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L'Arezzo è a terra. Delusioni in campo, incertezze fuori: quanti veleni nel finale di stagione

Il derby è finito con i calciatori fischiati dalla curva e Capuano a colloquio con i tifosi per rendere conto della sconfitta più dolorosa di tutte. La squadra nell'ultimo periodo si è involuta, non segna e non vince più. Il tutto mentre Tremolada annunciava l'addio e l'allenatore, sempre più solo, vedeva consumarsi un divorzio lento ma inesorabile con il club



la delusione di Sabatino alla fine del derbyArezzo-Siena è finita con i giocatori amaranto a terra al centro del campo e poi sonoramente fischiati sotto la curva e con Capuano per oltre mezz’ora fuori dai cancelli dello stadio a placare l’ira dei tifosi e ad assumersi le responsabilità per la sconfitta.

Sono le istantanee più significative di un derby che poteva rappresentare il trampolino di lancio ideale per chiudere in discesa una stagione che ha ben poco ormai da offrire in termini di obiettivi. E che invece ha avuto l’effetto contrario. L’incornata di Portanova ad una manciata di minuti dal 90esimo ha rappresentato una secchiata d’acqua gelata su un Comunale che si era presentato vestito a festa e con il pieno di entusiasmo.

 

Inutile nascondersi, quella contro il Siena non era una partita come le altre. Dai tifosi, alla stampa, passando per società e allenatore, tutti volevano la vittoria. Per ragioni di rivalità, di campanile, di storia e tradizione. La vigilia caricata come nessun’altra in stagione.

Sul campo, fino all’83’, era stato il solito Arezzo. Come al solito accorto in difesa, ma come al solito terribilmente sterile e spuntato in avanti. Con il solo Tremolada, il più ispirato insieme a Sabatino, in grado di creare grattacapi dalle parti di Montipò. La sostituzione del 10 nel finale ha fatto discutere, Capuano l’ha spiegata con un problema al polpaccio anche se la faccia del fantasista mentre si accomodava in panchina raffigurava tutto il suo stupore che poi era anche quello dell’intero stadio. Senza lui in campo recuperare lo svantaggio è diventato pressoché impossibile. Il Siena si è preso il derby senza tirare in porta, l’Arezzo non meritava di perdere, ma ha fatto troppo poco per vincere.

 

Nel consueto valzer delle punte non si è salvato nessuno anche stavolta. Capuano ha operato la solita staffetta tra i quattro attaccanti a disposizione, ma né Defendi-Bentancourt dall’inizio né Greco-Mendicino a partita in corso hanno saputo incidere nella gara.

In sala stampa l’allenatore ha parlato di fallimento e umiliazione. Si è preso ogni colpa senza cercare scuse. Ha fatto capire che dalla prossima trasferta sul campo della Lupa Roma farà delle scelte chiare e nette: chi si sente già in vacanza starà fuori.

 

I numeri dicono che l’Arezzo non segna da fine febbraio, che nelle ultime cinque partite ha raccolto appena 3 punti. Dalla sconfitta casalinga contro il Pontedera del 6 marzo, che ha spento le residue chance di rincorsa ai playoff, la squadra si è involuta. Con stimoli e motivazioni che sono, inevitabilmente, scemati.

La sconfitta nel derby rischia ora di avvelenare il finale di campionato e non aiuta un ambiente già in fibrillazione per l’addio annunciato di Tremolada e quello sempre più probabile di Capuano, oltre all’incertezza sul futuro. Tra il tecnico e la società si sta consumando un divorzio lento, ma inesorabile. Eziolino è sempre più solo dentro l’Arezzo. La resa dei conti è rimandata a dopo il 9 maggio.

 

scritto da: Andrea Lorentini, 04/04/2016





Arezzo-Siena, il derby dagli spalti

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