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SERIE C GIRONE A - Play-off e Play-out

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Pareggi da record, la gamba di Tremolada, i gol sbagliati, quel difensivista di Capuano

Nessuno come l'Arezzo nei tornei professionistici: 16 volte X in campionato. Più altri numeri che condannano la fase d'attacco ed esaltano quella di difesa. Ma a Lucca la squadra ha tirato fuori una buona prestazione, riscattando la giornata opaca con il Teramo. Il problema cronico è la finalizzazione, argomento sul quale Mendicino e il numero 10 (l'uomo di maggior personalità) hanno preso le distanze dalla filosofia dell'allenatore, il quale ormai è diventato un punching ball. Da quando è partita l'opera di screditamento dall'alto, gli arrivano fendenti da ogni dove. In questo bel momentino cade il derby col Siena: o bene bene o male male



la formazione amaranto schierata a Lucca1. Adesso i pareggi sono 16. In tutti i campionati prof d'Italia, non c'è squadra che abbia pareggiato di più. L'Arezzo viene da tre 0-0 consecutivi e da quattro partite senza segnare gol. L'astinenza dura da 380 minuti, da quando Madrigali firmò il 2-0 a Prato. Era il 27 febbraio. Baiocco in compenso non viene bucato da 288 minuti. L'ultimo a infilarlo è stato Scappini del Pontedera, il 6 marzo. L'Arezzo ha incassato solo 2 gol nelle ultime sette giornate e in trasferta ha perso una volta in tutta la stagione, come Cittadella, Bassano e Spal. Abbiamo dato i numeri e ognuno li interpreti come vuole.

2. Si dice che prestazione e risultato siano cose diverse e debbano essere analizzate separatamente. A Lucca la prestazione c'è stata. La squadra ha giocato come doveva, ci ha messo corsa e concentrazione. Se serviva una risposta dopo il tic e toc contro il Teramo, è arrivata. E in trasferta, a ben guardare, l'Arezzo è stato quasi sempre sul pezzo. Se poi la prestazione va considerata decente solo quando porta la vittoria, allora è sballata la premessa e stiamo ragionando a vuoto.

3. Il risultato del Porta Elisa invece si aggiunge alla lunga lista dei rimpianti. Come Teramo all'andata, Pistoia, L'Aquila e anche Ancona. Il punticino non rende giustizia a quanto si è visto in campo, ma il difetto dell'Arezzo è strutturale e dopo 28 giornate non c'è spazio per tanti discorsi. La squadra produce molto e raccoglie poco. Con Scappini in rosa (per citare quello che ha segnato di più nel girone), l'annata sarebbe andata diversamente. Banale ma veritiero.

4. Il punto 3 non significa che in organico ci siano dei brocchi. Defendi è un buon calciatore ma gli infortuni l'hanno appesantito. Greco ha 33 anni e in questi due mesi si è allenato a spizzichi e bocconi. Mendicino non ha ancora trovato l'intesa con i compagni e il tempo non gioca a suo favore. Bentancourt è Bentancourt. Ieri, fuori dall'area, ha confezionato la miglior partita da quando è ad Arezzo. Quando deve concludere, purtroppo per lui e per la squadra, non è lucido né freddo. E' questione di caratteristiche, di pregi da esaltare e difetti da correggere. Per quest'anno ormai è andata così.

 

Tremolada regala la maglia ai tifosi a fine match5. Tremolada la gamba ce l'ha messa. Dopo la telenovela-rinnovo, da più parti era stato alimentato il sospetto che il giocatore avrebbe tirato i remi in barca. Un tarlo anche legittimo, considerando le nefandezze del calcio di oggi. Ma Tremolada ha fugato ogni dubbio e ci ha dato dentro. Alzi la mano chi ha pensato al contratto e beghe varie guardando la partita. E' un gol in più per lui.

6. Analisi gara. Carlini, finché fiato e gambe l'hanno sorretto, ha fatto il terzino di copertura e di spinta. Benedetti ha sfiorato il gol dell'1-0 nel primo tempo e, se Bentancourt lo vede e lo serve a metà ripresa, si trova un'autostrada verso la porta lucchese. Feola al minuto 91 era in area avversaria a fare velo per l'occasionissima di Bentancourt. L'Arezzo ha giocato con un trequarti e due punte per 96 minuti. La linea di difesa è stata sempre attenta a non abbassarsi troppo. Teniamo a mente questi dettagli, non proprio da squadra barricadera.

7. Dichiarazioni post gara. Mendicino in sala stampa argomenta che ''l'Arezzo è squadra equilibrata ma le manca un po' d'irrazionalità'' e che ''con il baricentro più alto potrebbe vincere di più''. Poi arriva Tremolada e spiega che ''Capuano è più difensivista che offensivista'' e che ''il mister chiede tanto lavoro, quindi le punte si fanno il culo e arrivano poco lucide al tiro''. Ormai, da quando si è capito che Capuano ad Arezzo ha la data di scadenza come le mozzarelle, tutti parlano di tutto in libertà.

8. Che poi la tesi di Tremolada, l'uomo di maggior personalità dello spogliatoio (ha affrontato pubblicamente e senza remore la questione contratto, ci ha sempre messo la faccia anche quando la squadra non girava, a Lucca è stato l'unico a presentarsi sotto il settore ospiti), è pure legittima. Ma non è tempestiva, perché la partita di ieri l'Arezzo l'ha giocata in avanti e non all'indietro. E quindi è anche una tesi poco convincente.

9. Capuano fino a due mesi fa era l'architrave dell'Arezzo. Adesso che dall'alto è cominciata l'opera di screditamento, è diventato un punching ball e gli arrivano fendenti da ogni dove. I contratti, i campini, i pareggi, le sconfitte, i gol sbagliati davanti alla porta, è tutta colpa sua che parla troppo, è ingombrante e c'ha il contratto più remunerato della Lega Pro. Che pensi al campo zitto e muto. Due estati fa ha salvato le bucce a tutti, ma chissenefrega. Vai con la demolizione. Chissà De Martino come gongola.

10. Arezzo-Siena capita in un bel momentino. O bene bene o male male.

 

scritto da: Andrea Avato, 25/03/2016





Lucchese-Arezzo 0-0, intervista a Capuano

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