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Lancini, prima volta da ex: "Domani mi emozionerò"

Il giovane portiere aretino difende la porta del Group Castello e si troverà nell'inedita situazione di affrontare gli amaranto da avversario. "All'Arezzo sono sempre legatissimo e non potrebbe essere altrimenti. Da Bressan, Bremec e Marconato ho imparato molto, sono tecnicamente fortissimi. L'anno scorso? La partita contro l'Orvietana, coi due rigori parati, il momento più bello. La sconfitta di Castel Rigone la giornata più difficile"



Matteo Lancini in volo con la maglia dell'ArezzoA difendere la porta del Group Castello ci sarà Matteo Lancini, aretino cresciuto nel settore giovanile amaranto e approdato in fretta alla prima squadra. Marco Cari lo fece debuttare in C1 a Caserta contro il Marcianise, poi l’anno scorso ha indossato la maglia numero uno in serie D prima dell’arrivo di Bucchi. Domani giocherà per la prima volta da ex contro l’Arezzo.
1. Matteo, tu sei stato ad Arezzo in tutte le categorie: dalla serie B alla Lega Pro, fino all'anno scorso nei dilettanti. Come hai vissuto il traumatico addio manciniano di due estati fa?
Io ad Arezzo sono sempre legatissimo, ho dei ricordi bellissimi dei miei anni trascorsi in amaranto, da quando ho iniziato coi giovanissimi B fino all'arrivo in prima squadra, quindi rimarrò sempre affezionato all'Arezzo. La decisione di Mancini di non iscrivere la squadra è stata sicuramente una brutta sorpresa, ancor più brutta se si considera che era completamente inaspettata. Ma a me non piace pensare al passato, soprattutto per un fatto del genere: meglio lasciar stare, preferisco concentrarmi sul presente.
2. Nei tuoi anni trascorsi insieme alla prima squadra, hai avuto l'occasione di allenarti con dei compagni di altissimo livello: da chi hai imparato di più?
A costo di sembrare banale e retorico, voglio dire che ad Arezzo negli anni scorsi sono passati dei portieri veramente di alto livello. Tra quelli con cui ho avuto occasione di lavorare, sono rimasto impressionato soprattutto da Bressan, un portiere tecnicamente fortissimo, ma mi piaceva molto anche Bremec, e lo stesso Marconato, con cui mi sono allenato tutti i giorni per cinque mesi, è un portiere che secondo me non avrebbe problemi a giocare titolare in serie B, uno di quelli a cui la carriera finora non ha reso giustizia.
3. Domenica sarà la tua prima volta da avversario dell'Arezzo: che sensazioni hai avuto in questi giorni?
Come ho detto prima, io sono molto legato ad Arezzo e all'Arezzo, quindi per me sarà molto emozionante rientrare nello stadio che è stato per tanti anni la mia “casa” sportiva. Comunque tornare ad Arezzo mi dà una bella sensazione.
4. Parliamo un po' della scorsa stagione: quando siete partiti per il ritiro precampionato, vi aspettavate che avreste incontrato tutte le difficoltà che poi ci sono state nella prima parte della stagione?
Quando siamo partiti per il ritiro, lo scorso anno, ricordo soprattutto che c'era un grandissimo entusiasmo e una gran voglia di fare bene, anche perché eravamo in molti ad essere di Arezzo o comunque della provincia di Arezzo. Ma non eravamo una squadra di stupidi, sapevamo bene che avendo iniziato a lavorare in ritardo rispetto alle altre, all'inizio avremmo sofferto parecchio.
5. E a livello personale, qual è stato il momento più bello per te?
Nel contesto di un girone di andata molto difficile, come è stato quello dell'Arezzo lo scorso anno, la partita con l'Orvietana è stata per me una partita speciale. Era il mio esordio assoluto con la prima squadra al Comunale, la prima partita in casa del “nuovo” Arezzo, e abbiamo pareggiato 1-1 una partita dove eravamo andati in svantaggio e dove sono anche riuscito a parare due rigori. Quella partita non me la scorderò mai!
in panchina a Modena ai tempi della serie B6. E il momento più difficile?
La sconfitta per 3-0 col Castel Rigone, dove giocammo una buona partita contro la prima in classifica ma perdemmo anche a causa di alcuni miei errori. Psicologicamente quello è stato un momento difficile, però per fortuna poi le cose hanno cominciato ad andare meglio, sia per l'Arezzo che per me.
7. Parliamo un attimo del presente: chi ti ha impressionato di più nel girone di andata?
Non lo dico solo per ragioni di classifica, ma anche per averle affrontate da avversario: l'Arezzo e il Pontedera sono le squadre più forti e più attrezzate e si giocheranno fino alla fine la vittoria del campionato. Anche il Castel Rigone avrebbe una buona squadra, con delle individualità di altissimo livello, ma nel girone di andata ha lasciato per strada qualche punto di troppo, quindi non credo che riuscirà a rientrare in lizza per il primo posto.
8. E a Città di Castello come stanno andando le cose?
Noi siamo una squadra che ha come obiettivo una salvezza tranquilla, quindi tutto sommato il girone di andata è abbastanza soddisfacente, anche se ovviamente il cammino è ancora molto lungo e non ci si può certo permettere di abbassare la guardia. Peccato per i punti persi in alcuni finali di partita, altrimenti il bilancio di questa prima metà di campionato sarebbe stato ancora più positivo.
9. Nella partita di andata, la prima di campionato, a Città di Castello praticamente non ci fu storia: troppo ampio il divario tecnico tra Arezzo e Group Castello o eravate un po' più indietro a livello di preparazione?
Di quella partita posso dire che l'Arezzo mi ha dato l'impressione di essere uno squadrone, molto forte sia a livello di gioco sia per le individualità che schierava in campo. Nella fattispecie, poi, anche gli episodi erano girati a favore degli amaranto, e quando una squadra come l'Arezzo di quest'anno riesce ad andare sul 2-0 grazie, diventa dura rimettere in carreggiata la partita. Comunque quella dell'Arezzo è stata una vittoria ineccepibile.
10. Per finire, domani che partita ci aspetta?
Noi verremo ad Arezzo per dare il massimo, ma senza troppi pensieri né assilli in testa: cercheremo di strappare un risultato positivo, consapevoli del fatto che comunque vada, il nostro campionato non si deciderà con la partita di Arezzo...

scritto da: Roberto Gennari, 07/01/2012