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SERIE C GIRONE B - 20a giornata

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Fano00Perugia
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Massimiliano e una maglia per ricordo
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Eziolino guarda lontano. Tutti i pensieri dell'allenatore nel giorno del 51esimo compleanno

E' un martedì speciale per Capuano, l'uomo che resta IL fulcro di tutto. Lui è quello che si fa quattordici ore di macchina per tornare a casa, a Pescopagano, nonostante neve, nebbia e sonno. E' il mister che, se il campionato va avanti di questo passo, potrà vantarsi di aver riportato Tremolada a grandi livelli. E' il personaggio che divide. E chissà quanto pagherebbe per poter finalmente costruire una squadra senza paletti economici, senza posti in lista occupati per diritto divino, senza limiti d'età. Tanti auguri!



Ezio Capuano compie 51 anniNel giorno dei suoi 51 anni, proviamo a immaginare cosa passa per la testa di Eziolino Capuano, l'allenatore che centrifuga parole e pensieri, che tiene tutto sotto controllo e che pretende dai suoi calciatori di arrivare sempre, costantemente, ai limiti dello strapazzo. Perché lui vive così e vuole che pure gli altri seguano lo stesso stile.

 

Capuano non è social, litiga con internet e la tecnologia, dunque sa solo di riflesso che i suoi due figli, Michele e Giuseppe, stravedono rispettivamente per Tremolada e per Cori. Michele, giusto ieri, ha scritto via Facebook al numero 10 e gli ha fatto i complimenti: così bene si gioca solo a Tremolandia! Famiglia e lavoro che si mischiano per Eziolino, l'uomo che (se il campionato continua di questo passo) potrà vantarsi di aver fatto fare il salto di qualità a un giocatore che rischiava di impantanarsi nella poltiglia della Lega Pro. L'uomo che parte di notte per rientrare a casa sua, a Pescopagano, facendosi sette ore di macchina per andare e sette per tornare, nonostante neve, nebbia e sonno.

 

Ma Capuano, il personaggio che divide, che tanti amano per il suo cuore grande e che alcuni mal sopportano per il suo egocentrismo, in questi giorni starà pure pensando a quanto sarebbe bello poter finalmente costruire una squadra senza vincoli, senza paletti economici, senza posti in lista assegnati per diritto divino, senza limiti d'età. Una squadra per vincere tutte le partite, evitando di mandare la società sul lastrico ma progettando la conquista di traguardi importanti, senza dover sempre, per forza, scervellarsi per setacciare l'Italia a caccia di svincolati, di ragazzini con il punto interrogativo e di gente che non accampa pretese. 

 

Poi magari starà pensando alla trasferta a L'Aquila, al compleanno del 2015 che fu amaro e triste dopo la sconfitta con l'Albinoleffe, a quanto può valere il cartellino di Monaco, alla fase difensiva e a quella difendente, alle corse sotto la curva che adesso vengono lasciate ai calciatori, a quella notte in cui, dopo l'1-0 al Pordenone, la squadra lo prese in spalla per portarlo in trionfo e l'altro ieri sulle spalle ci ha preso Tremolada, perché il calcio è così e gli scenari cambiano. E però Eziolino resta un punto di riferimento, anzi IL punto di riferimento. Capuano è il fulcro di tutto, con gli aspetti positivi e con quelli negativi che il Capuanesimo si porta dietro.

 

Oggi penserà anche alla dieta che dovrebbe fare e che non fa, a perché mai qualcuno si diverta a scrivere contro di lui su Amaranto Magazine, alla serie B e alla serie A dove allenano colleghi indubbiamente meno preparati e dove lui (ancora) non è arrivato, ai primi 51 anni trascorsi con il pallone al centro della vita, al futuro da direttore tecnico, alla salvezza, ai play-off, a festeggiare questo periodo aretino intenso, speciale e indimenticabile, sia sul piano lavorativo che umano. Di sicuro Eziolino è uno che guarda lontano e chissà cosa ci vede lui nel domani di quest'Arezzo che, a parte qualche sussulto, continua da quel dì a campare costantemente alla giornata. Auguri!

 

scritto da: Andrea Avato, 19/01/2016





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