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SERIE C GIRONE A - 10a giornata

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Renatemer18.30Novara
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Mercato buono sì, mercato di prospettiva no. L'Arezzo è più forte, ma soltanto fino a giugno

La campagna trasferimenti si è chiusa con alcuni movimenti di contorno e due cessioni eccellenti: Monaco al Perugia, Cori al Siena. In compenso sono arrivati quattro pezzi da novanta come Sabatino, Benedetti, Greco e Mendicino. Solo il primo però ha firmato fino al 2017, gli altri sono vincolati fino al termine della stagione. E Tremolada chissà se firmerà mai il rinnovo di contratto. L'organico ha più qualità, pur senza l'acquisto di un difensore per puntellare la rosa, che adesso è composta da 22 elementi. Un posto over occupato ancora da De Martino: danno d'immagine per la società



la formazione schierata da Capuano contro il TuttocuoioE' stato un calcio mercato buono per l'Arezzo, ma non di prospettiva. O almeno, non nel senso che ci eravamo immaginati a dicembre quando Ferretti firmò il comunicato stampa della speranza.

Ricapitolando. Sono partiti otto giocatori, fra i quali Sperotto che ha rescisso a novembre, gli under Calabrese, Ceria, Del Magro che hanno giocato pochissimo o mai, Rosti che faceva il dodicesimo e Vinci che il campo l'ha visto di rado: movimenti di contorno e basta. Le vere cessioni sono quella di Monaco al Perugia (con 80mila euro di plusvalenza) e quella di Cori al Siena (che l'attaccante ha dovuto gestire suo malgrado, visto che lui sarebbe rimasto). A tal proposito l'agente del calciatore, Luca Urbani, è stato chiaro: ''Sacha se ne va suo malgrado e senza nessuna polemica. In queste ore mi ha espresso sempre e solo parole di ringraziamento per la piazza e per l'allenatore''.

Gli acquisti sono sei: un portiere di riserva, l'under Varano e quattro pezzi da novanta come Sabatino, Benedetti, Greco e Mendicino.

La rosa adesso è di 22 elementi (15 over e 7 under), che presumibilmente verrà completata con due ragazzi della Berretti (Bernardini e Iacuzio i papabili).

 

Mercato buono, si diceva, perché i quattro arrivi sono titolarissimi senza se e senza ma. Di Sabatino si sapeva già tutto e se è vero che giocando da quinto rende di più, va benone anche con la linea a quattro. Benedetti sa pulire la manovra e in mediana mancava uno con le sue caratteristiche. Greco va verso le 33 primavere, ma in questi cinque mesi, considerando i segnali beneauguranti del debutto, potrebbe dare una mano in zona gol. Infine Mendicino, l'innesto boom, il giocatore sul quale sono riposte le attese maggiori in rapporto alle qualità tecniche, l'uomo che dovrà aumentare l'incisività offensiva.

Mercato non di prospettiva perché l'Arezzo ha vincolato solo Sabatino fino al 2017. Varano è in prestito dal Cesena, Benedetti dalla Cremonese, Mendicino dal Siena e Greco è sotto contratto fino a giugno. Tutto è possibile ma l'anno scorso insegna che poi mettere nero su bianco è dura e gli interessi non sempre collimano. Dei due giocatori più importanti in scadenza, uno è stato ceduto subito per non rischiare di perderlo a parametro zero (Monaco), l'altro ancora non ha firmato e chissà se lo farà (Tremolada). A oggi, l'Arezzo come capitale giocatori può contare su quattro elementi su ventidue (nel computo ci sono i '96 Masciangelo e Mariani).

 

E' la politica della società, con i suoi pro e i suoi contro, e lo sappiamo da un pezzo. Nessuna novità quindi, anche se le aspettative erano diverse, considerando che l'anno prossimo dovrà essere quello dell'obiettivo serie B e che portarsi avanti con il lavoro avrebbe dato i suoi frutti. 

Di positivo c'è che i quattro ingressi in rosa citati sopra spostano l'ago della bilancia, dentro una squadra che sta crescendo in fatto di amalgama, convinzione e che ha dalla sua un giocatore da altre categorie come Tremolada (''è più forte di Honda del Milan'' ha detto ieri sera Sabatino a Block Notes). 

 

di qualità l'innesto di Benedetti a centrocampoMeno positiva è la rinuncia a puntellare il reparto difensivo. Dando per scontato che Capuano giocherà sempre a quattro, è facile intuire che Carlini e Sabatino possano essere utilizzati da braccetti alla bisogna. E che Capece, già sperimentato con buoni risultati da Semplici a Ferrara, possa arretrare da play a centrale difensivo qualora ve ne sia necessità. Solo che se Carlini o Sabatino o Capece cambiano ruolo, poi devono essere rimpiazzati sugli esterni o in regia. Le soluzioni ci sono, anche se un ultimo acquisto avrebbe tappato la falla e offerto all'opinione pubblica un aspetto diverso

 

L'Arezzo ha provato a prendere Monteleone ('95), difensore del Palermo in prestito alla Ternana. Ma era un affare impossibile. Di obiettivi over, nonostante l'uscita di Monaco, nemmeno mezzo. Eppure c'era a disposizione il tesoretto arrivato da Perugia, c'è una striscia positiva di nove risultati utili, c'è una pratica salvezza archiviata dopo le penalizzazioni, c'è la zona play-off più vicina del previsto e c'è la trasferta di Pisa dietro l'angolo: un difensore in più, magari di prospettiva, si poteva trovare senza spendere un'eresia. Avrebbe completato nel modo giusto l'organico e dato al pubblico la sensazione che la società, annusata l'aria che tira, punta in alto con i fatti. Vero che tra l'ingaggio di Cori e quello di Mendicino c'era una certa differenza (circa 20mila euro di qui a giugno), ma è comunque mancata la rifinitura dentro una campagna trasferimenti che merita un buon voto.

 

E' ovviamente rimasto in rosa De Martino, che continua a occupare un posto over in maniera incomprensibile dal punto di vista tecnico. Nonostante le liste bloccate, nonostante i 5 minuti che gli ha concesso l'allenatore in cinque mesi, nonostante la prospettiva di non giocare mai, nessuno in società si è sognato di chiudere questa incresciosa parentesi che ormai è aperta da quattro stagioni. Il padre vicepresidente, incurante di una situazione che metterebbe in imbarazzo perfino il più sfacciato dei dirigenti, è sempre saldo al suo posto, siede alla destra di Ferretti in tribuna e non rende conto a nessuno. Cambiano gli allenatori, cambiano gli uomini mercato e i direttori generali, ma che ci sia Bonafede, Diomede, Pagni, Ciardullo o Gemmi, chi tocca De Martino muore. E il difensore over ci dicono che tanto non serve. Più che un deficit tecnico, che pure c'è, si tratta di un clamoroso sfregio all'immagine della società. Ma nessuno, pare, se ne rende conto.

 

scritto da: Andrea Avato, 02/02/2016





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