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SERIE C GIRONE A - 27a giornata

RISULTATI CLASSIFICA PROSSIMO TURNO
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Giana ErminiorinvComo
LeccorinvPro Patria
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Quinta vittoria in otto giornate: l'Arezzo decolla. Ma Ferretti e Capuano sono separati in casa

La squadra ha cambiato marcia nel 2016 e la vittoria di Prato spinge tutti, compresi i tifosi, a guardare in alto. Gli amaranto sono tornati a vincere in trasferta dopo cinque mesi e mezzo, riducendo il distacco dalla zona play-off e aprendo scenari che stuzzicano la fantasia. Fuori dal campo però si registra una frattura netta tra proprietà e allenatore. E per il presidente è arrivato davvero il momento di metterci la faccia



Ruben Bentancourt, gol pesante contro il PratoCentosessanta giorni fa la stoccata di Defendi piegava il Tuttocuoio e regalava la prima vittoria esterna all’Arezzo. Centosessanta giorni dopo gli amaranto sono tornati a riassaporare la stessa dolce sensazione di un successo che fuori casa mancava addirittura dal 19 settembre. Cinque mesi e mezzo. Un’eternità nel calcio. Eppure paradossalmente, almeno fino a dicembre, è stato proprio il rendimento esterno a tenere a galla l’Arezzo quando le prestazioni interne erano una zavorra e il Comunale un tabù invece che il rifugio sul quale costruire la salvezza. La squadra ha chiuso il girone d’andata imbattuta in trasferta. Numeri che hanno permesso agli amaranto di non farsi risucchiare nella sabbie mobili della classifica.

 

Il ritorno alla vittoria in trasferta suggella un 2016 nel quale è si è completamente ribaltata la prospettiva. Adesso non si guarda più in basso, ma verso l’alto. La classifica non fa più paura, ma apre scenari che stuzzicano la fantasia. Ora che in casa l’Arezzo è diventato un rullo compressore (quattro vittorie consecutive da gennaio), il blitz di Prato è un ulteriore tassello che certifica la maturità e la consapevolezza raggiunte dalla squadra. Serviva continuità e il gruppo l’ha trovata.

Le reti di Bentancourt e Madrigali valgono il quinto successo nelle ultime otto gare. 17 punti totali nel 2016, una media playoff e il quarto posto, distante appena 5 lunghezze, che diventa obiettivo concreto. Spingersi più su è ancora irrealistico, ma se l’Arezzo saprà mantenere questo rendimento nulla è precluso.

 

Tutto bello, tutto facile quindi? Non esattamente perché se sul campo la squadra viaggia a vele spiegate, sul fronte societario e su quello degli equilibri interni all’organigramma si sta giocando la partita più delicata. E su questo versante l’orizzonte è pieno di dubbi e ben poche certezze.

In tal senso la vittoria di Prato è un altro siluro spedito da Capuano alla società. Tra Eziolino e la proprietà la frattura è ormai emersa alla luce del sole. Le recenti esternazioni alla stampa certificano l’amarezza del tecnico per la nuova dimensione nelle quale si trova ad operare. Con l’arrivo di Gemmi non più allenatore-manager-uomo mercato, ma obbligato a pensare solo al campo. Da plenipotenziario dell’area tecnica a soldato semplice.

Se con De Martino il rapporto si era incrinato già a fine agosto per via del veto alla cessione del figlio, anche il feeling con il presidente è ai minimi storici. Il mancato ritiro per la gara di Prato è solo l’ultimo sgarbo che Capuano ha dovuto sopportare.

E così anche il futuro dell’allenatore torna in discussione. Nonostante il contratto che scade nel 2017. Per ora si va avanti da separati in casa, a giugno si vedrà.

 

I tifosi hanno già scelto da che parte stare. Nella camminata claudicante, ma fiera sotto il settore ospite e in quelle strette di mano emozionate c’è tutto l’orgoglio di un uomo che sa essere entrato nel cuore della gente.

Nel frattempo Ferretti continua a latitare. Per il presidente è arrivato, davvero, il tempo di metterci la faccia. Anche se, probabilmente, il suo tempo ad Arezzo è già scaduto.

 

scritto da: Andrea Lorentini, 29/02/2016





Capuano festeggiato dal settore ospiti a Prato

Prato-Arezzo 0-2
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