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SERIE C GIRONE B - 13a giornata

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Samb11Legnago
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Amichevoli ad alta tensione, la lista è molto lunga. L'Arezzo e l'adrenalina sempre ai limiti

Quello di Badia al Pino, con la partita sospesa dopo pochi minuti, probabilmente è un caso a parte. Di sicuro le versioni dei protagonisti sull'accaduto sono diametralmente opposte: eccesso di foga da parte del Tegoleto o rimostranze esagerate degli amaranto? Ma quest'anno per Capuano e i suoi calciatori, ogni sgambata è un concentrato di nervosismo. Da San Giovanni a Castiglion Fiorentino, da Città di Castello ad Alberoro: sono tante le occasioni in cui in campo si è rischiato di oltrepassare il limite



il parapiglia a Badia al PinoSiamo passati da Gambadori che, insieme alla Befana, distribuisce caramelle ai bambini fino al parapiglia in mezzo al campo tra giocatori che si prendono a spinte e male parole. E qualche offesa volata in tribuna. Il tutto in mezz'ora o poco più. Il fatto che l'amichevole di Badia al Pino sia terminata dopo dieci minuti è una brutta figura generale, comunque la si voglia vedere. Soprattutto perché inserita dentro un programma che in teoria doveva prevedere festa, sorrisi e strette di mano.

 

A sentire l'Arezzo, quelli del Tegoleto l'hanno caricata troppo dall'inizio: urla dentro gli spogliatoi prima di cominciare, atteggiamento aggressivo in campo, due o tre entrate ruvide all'eccesso, clima ostile anche sugli spalti. A sentire il Tegoleto, quelli dell'Arezzo si lamentano dell'aria fritta: nessuna acrimonia (anzi), il minimo d'agonismo che di solito ci mette una squadra di seconda categoria, falli normalissimi e semmai qualche risposta verbale alle rimostranze eccessive degli amaranto.

Di sicuro Capuano e Gennaioli hanno maturato pareri molto diversi sul pre, sul durante e sul post gara. Uno è l'allenatore dell'Arezzo, l'altro è l'allenatore del Tegoleto con un passato da curvaiolo doc. Chi abbia ragione e chi abbia torto, non si sa. Probabilmente la verità sta in mezzo. Resta la macchia di una partita abbandonata dopo una manciata di minuti, un epilogo che con calma e lucidità si sarebbe potuto evitare e che non dovrebbe nemmeno essere contemplato se non per cause di forza maggiore.

 

La guerra Tegoleto-Arezzo, passata la buriana, è oggettivamente assurda. Circoscriviamo l'episodio e guardiamo avanti, anche se quest'anno ogni volta che c'è una partitella, viene fuori la rumba. A San Giovanni, il 16 agosto, l'arbitro la chiuse prima del novantesimo: mischione gigante, animi accesi e fine anticipata. Ad Alberoro, il 10 settembre, idem come sopra all'85': Capuano in campo, giocatori accapigliati e triplice fischio. A Badia al Pino stessa scena dopo dieci minuti.

Ma il rischio che la contesa oltrepassasse il limite c'è stato il 29 luglio a Castiglioni con i palestinesi dell'Al Ahli, c'è stato il 5 agosto a Città di Castello (Capuano espulso e battibecco con Calori), il 3 settembre nella sgambata con la Castiglionese, per non parlare del 16 settembre con gli indiani del Chennaiyin (quando si fece male Cori per una pedata al polpaccio). L'amichevole di Lucignano del 7 ottobre è diventata celebre per altri motivi e chi ha seguito le varie sgambate infrasettimanali sa che è dura anche per i poveri arbitri della Uisp: nove su dieci si beccano una serie di vaffa lunga così. Poi a fine match magari ricevono un abbraccio riparatore, ma in campo c'è sempre adrenalina in eccesso: palloni scaraventati di là dalla rete a gioco fermo, proteste vibrate, gesti d'insofferenza. Forse servirebbe una terna vera tutte le volte, anche contro la Berretti.

 

Perché succeda, è complicato spiegarlo. Però succede. Badia al Pino può darsi sia un caso a parte, anche se su quel campo e contro quegli avversari l'Arezzo ci aveva giocato a fine agosto ed era filato tutto liscio come l'olio. A prescindere dalle responsabilità del caso specifico, non è bello vedere una squadra perennemente incline al lamento per un contrasto o un fuorigioco fischiato con un attimo di ritardo da un arbitro che sta lì per il puro piacere di arbitrare. Le amichevoli in provincia servono per rinsaldare i rapporti, non per rovinarli. Sennò la reazione stupida di urlare ''forza Perugia'' da parte di qualche ragazzotto del posto potrebbe allargarsi. E sarebbe la sconfitta peggiore.

 

scritto da: Andrea Avato, 07/01/2016





Gestacci e parapiglia a Badia al Pino

Amichevoli ad alta tensione
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