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Un Arezzo di personalità. Un palo di troppo ma tanto carattere: la squadra non è in vacanza

La partita di Ancona ha messo in evidenza la capacità di reazione degli amaranto, reduci dalla sconfitta interna con il Pontedera e senza obiettivi di classifica concreti. C'era il rischio di mollare la presa, invece l'atteggiamento tecnico e temperamentale ha ripagato Capuano. Adesso è già tempo di guardare avanti e programmare il futuro, correggendo il difetto più evidente da due anni in qua: la mancanza di un bomber da doppia cifra



un buon pareggio per gli amaranto ad AnconaSe la sconfitta interna contro il Pontedera aveva azzerato le residue chances di rincorsa ai playoff, sul palo di Tremolada allo stadio “del Conero” si sono infrante anche le ultime speranze di aggancio al quarto posto. E così Ancona resta tabù per l’Arezzo che torna dalla Marche con una buona prestazione, ma un solo punto. Anche senza Bentancourt, Capuano ha confermato la difesa a quattro e il rombo a centrocampo. La squadra ha preso in mano il pallino del gioco costruendosi le opportunità più nitide per andare a rete. E’ mancato un pizzico di fortuna certo, ma anche quella cattiveria sotto porta, difetto ormai conclamato. Vedi l’occasione sprecata da Mendicino appena prima dell’intervallo che avrebbe potuto mettere la gara in discesa.

 

Novanta minuti solidi e autoritari su un campo difficile dimostrano che la sconfitta di una settimana fa non ha lasciato scorie. Gli amaranto hanno mostrato capacità di reazione, così come era già accaduto dopo il ko di Pisa. Una risposta da squadra ormai matura e consapevole dei propri mezzi e che, nonostante il limbo di classifica nel quale si trova, ha ancora stimoli.
Il quattordicesimo pari stagionale cristallizza una situazione che, con i playoff svaniti e la salvezza virtualmente conquistata, non ha più molto da chiedere a questa stagione.
In attesa di capire quale sarà il piazzamento finale, ci sono alcune statistiche che inducono alla riflessione, soprattutto in prospettiva futura. Comparando i numeri degli ultimi due campionati, la tenuta difensiva ha rappresentato una certezza. L’architrave sul quale sono state costruite le salvezze.

 

Se la compattezza e l’organizzazione hanno fatto la differenza in positivo, il dato più grigio rimane quello legato ai gol segnati. Purtroppo non c'è stata la crescita auspicata in fatto di realizzazioni. Nonostante Tremolada in doppia cifra. Se escludiamo le 10 reti del fantasista che attaccante non è, le punte sono tutte sotto lo standard. Non è un caso che il secondo cannoniere della squadra sia Madrigali, un difensore, con 4 gol.

 

Ecco quindi che se l’Arezzo vorrà, davvero, puntare ad un campionato di vertice nel prossimo mercato dovrà ripartire da un attaccante da doppia cifra, quello che è mancato in queste due stagioni di Lega Pro. Un centravanti con queste caratteristiche costa e quindi è necessario che Ferretti dica quello che vuole fare. Un investimento forte, con un occhio al bilancio ovviamente, sulla punta sarebbe indice di ambizione. Soprattutto se andrà via Tremolada.

 

A proposito del 10, quella che si apre potrebbe essere una settimana decisiva per il rinnovo. Dopo l’incontro di sette giorni fa con l’agente del calciatore e l’offerta per il prolungamento, Gemmi e Riccioli hanno posto nelle prossime ore il limite per una risposta definitiva.

Più in generale “programmazione” è la parolina magica che da queste parti manca da troppo tempo. In tre anni questa proprietà ha navigato a vista, obbligata a salire in Lega Pro più per la pressione della piazza che per reale volontà. Senza un progetto di lungo periodo si è aggrappata a Capuano che, può piacere o meno, con i suoi pregi e difetti ha tenuto a galla la baracca.

 

Con il ridimensionamento di Eziolino, non più allenatore-manager ma solo uomo di campo, si aperta una nuova fase che Ferretti ha scelto di affidare a Riccioli e Gemmi: coniugare la sostenibilità economica del club con l’ambizione della piazza la vera sfida. Purché “consolidare gli step” per dirla come la dirigenza, non diventi sinonimo di vivacchiare. I prossimi mesi ci diranno se ciò sarà possibile o se l’Arezzo attuale è destinato a restare nel limbo della Lega Pro.

 

scritto da: Andrea Lorentini, 14/03/2016





Ancona-Arezzo 0-0, intervista a Capuano

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