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Solido e di qualità, ma in trasferta non ingrana. Dalla serie B ai tribunali: ecco il Teramo

Secondo molti addetti ai lavori, compreso Capuano, quella biancorossa è squadra al livello di Spal e Pisa. Un anno fa conquistò la promozione, poi revocata per il coinvolgimento nell'inchiesta Dirty Soccer sulle scommesse. Il tecnico Vivarini, fresco vincitore della Panchina d'Oro per la Lega Pro, è al terzo anno in Abruzzo ma non ha più grande feeling con il patron Campitelli. In campo può scegliere tra due moduli: 3-5-2 oppure 4-4-2. All'andata finì 1-1: gol di Tremolada, pareggio di Amadio al 93'



l'undici biancorosso schierato nel match di andataDopo il buon pareggio di Ancona, l’Arezzo si appresta ad affrontare il Teramo, che con i suoi 33 punti, segue a due lunghezze di distanza gli amaranto in classifica.

 

Storia e Società. Guidata da patron Luciano Campitelli, imprenditore nel ramo alimentare, proprietario dell’azienda dolciaria “Sapori Veri”, la scorsa stagione aveva conquistato sul campo la promozione in B, grazie soprattutto alla coppia gol Lapadula-Donnarumma, tutto vanificato dall’indagine Dirty Soccer. Sotto la lente degli inquirenti era finita la partita contro il Savona: in primo grado la squadra abruzzese era stata addirittura retrocessa in D. La Corte d’Appello Federale ha ridotto la condanna alla retrocessione in Lega Pro con una penalizzazione di 6 punti per responsabilità diretta del presidente Campitelli, che a sua volta è stato inibito per 3 anni e costretto a pagare una multa di 100 mila €. In ultimo appello la penalizzazione è stata ridotta a 3 punti.

 

Allenatore. Per la terza stagione consecutiva siede sulla panchina dei “diavoli” Vincenzo Vivarini, allievo di Galderisi, a cui a fatto da vice a Giulianova e Pescara, nocchiero della promozione dello scorso campionato, arrivato a Teramo, dopo le esperienze con Chieti e Aprilia. Gran motivatore, è allenatore pratico, preparato tatticamente, bravo a far gruppo. Recentemente è stato premiato con la Panchina d’Oro, quale miglior allenatore della Lega Pro, per la stagione sportiva 2014/15. Nonostante un contratto fino al 2017, il futuro del tecnico originario di Ari è ancora incerto, come dichiarato da Campitelli: "Vivarini ha un altro anno di contratto con noi a cifre da serie B. Non possiamo permetterci di sostenere un’altra stagione in serie C a certe cifre. Se ci saranno i presupposti per avere un contratto giusto per la Lega Pro, ci siederemo intorno a un tavolo e possiamo anche allungare l’accordo. Vivarini è un tecnico validissimo e gode della mia massima stima". Ma in settimana il presidente, dopo il pareggio con la Carrarese, ha rincarato la dose: "Io e Vivarini abbiamo idee diverse. In campo, secondo me, non si fanno le cose giuste per riportare questa stagione nella giusta correttezza".

 

Vincenzo Vivarini, fresco vincitore della Panchina d'OroRosa. Nel mercato di riparazione pochi innesti, ma tutti finalizzati ad innalzare il tasso tecnico e caratteriale della squadra: dal Benevento è arrivato l’esperto Cruciani; dal Melfi, via Napoli, il giovane e tecnico Prezioso; il reparto avanzato è stato puntellato con l’arrivo di Forte dalla Cremonese, proprietà Inter, lo scorso anno 10 reti a Lucca. Hanno lasciato l’Abruzzo il talentuoso Victor Da Silva, passato all’Istra (seria A croata), i difensori Altobello (Lucchese), D'Orazio (Pistoiese) e Vitturini (rientrato a Pescara) e il centrocampista Calvano trasferitosi al Tuttocuoio.

