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SERIE C GIRONE A - Play-off e Play-out

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Attaccanti con il mal di gol. Cori, Bentancourt, Defendi tra digiuni e difficoltà. Serve una svolta

La trasferta a L'Aquila si è chiusa con un'altra infornata di rimpianti. La squadra sta crescendo in quanto a palleggio, grazie soprattutto all'estro di Tremolada e alla regia più ispirata di Capece. Ma le punte non riescono a tradurre in segnature la mole di gioco creata. Così si gettano all'aria punti preziosi e questi sono difetti legati sia alla giovane età media che ai limiti costitutivi di una rosa costruita con parsimonia



Cori e Bentancourt in azione a L'AquilaDa mangiarsi le mani fino al gomito. La seconda trasferta in Abruzzo ci fa tornare a casa un’altra volta colmi di rimpianto per quel che poteva essere e non è stato. A Teramo era stata la beffa del gol all’ultimo secondo a sottrarci la vittoria, al “Fattori” de L’Aquila è stata l’endemica incapacità di chiudere le partite, concretizzatasi in maniera clamorosa con il rigore fallito da Tremolada, passata anche attraverso gli errori di un pur generoso Cori e l’inconcludenza di Bentancourt, ad impedirci di tornare a casa con un meritato successo. Peccato, perché vincere contro i rossoblu di Perrone ci avrebbe dato una carica importante dal punto di vista morale e consentito di raggiungere una interessante e gratificante posizione in classifica. Purtroppo l’ennesima rimonta subita dimostra i limiti attuali di una squadra che arriva sempre ad un passo dal salto di qualità ma non riesce ad andare oltre, nonostante individualità notevoli e una capacità di sviluppare il gioco in crescita evidente.

 

Le ragioni possono essere sia di natura psicologica che tecnica. Il primo aspetto riguarda l’età media piuttosto giovane del gruppo che risente inevitabilmente di alti e bassi e cali di concentrazione che ci espongono a rischi anche dentro partite dominate per la gran parte del loro svolgimento, come quella di domenica. L’aspetto tecnico richiama invece i limiti costitutivi della squadra, le scelte sempre costrette dentro paletti economici molto striminziti che non consentono di avvicinarsi ai nomi importanti per la categoria. Le difficoltà nella finalizzazione del gioco d’attacco sono evidenti ed anche il nostro allenatore non ha cercato attenuanti a fine partita evidenziando queste carenze. Sicuramente abbiamo sofferto l’assenza di Defendi, giocatore con caratteristiche adatte ad attaccare la profondità e con maggior peso specifico del giovane “Benta”, che si è ritrovato praticamente titolare dentro un campionato che richiede in quel ruolo non solo corsa ma anche peso specifico e malizia, ma resta il fatto che l’uruguagio ha segnato 2 soli gol e Cori ne ha messi a segno 3, con score identico a quello di Madrigali che di mestiere deve soprattutto impedire quelli avversari.

 

Defendi è rientrato domenica dopo uno stop di quasi tre mesiLa crescita di Tremolada e Capece, che da inizio 2016 paiono aver trovato le giuste reciproche posizioni sul rombo di centrocampo, ci ha assicurato una fluidità di manovra maggiore rispetto al passato. Feola e Benedetti possono rappresentare un adeguato filtro dinamico nella zona nevralgica del gioco con possibilità di inserimenti tra le linee avversarie. Carlini sta recuperando dagli acciacchi; tutto questo fa sì che di palloni da tradurre in occasioni ne arrivino in quantità certamente superiore rispetto al passato. Tocca quindi a chi occupa la prima linea tradurli in gol. E’ vero che ad entrambi gli attaccanti Capuano richiede un importante lavoro in fase di copertura, ma è anche vero che nel calcio moderno il “centravanti-boa”, che staziona negli ultimi venti metri in agguato, non esiste praticamente più.

 

Cori ha soprattutto bisogno di sbloccarsi perché quasi due mesi senza segnare sono un peso soprattutto mentale; per farlo deve osare e non aver paura di sbagliare. Generoso combattente, deve ricercare dentro di sé un po’ di quel sano egoismo della punta che non passa la palla perché vuol concludere in proprio. Si vede che ha voglia di “sbatacchiare di gioia” la rete sotto la curva; lasci da parte l’ansia e vada a mordere pallone e avversario. Defendi ha riassaggiato il campo domenica ed è probabilmente presto per rivederlo a tempo pieno, per cui ancora una volta a far da spalla a Sacha e da terminale alle invenzioni di Tremolada ci sarà il giovane “delantero oriental”. A lui chiediamo soprattutto concretezza e più rapidità nel dar via la palla cercando lo scambio rapido che può mettere in difficoltà difensori che spesso lo sovrastano fisicamente. Ci avviciniamo alla “quindicina pisana”: per sabato abbiamo due compiti, aiutare la squadra a tornare a vincere ed aiutare “Orgoglio Amaranto” a portare a buon fine l’operazione di ricapitalizzazione che serve per mantenere la partecipazione nella Spa Arezzo Calcio. Non è solo una questione contabile ma anche un riconoscimento di identità e di appartenenza, per l’Arezzo e per Arezzo.

 

scritto da: Paolo Galletti, 28/01/2016





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