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SERIE C GIRONE A - Play-off e Play-out

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Amaranto nel limbo della classifica: guardare su o guardare giù? Oggi arriva una risposta

La sconfitta con il Pontedera ha spento (forse) l'ultima fiammella di speranza per riagguantare i play-off. Capuano predica prudenza e fa bene ma la squadra, come ha detto Madrigali, vuole ancora macinare punti. Stasera ad Ancona, dove l'Arezzo troverà un ambiente infuocato, si gioca una partita che indirizzerà il finale di stagione



partita dai grandi significati per l'Arezzo ad AnconaAvete mai visto la trilogia di Matrix? Vi ricordate quando, nel terzo film, il protagonista rimane intrappolato nella stazione del treno, una sorta di mondo intermedio tra la finzione artificiale e la realtà? Ecco, l’Arezzo, in un certo senso, si trova in questa sorta di limbo. L’occasione per uscirne era domenica, ma l’Arezzo quel treno non lo ha preso, come se il binario 9 e ¾ (tanto per rimanere in tema cinematografico) verso quel mondo magico chiamato playoff si fosse improvvisamente sbarrato. A oggi, guardarsi indietro o guardare avanti ha più o meno lo stesso sapore: all’orizzonte, playoff o playout, entrambi molto lontani. Giusto, quindi, proseguire partita dopo partita e provare a fare più punti possibili, come ha dichiarato il mister.

 

In quel del Conero all’Arezzo non è mai andato un granché bene, ma i numeri sono fatti per essere smentiti, basti pensare che nel 2016 avevamo raccolto solo vittorie in casa e poi di colpo ecco il patatrac e il riaffiorare dei vecchi fantasmi dei primi mesi, vale a dire alcune contingenze non particolarmente favorevoli, una certa macchinosità nella costruzione del gioco a centrocampo e una tremenda fatica a concretizzare là davanti. Già, perché Greco ci aveva illuso con quella doppietta all’esordio, Bentancourt ha dimostrato di non essere un goleador, Defendi ha confermato di non avere il killer instinct e Mendicino, ancora, si è visto poco o niente. Di conseguenza, se il prossimo anno volessimo davvero fare un altro step (va di moda, a quanto pare) verso l’alto, il primo innesto importante dovrà essere in questo ruolo.

Intanto, però, c’è da portare a termine un campionato continuando a dare il massimo in queste partite per poi tirare le somme a maggio. La bolla è scoppiata, come dicono gli anglosassoni, e l’illusione per un miracoloso riavvicinamento alla soglia playoff è durata quanto un allenatore a Palermo, eppure nel calcio basta poco per cambiare umori e classifica.

 

i tifosi amaranto nell'ultima trasferta di PratoChissà che senza il brusio delle speranze che nutrivamo gli amaranto non riescano a fare un colpaccio. È ormai consuetudine che da noi appena aumentano le aspettative qualcosa vada storto.

Abbiamo ben poco da perdere, a ben vedere. In tal senso, fanno ben sperare le parole di Madrigali, che non vede perché non si debba continuare a crederci e a fare il massimo per arrivare più in alto possibile. Ma fa bene, tutto sommato, anche Capuano a stemperare gli animi, a gettare acqua sul fuoco. Siamo nel limbo, appunto; siamo come una bilancia perfettamente in equilibrio per cui basta un sassolino per farla pendere leggermente da una parte o dall’altra. Una condizione strana, che ti costringe a inventarti obiettivi intermedi come il raggiungimento di un posto utile per la Tim Cup o limita il campo visivo alla classifica degli acerrimi rivali del Siena, da battere nel derby e da lasciarsi alle spalle fino al termine del campionato. Un po’ pochino, forse, ma ci stanno insegnando così, a guardare per gradi, a fare questi benedetti step.

 

E allora va bene, che volete che vi dica, oggi ci accontenteremo anche se la squadra sputa sangue, lotta per vincere e suda la maglia. Ad Ancona, a proposito di tifosi, sembrano belli carichi: non sarà facile nemmeno a livello ambientale, ma vi immaginate che godimento a fargli un dispetto! In un colpo solo tre punti, la prima fermata (nella direzione giusta) verso l’uscita dal limbo e una soddisfazione personale per ognuno di noi, che passeremmo la serata con un sorriso tra le labbra e, di nuovo, con quella fiammella di speranza accesa. Ora o mai più, Arezzo. Lotta e vinci insieme a noi.

 

scritto da: Luca Amorosi, 13/03/2016





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