 

Formazione. Nelle ultime giornate Vivarini ha abbandonato il 3-5-2 per passare ad un più propositivo 4-4-2.

In porta ci sarà Tonti, estremo sicuro e affidabile.

Nella linea difensiva giocheranno Perrotta (discreto piede, coriaceo in marcatura, espulso all’andata per un entrataccia su Carlini), Speranza (uomo d'esperienza, elegante e puntuale nelle chiusure), Caidi (possente e bravo nel gioco aereo).

Sugli esterni a destra ballottaggio tra Brugaletta (buona corsa e discreto in marcatura) e Scipioni, (due reti in stagione, più bravo in chiave offensiva, buon piede e grossa carica agonistica). A sinistra l’ex Entella Cecchini che abbina qualità, gamba e concentrazione.

In mediana Amadio, vero leader del reparto, bravo sia in fase di copertura che più avanzata, in gol all’andata; Cenciarelli, centrocampista tascabile, catalizzatore del gioco, grosso ritmo, inesauribile e bravo negli inserimenti. L’ultima maglia se la contenderanno Di Paoloantonio (tatticamente intelligente) o Cruciani (duttile, temibile al tiro).

In attacco Forte (ottimo nel gioco aereo, bravo nella protezione palla e discreto in zona gol) e Petrella, capocannoniere della squadra con 6 reti, che, se ha smaltito gli acciacchi, dovrebbe tornare nell’undici titolare.

Le alternative sono rappresentate dai giovani Paolucci e Prezioso, da Moreo (ex Entella, 5 reti, prima punta dal fisico arcigno) e dall’esperto Le Noci, vera e propria garanzia in serie C (per lui all’attivo più di 120 gol, cecchino sui calci piazzati).

 

l'esultanza di Amadio dopo il gol del pareggioPregi e Difetti. La squadra è tecnicamente valida, addirittura alcuni addetti ai lavori la considerano qualitativamente migliore rispetto a quella che aveva conquistato la promozione. Predilige fare la partita, cercando di tenere i ritmi alti.

La cerniera centrale formata da Amadio e Cenciarelli è tra le migliori dell’intera terza serie e in attacco Petrella è giocatore superiore alla media, imprevedibile e capace di grandi giocate.

Nonostante le buone prestazioni, soprattutto contro Maceratese e Carrarese, non riesce ad ottenere il bottino pieno da ben cinque partite (2-0 al Tuttocuoio), ma nonostante ciò, nel 2016 il Teramo è uscito sconfitto solo una volta dal campo, il 21 febbraio contro la Lupa Roma, ottenendo 6 pareggi e 3 vittorie.

Formazione ordinata, equilibrata nei reparti, molto attenta in fase difensiva soprattutto nelle partite casalinghe, dove è imbattuto. Però lontano dal ''Bonolis'' ha spesso incontrato problemi, raccogliendo poco: 2 vittorie (Santarcangelo e Pisa), 3 pareggi e ben 8 sconfitte, realizzando 10 reti e subendone ben 19.

I diavoli, a livello mentale, sono stati zavorrati dalla mancata promozione, ottenuta sul campo ma persa nei tribunali. Nonostante questo, il gruppo è apparso sempre unito e coeso, grazie soprattutto alla mano esperta di un allenatore, Vivarini, che sa il fatto suo ed è riuscito a traghettare in questa stagione una squadra di fronte alle difficoltà.

 

Ultimo precedente. Risale al 7 giugno 1998, ritorno della semifinale play-off di C2, quando gli amaranto guidati da Serse Cosmi si imposero per 1-0 con gol di Signorini, che aprì le porte alla vittoriosa finale di Pistoia contro lo Spezia.

All’andata la partita si concluse sull’1-1 con eurogol di Tremolada e pareggio, in pieno recupero, di Amadio.

 

scritto da: Mauro Guerri, 18/03/2016





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