tutte?

''Questo lo vedremo. Di sicuro c'è grande entusiasmo nella piazza perché siamo in testa fin dalla prima giornata. La società è seria, con il presidente e il direttore sportivo abbiamo programmato una campagna acquisti mirata per migliorare il quarto posto dell'anno scorso. Vogliamo restare lassù''.

Il punto di forza della Spal qual è?

''Mi piace il fatto che abbiamo un'identità, che cerchiamo sempre di fare la partita. Secondo me potevamo avere anche qualche punto in più''.

L'Arezzo predilige gli avversari che fanno la partita...

''Lo so. Qualche rischio lo correremo, ma non possiamo snaturarci. Non sarà facile, ho già messo in guardia la squadra''.

Come sei arrivato al 3-5-2, tu che ad Arezzo volevi giocare sempre con il trequartista? Ricordi Erpen, De Oliveira, Croce?...

''E come no? Ricordo anche le battaglie con voi giornalisti su chi doveva giocare. Ricordo lo 0-0 di Perugia quando il mio amico Benassi parò anche le mosche. Avessimo vinto quella partita, chissà... Comunque adesso gioco con il 3-5-2 perché è il modulo più adatto per questo gruppo di calciatori, che hanno valori tecnici importanti''.

Domani come te l'immagini il tuo ingresso in campo?

''L'ultima volta fu per i 90 anni dell'Arezzo. Stavolta me l'immagino diverso, ma al Comunale ci ho giocato con Minghelli. Per me non sarà mai un campo nemico, anzi''.

Detto tutto questo, firmeresti per un pareggio?

''No. Ma non firmerebbe nemmeno Capuano''.

 

scritto da: Andrea Avato, 12/12/2015





Semplici e l'Arezzo, una storia lunga vent'anni
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