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SERIE C GIRONE A - Play-off e Play-out

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Come nasce una passione. La storia di Leonardo, 16 anni e il colpo di fulmine per l'Arezzo

Aretino, studente del liceo scientifico, lettore di questo sito e tifoso amaranto da quel pomeriggio di sei anni fa, quando il padre lo portò a vedere i play-off contro la Cremonese. Una sconfitta bruciante che non ha spento i sentimenti. Fede, emozioni, calore e l'atmosfera che si respira in curva Minghelli: parole e concetti graditissimi a pochi giorni dal derby perso contro il Siena



23 maggio 2010, la sud in Arezzo-CremoneseDopo la lettera di ieri scritta da Federico, e inviata in redazione per riaprire il dibattito sul tema della sicurezza negli stadi, affrontato in maniera diametralmente opposta in Italia e all'estero, oggi pubblichiamo queste righe che ci ha inviato Leonardo. 16 anni, studente del liceo scientifico, è un fedele lettore di Amaranto Magazine e un tifoso dell'Arezzo. Nei prossimi mesi, compatibilmente con gli studi, potrebbe diventare una firma di questo sito, portando il punto di vista di un adolescente che il mondo, compreso quello del calcio, lo vede con occhi diversi. Per adesso ci ha spedito una sua riflessione su cosa significa ''passione''. E a pochi giorni dal derby perso contro il Siena, è un testo che capita a pennello.

 

''La passione è un qualcosa che riesce a trasmetterti delle emozioni, ma non emozioni qualsiasi bensì dei concentrati di adrenalina e un persistente sentimento quasi "violento" che ti fanno immedesimare in ciò in cui credi, facendotelo vivere a 360 gradi e legandoti inequivocabilmente fino a che avrai ancora quella forza di sostenerlo e di supportarlo (soprattutto nei momenti difficili), come se fosse una sorta di fede o di un qualcosa a cui non si può rinunciare. Ecco, la passione di cui parlerò oggi è quella che riguarda la squadra della mia città, l'Arezzo.

 

Tutto è cominciato quasi per caso quando mio padre mi portò a vedere, in una torrida giornata di fine maggio, la partita valevole per i Play-off di serie C tra l'Arezzo e la Cremonese; fino a quel momento non mi ero mai interessato al calcio e solo allora mi affacciavo sul prato del Comunale per la prima volta, ma nonostante questo vissi quella partita con la stessa ansia e alla fine anche lo stesso rammarico della maggior parte dei tifosi presenti allo stadio. Lo 0-2 finale spazzò via le residue speranze di promozione e, dopo il danno la beffa, fu l'ultima partita casalinga di quell'Arezzo Calcio che pochi giorni dopo fallì tra le polemiche e lo sconforto generale della piazza, che vedeva profilarsi un futuro incerto.

 

Maniero in azione, la curva gremita sullo sfondoQuel giorno, a dire il ver,o più che la vera e propria passione nacque un interessamento sempre più approfondito e crescente che mi portò a frequentare lo stadio più spesso e con uno spirito via via sempre più attivo e ardente, nonostante la qualità effettiva delle partite o la mancanza di quell'entusiasmo, presente in passato, che sarebbe stato difficile da ricreare in Serie D e dopo così poco tempo dai fatti già citati. Rimpiango tuttora di non essere stato presente negli anni assai più gloriosi di Serie B quando di certo c'era un clima differente, più caloroso e positivo, che permetteva il coinvolgimento di tutti gli appassionati e che rifletteva un Arezzo su palcoscenici sicuramente più consoni al suo nome se relazionati alla storia del club ma anche alla sua magnifica città.

 

Comunque sia questo interessamento alla fine sfociò in passione quando, dopo il ripescaggio in Lega Pro, mi presentai per la prima volta in Curva Sud: l'atmosfera era veramente stupenda poiché tutta la gente che in quegli anni era rimasta scontenta e dissociata oltre che dalla squadra anche dalla gestione di quest'ultima, si riversò allo stadio sperando di poter tornare ad assistere a partite e spettacoli di un certo calibro e che quello fosse l'inizio di una nuova era che potesse cancellare il recente passato tempestato di dolori e delusioni.

 

Ecco, questo clima che si era venuto a formare, fece scattare in me quella molla che mi ha permesso di rimanere al seguito della squadra per tutto il corso della passata stagione, facendomi confermare anche in questa e rendendomi oramai indissolubilmente legato ai colori amaranto; credo inoltre che parte del merito vada dato alla nostra fantastica curva (dedicata a Lauro Minghelli), dalla quale con cori e canti si vive la partita minuto per minuto, soffrendo e gioendo tutti insieme in tempo reale per l'Arezzo e che è il posto perfetto per coloro ai quali non interessa della Serie A o della Champions League ma che preferiscono passare il tempo al fianco di una passione incondizionata: quella amaranto''.

 

Leonardo

 

scritto da: La Redazione, 08/04/2016





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