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SERIE C GIRONE A - Play-off e Play-out

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pittoresco tifoso amaranto
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Bilancio al giro di boa: gerarchie che cambiano, punti persi, rimonte. Rinforzo per la Berretti

L'Arezzo ha chiuso la prima parte della stagione a quota 20 punti, equamente suddivisi: 10 in casa e 10 fuori. Errori e un po' di sfortuna hanno zavorrato la classifica, anche se più degli undici pareggi (record) sono state le sette rimonte subìte a penalizzare la squadra. Il 2-0 al Rimini adesso alimenta la speranza che il trend interno possa cambiare. La riprova ci sarà già domenica prossima contro il Santarcangelo. Intanto Capuano e Ciardullo hanno acquistato il giovane difensore serbo-croato Arcaba: classe '98, andrà a potenziare la rosa della giovanile



terza vittoria stagionale per l'ArezzoAl nuovo anno Capuano, squadra e tifosi avevano chiesto soprattutto una cosa: tornare a vincere. Detto fatto. Il successo contro il Rimini interrompe un’astinenza che durava da undici giornate, dal 17 ottobre per l’esattezza. Ottantadue giorni senza assaporare il dolce gusto dei tre punti sono stati lunghi. In mezzo dieci pareggi e una sconfitta, cocenti delusioni e beffe brucianti. Errori e un po’ di sfortuna. Il 2016 non poteva iniziare meglio per l’Arezzo che in un colpo solo ritrova il sorriso e allontana la zona playout, adesso distante 4 lunghezze.

 

Una vittoria arrivata grazie a due schemi su palla inattiva. Uno dei marchi di fabbrica di Capuano, spesso decisivi nella passata stagione e tornati, finalmente, arma letale. Sia la punizione da cui nasce il vantaggio di Tremolada che l’incornata imperiosa di Madrigali che chiude la partita sono soluzioni studiate e provate in allenamento.

Al di là dei singoli episodi l’Arezzo ha vinto, soprattutto, grazie ad un discreto primo tempo e all’espulsione di Signorini poco prima dell’intervallo che ha lasciato i romagnoli in dieci per quasi un’ora.

Nella ripresa, nonostante la superiorità numerica, sono riaffiorate scorie e paure. Invece che cercare il 2-0, la squadra è apparsa timida, contratta. Evidente il timore di subire l’ennesima rimonta.

 

Capuano ha sorpreso tutti scegliendo al difesa a quattro e relegando per la seconda gara consecutiva Panariello in panchina. Considerando l’assenza di Monaco, una bocciatura che rimescola le gerarchie in difesa dove Milesi è ormai un titolare. Diligente l’esordio di Sabatino, in crescita Capece e Feola, in rampa di lancio l’altro acquisto di gennaio Benedetti. L’indiziato a fargli posto è Gambadori apparso in riserva. Menzione a parte per Tremolada. Miglior marcatore della squadra con 5 reti. Da novembre in poi è diventato il leader tecnico indiscusso.

L’Arezzo chiude l’andata a quota 20. Al giro di boa non si può essere soddisfatti se si pensa ai tanti, troppi punti persi per strada, soprattutto nei minuti finali. Più che gli 11 pareggi, record del girone, sono le rimonte subite, ben 7, a zavorrare la classifica.

 

Analizzando i numeri gli amaranto hanno equamente distribuito i punti tra casa e trasferta: 10 al Comunale, altrettanti fuori. Se l’imbattibilità esterna (1 vittoria e 7 pareggi) è stata la nota positiva ed è indice di solidità, il rendimento interno (solo 2 successi, 4 pareggi e ben tre sconfitte) ha rappresentato il buco nero. Nella classifica casalinga l’Arezzo è penultimo. Peggio ha fatto solo la Lupa Roma.

Siccome la salvezza passa dal Comunale, nel ritorno servirà un cambio di marcia davanti al pubblico amico. La vittoria sul Rimini è di quelle che valgono doppio perché arrivata contro una diretta concorrente, ma parlare di svolta è prematuro. Necessaria la riprova. Il calendario la offre già domenica prossima contro il Santarcangelo. Tra una settimana, dunque sapremo se quello contro il Rimini è stato un fuoco di paglia o l’alba di un nuovo campionato per l’Arezzo.

 

COLPO PER LA BERRETTI - Colpo in prospettiva per gli amaranto. Con la Berretti che viaggia a più non posso (14 vittorie su 14 partite in campionato), l’Arezzo si concede anche il lusso di chiudere una trattativa importante per il futuro.

Secondo quanto raccolto dalla redazione di MondoPrimavera.com, Capuano e Ciardullo hanno praticamente chiuso per Aleksandar Arcaba, difensore classe ’98 di origine serbo-croata con un passato nel settore giovanile dell’Udinese.

Il giovane vestirà la maglia amaranto dopo un periodo di prova al Torino che non si è concluso positivamente. Aleksandar è figlio di Predrag Arcaba, un centrale difensivo molto noto nel nord est italiano per i suoi trascorsi nei dilettanti e che non ha potuto raggiungere il professionismo perché all’epoca in serie C non era possibile tesserare extracomunitari. Domani la firma con l’Arezzo

 

scritto da: Andrea Lorentini, 11/01/2016





Arezzo-Rimini, immagini dagli spalti

Arezzo-Rimini 2-0
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